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Con un buon insegnante migliori sempre?

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Una credenza piuttosto diffusa è quella di pensare che farsi seguire da un insegnante eccellente, che ha un’ottima reputazione, sia la strada che ci porti al raggiungimento del nostro obiettivo.

Chiaramente un ottimo insegnante che ha una buona reputazione e molti anni di esperienza alle spalle conta molto, ma non è quello che farà la differenza. L’unico che può farla sei tu.

Conosco studenti di pianoforte alle prime armi che si lasciano prendere dall’enfasi e – portafoglio permettendo – si precipitano all’acquisto di un pianoforte a coda.

Qualche tempo dopo lo stesso pianoforte si trova in vendita su Internet.

Qual è la morale di questa piccola storia?

Lo strumento migliore non ti fa ottenere in automatico risultati migliori, così come il migliore insegnante non può assicurarti che tu riesca a suonare il pianoforte, così come il miglior dietologo non può garantirti che perderai quei chili stabiliti.

    Perché?

    Perché semplicemente tutto dipende da te.

    È solo la tua forza di volontà che ti permetterà di applicarti con costanza quotidianamente, sia che tu in quel momento abbia voglia o no.

    Noi non siamo sempre al 100% delle nostre possibilità (anzi, a dire il vero capita raramente che lo siamo). Torniamo a casa dal lavoro stanchi, oppure abbiamo in testa vari pensieri e proeccupazioni. Se posticipiamo lo studio del pianoforte in attesa del “momento migliore” allora campa cavallo che l’erba cresce!

    Ritengo che il talento sia stare al pianoforte indipendentemente da tutto ciò che ci è capitato durante la giornata. È solo stando al pianoforte, ora dopo ora, giorno dopo giorno, che si migliora.

    Qualche mese fa, ho pubblicato sul mio sito personale un video in cui mostro i miei progressi al pianoforte in 10 anni. In diverse persone mi hanno scritto: “Christian, ho visto un miglioramento incredibile fra il 2012 e il 2013!!”

    Vuoi sapere perché c’è stato quel netto miglioramento? Perché in quel periodo studiavo in media 3-4 ore tutti i giorni.

    Non ci sono miracoli o scorciatoie, ci sono solo le ore di studio passate al pianoforte. (ti consiglio di leggere questo articolo in cui parlo della differenza fra suonare e studiare il pianoforte)

    L’errore comune degli studenti

    Un classico errore di chi studia con un insegnante è quello di non seguire le sue indicazioni sul percorso di studio. Quando un insegnante ti assegna per settimana prossima uno studio del Beyer, un brano tratto dal Cesi-Marciano e un solfeggio , conosce perfettamente il fine didattico di ogni esercizio.

    Se in quella settimana però inizi a scaricare spartiti da internet iniziando brani nuovi, poi ascolti un brano carino che passa alla pubblicità e cerchi di riprodurlo al pianoforte, poi inizi a seguire un tutorial di un altro brano che ti piace… arrivi alla prossima lezione impreparato.

    Attenzione: non ti sto dicendo di non fare quelle cose.

    Io sono convinto che tutto serva, purché non vada a discapito del materiale che devi preparare per la lezione. Quindi prima bisogna dare la precedenza al Beyer, Cesi-Marciano e al solfeggio, dopodiché, se avanza tempo puoi dedicarti a tutto ciò che ti piace.

    Questa infatti è sempre stata la mia “tattica”. Prima mi assicurava di svolgere correttamente i compiti che mi erano stati assegnati, poi iniziavo tutti i vari lavori complementari che mi hanno reso un pianista completo.

    Nessun insegnante, né privato né di conservatorio, mi ha mai spiegato o fatto studiare le sigle degli accordi (che ho spiegato nel corso di pianoforte moderno). Eppure reputo che queste siano fondamentali per suonare un po’ di musica moderna (e può tornare utile in diverse occasioni).

    Alla fine hanno sempre ragione i detti e i proverbi: “Prima il dovere e poi il piacere”.

     

    Pianosolo consiglia

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