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Come scegliere e quando cambiare l’insegnante di pianoforte

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Come scegliere e quando cambiare l’insegnante di pianoforte, 5.0 out of 5 based on 1 rating

La scelta dell’insegnante di pianoforte è un momento tanto importante quanto difficile. Lo studente non ha la preparazione necessaria per giudicare dal punto di vista professionale l’insegnante, tuttavia può farlo da un punto di vista strettamente soggettivo anche valutando il tipo di rapporto che reciprocamente viene ad instaurarsi.

A differenza delle attività collettive, la lezione di strumento è, nella maggior parte dei casi, individuale. Ciò significa che dovrai passare ore ed ore in compagnia di una persona che ti aiuterà a migliorare. Queste lezioni saranno più interessanti, divertenti, proficue e affascinanti se le terrai con una persona con cui ti trovi bene e che stimi.

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Questo è importantissimo.

Scegliere un insegnante esclusivamente per i suoi meriti artistici e per le sue doti didattiche può essere un’arma a doppio taglio. Sicuramente potresti riuscire ad apprendere molte cose nuove e a crescere dal punto di vista esclusivamente musicale, ma se ti ritrovassi ad esserne terrorizzato e a provare ansia al solo pensiero di andare un’altra volta a lezione di pianoforte, allora quello non è l’insegnante giusto per te. Questo non deve mai capitare!

Il giorno settimanale della lezione di pianoforte deve essere il giorno più atteso e non il momento in cui si va alla gogna.

Perciò ti consiglio caldamente di scegliere l’insegnante anche (e soprattutto) valutando la tua relazione con lui dal punto di vista umano.

Altrimenti sarebbe un po’ come scegliere una ragazza solo dal punto di vista estetico. Sì, magari è bellissima, ma se poi quando siete da soli non avete nulla da condividere? Se non ride alle tue battute perché non le capisce? Se non ha mai nulla di interessante da raccontarti?

Nel frattempo, nella tua ricerca dell’insegnante giusto per te, non farti trovare impreparato. Inizia a dare un occhio alla teoria musicale.

Ci vediamo al prossimo articolo e buon divertimento!

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7 COMMENTI

    • Su questo argomento le opinioni possono essere discordanti, personalmente un buon maestro deve saper suonare, perché solo in questo modo può insegnare a superare un problema che egli stesso ha affrontato e superato. Questo mio ragionamento è applicabile alla tecnica.

  1. Io purtroppo subii un cambio forzato di insegnante dopo appena un anno dal mio inizio.
    Era un insegnante molto bravo che mi ha trasmesso molto e mi faceva sentire di stare progredendo, però alla fine dell’anno scolastico si è trasferito lontano, e l’anno dopo sono stato spostato ad un altro insegnante, senza dubbio bravo esecutore ma con il quale proprio non sono riuscito a trovarmi.
    Nelle mani di questo nuovo insegnante abbiamo spazzato via tutto quanto fatto col primo, tre mesi di cadute (ogni lezione era una serie infinita di cadute) e poi un susseguirsi di ripartenze.
    Si iniziava un metodo, dopo i primi esercizi si cambiava libro e via di nuovo.
    Morale dopo qualche anno mi sentivo al punto di partenza senza aver fatto nessun passo significativo.

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