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Claudio Filippini Trio, Before the Wind (CamJazz)

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Claudio Filippini Trio, Before the Wind (CamJazz), 5.0 out of 5 based on 1 rating

Claudio Filippini Trio, Before the Wind (CamJazz)

Viaggia con il vento a favore il pianista Claudio Filippini che con il suo trio storico, quello formato da Luca Bulgarelli al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria, sforna l’ennesimo disco destinato a rimanere a lungo in loop sui nostri impianti stereo. Perché i nove pezzi di “Before the Wind”, uscito per i tipi della CamJazz, ci fanno respirare a pieni polmoni aria buona, un vento favorevole non solo a chi li ascolta, ma anche al percorso artistico che il trio ha intrapreso già da oltre quindici anni e che si configura come un work in progress permanente, una fervida e inarrestabile fucina di idee e progetti.

Colpisce il titolo, che rimanda all’idea di una sorta di tempesta in arrivo, in realtà ci piace immaginarlo come una spinta propulsiva alla creazione, come qualcosa di già arrivato a destinazione e di cui possiamo ascoltare il risultato tangibile.

Filippini firma tutti i pezzi di “Before the Wind”, tranne “Bassever”, dell’ottimo Luca Bulgarelli, e “Goa”, brano collettivo del trio.

Non ci si annoia con questo disco, forse meno sperimentale dei precedenti, ma con la grande virtù di consolidare uno specifico linguaggio, quello di questo trio, di trovare un equilibrio artistico superiore, un disco di estrema maturità creativa e stilistica, che non manca di sorprendere comunque, di sfidare ed infrangere le aspettative con improvvisi guizzi di puro genio.

Incantevole l’apertura con “Maia”, quello che in un repertorio classico potremmo paragonare a un preludio, un tema cantabile che introduce tutto il resto, ma che già in sé è sintesi, anche nell’esposizione di quello spirito che sorregge tutta questa registrazione: una forte coesione del trio e l’interconnessione stretta, necessaria, indissolubile, tra Filippini-Bulgarelli-Di Leonardo. Perché se chiudiamo gli occhi ci sembra di vederli muovere su un palco i nostri tre in stretta relazione. Anche in brani in cui fa incursione l’elettronica, come “Don’t Elevarsi”, o in quello che forse è la punta di diamante del disco, “Forever”, la dimensione è corale, coesa, convergente.

Confermata la grande qualità di Filippini di pensare e creare splendidi temi, melodie equilibrate eppure espressive, un’arte che non si impara forse, che risiede nel suo DNA artistico, ma che tiene senza dubbio conto dei riferimenti classici della sua formazione e di illustri predecessori con cui condivide la lingua: Bill Evans o Keith Jarrett, solo per fare due nomi. E a tratti Claudio Filippini si fa più intimista, le sue linee si ammorbidiscono, come nella splendida ballad “Mentre Dormi”.

Perché ascoltare “Before the Wind”? Perché è un bel disco e perché ad oggi questo trio è indubbiamente uno dei trii made in Italy a vocazione internazionale più validi in circolazione.

E allora “vento in poppa” e avanti tutta per il Claudio Filippini Trio!

Un preascolto del cd sul sito della CamJazz.

 

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