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Claude Debussy, Douze Études pour piano (Schott Music)

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Claude Debussy, Douze Études pour piano (Schott Music)

Schott Music raccoglie in una pregevole pubblicazione i Dodici Studi per pianoforte di Claude Debussy, concepiti originariamente in due volumi, nella revisione del pianista Jacob Leuschner.

I Dodici Studi sono l’ultima opera pianistica di Debussy. Composti nell’estate del 1915 e pubblicati l’anno successivo, recano in calce la dedica “Alla memoria di Frédéric Chopin”, forse perché in quel periodo Debussy stava lavorando a una revisione di alcune opere del compositore polacco.

La denominazione di “Studi” non deve trarre in inganno, e nemmeno la descrizione delle singole composizioni, che elencano alcuni punti cruciali della tecnica pianistica (studi a 5 dita, delle terze, delle quarte, degli arpeggi composti e via dicendo).

La destinazione didattica enunciata in questi titoli viene meno se ne ascoltiamo il contenuto, che rivela piuttosto una destinazione concertistica dei brani, e soprattutto se proviamo ad eseguirli, dal momento che sono concepiti per mani già esperte, già abili nel destreggiarsi sulla tastiera del pianoforte.

Debussy fa propria la destinazione che già Chopin aveva assegnato ai suoi Studi op.10, eleva invero il genere “studio” alla dignità dell’arte, ne sposta l’esecuzione dall’ambito privato dell’esercizio a quello pubblico del recital pianistico.

Questi Studi di Debussy riflettono una sintesi di uno stile compositivo che nella sua evoluzione si configura come ricerca continua, e spinta agli estremi, delle possibilità timbriche, come culto del suono che diventa non più solo veicolo, ma oggetto stesso della scrittura musicale, con innumerevoli finezze ritmiche e armoniche.

Nell’edizione Schott è riportata la breve Prefazione che lo stesso Debussy antepose alla pubblicazione dei suoi Dodici Studi. In poche righe il compositore spiega di aver volutamente omesso dal testo musicale qualunque diteggiatura dal momento che non sarebbe stata universalmente adattabile alla conformazione della mano di differenti pianisti e conclude con l’esortazione “Cherchons nos doigtés!”.

Nell’edizione Schott Jacob Leuschner inserisce qualche diteggiatura, precisando che si tratta solo di consigli mirati a rendere agevole il primo approccio a questo materiale musicale.

La prefazione di Leuschner è un’interessante analisi dei Dodici Studi, sia da un punto di vista strutturale che esecutivo, con utili consigli ad esempio sull’uso del pedale.

Un’opera da studiare dunque con un elevato grado di consapevolezza, per le numerose abilità che richiede e per quell’esigenza di estrema chiarezza che è costante in tutti questi Studi.

Potete acquistare il volume sul sito di Schott Music.

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