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Luca Ciammarughi, Non tocchiamo questo tasto. Musica classica e mondo queer (Edizioni Curci)

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Qual è il tasto da non toccare? È la prima domanda che ci facciamo leggendo il titolo di questo volume che il pianista e scrittore Luca Ciammarughi pubblica per la collana Correnti delle Edizioni Curci diretta da Carlo Boccadoro. La risposta è già nel sottotitolo in cui si affaccia il tema del rapporto tra musica classica e mondo queer, dove il termine “queer” sta letteralmente per “strano” o “bizzarro”. Ma riferito a cosa? Ce lo spiega l’ampia prefazione di Franco Buffoni, pagine da cui si palesa con chiarezza la necessità di questo volume. Il rapporto tra compositori e musicisti “classici” e la sessualità, quando orientato a passioni omoerotiche, ha subito nel tempo una sorta di automatica censura, un silenzio prolungato, una colpevole omissione. Abbiamo immaginato i nostri geni come asessuati o disinteressati a certe questioni, oppure abbiamo conosciuto di loro solo relazioni eterosessuali palesemente esplicitate e di conseguenza socialmente legittimate. Questo presupporrebbe una sorta di slegamento della creatività dalla sfera erotica, dell’arte dal vissuto.

Luca Ciammarughi in questo volume si interroga invece proprio sulla relazione tra sessualità e processo creativo, su quanto e come l’orientamento sessuale e la vicenda umana di un compositore possano incidere sull’opera d’arte.

Scrive nell’introduzione al volume: “Considerare la sessualità di un artista non significa quindi necessariamente occuparsi di gossip, ma scandagliarne i desideri più profondi, e spesso inconfessabili, per comprendere come questi interagiscono con il processo della creazione artistica”. Dunque l’autore decide di toccare quel tasto che per secoli è stato intoccabile e lo fa attraverso un dettagliato e documentato excursus storico che va a toccare non solo le biografie di celebri compositori, ma traccia anche una linea evolutiva di quel faticoso processo di eliminazione dell’omofobia dal contesto sociale e politico che  evidentemente purtroppo non è ancora pienamente concluso.

Come uso a fare in tutte le sue pubblicazioni, Luca Ciammarughi attraversa le vite di questi compositori per restituircene ritratti vividi e intensi nella loro umanità, con analitica documentazione, con il necessario distacco dello studioso alieno a giudizi ma al contempo con quel filo di ironia che rende la lettura piacevole e scorrevole. Dal Seicento fino ai nostri giorni la galleria di alcune delle figure cardine della storia della musica ci rappresenta uomini e donne che in qualche modo hanno espresso le più recondite pulsioni e desideri omoerotici attraverso la pagina musicale, spesso nascondendosi, in quanto perseguibili per legge o solo per timore di un unanime e nocivo giudizio morale, spesso vittime di una grande sofferenza interiore che nemmeno l’attuale evoluzione del pensiero può talvolta attenuare.

“Questo libro vuole essere anche un contributo a questo cambiamento: nella galleria queer che segue, i musicisti che vivono in modo tormentato la propria identità potranno trovare un piccolo pantheon di compositori a cui è capitato di avere una sessualità fuori dalla norma… Talvolta, la conoscenza di questo pantheon queer può servire ad accettare un’identità che gli altri spesso ancora indicano come sbagliata, censurabile o addirittura peccaminosa” scrive Luca Ciammarughi.

Quindi un libro necessario e prezioso.

La scheda del volume e un’anteprima sono visionabili a questo link sul sito delle Edizioni Curci.

Se volete acquistarlo lo trovate qui.

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