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Il mondo sonoro di Chopin evocato da Alain Planès sul Pleyel “Grand Patron”

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Quale opera riflette l’intero itinerario compositivo di Chopin più dei suoi Notturni, l’evoluzione del suo mondo poetico ed estetico lungo tutto l’arco della sua purtroppo breve vita?

Il pianista francese Alain Planès segue l’affascinante percorso chopiniano in maniera originale scegliendo per questa registrazione discografica, edita da Harmonia Mundi, uno strumento del 1836, il Pleyel “Grand Patron”. Lo strumento, così come accuratamente illustra lo stesso pianista nel booklet del cd, ha una lunghezza di 2,40 mt, 80 tasti di avorio ed ebano, ma la sua peculiarità è la doppia tavola armonica, in abete e mogano, finalizzata a conferire una maggiore profondità di suono, una ricchezza che consente una consistente potenza sonora paragonabile a un moderno pianoforte.

La gamma sonora espressa da Planés è dunque ampia e indugia con piacere nel delineare le splendide linee melodiche disegnate da Chopin in partitura, un ininterrotto canto sul registro acuto che si srotola su tempi molto ampi, quasi assaporando lentamente e con gusto ogni singola frase musicale Al centro le suggestioni della notte che tanta musica, tanta poesia e tanta arte (di cui Planès è fine conoscitore) hanno celebrato e che Chopin ha esaltato e portato ai vertici proprio in quella decontestualizzazione che l’ha sottratta a qualsivoglia intento descrittivo.

Il Pleyel “Grand Patron” ci avvicina dunque un passo in più a quello che fu il mondo sonoro di Chopin che Alain Planès evoca in questa registrazione dei Notturni.

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