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Brahms, Sonata op.5 e Variazioni su un tema di Paganini – Nelson Goerner

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Non è un novizio del repertorio brahmsiano il pianista Nelson Goerner che già ci aveva deliziato con una magnifica registrazione del Concerto per pianoforte e orchestra n.2 di Brahms pubblicata da Alpha. Il pianista torna su questo repertorio, di nuovo per i tipi di Alpha, questa volta in solitaria, registrando la Sonata n.3 in Fa minore op.5 e le Variazioni su un tema di Paganini in la minore op.35.

La Sonata brahmsiana viene così definita dallo stesso Goerner: “impetuosa, piena di ardore e vitalità, ma che esige un interprete che ha raggiunto la maturità nel suo sviluppo per esprimere tutto ciò che contiene”. La sonata infatti, pur essendo un’opera giovanile di Brahms, che la compose all’età di 20 anni, è molto ampia nella sua articolazione in cinque movimenti, una struttura rigorosa e perfetta all’interno della quale brillanti idee musicali si incastonano come gemme preziose, rendendoci quello che è un vero e proprio capolavoro della letteratura pianistica. Entro questa forma l’estro poetico brahmsiano si esprime con magnificenza in una concezione ampiamente sinfonica. Nelson Goerner padroneggia questa struttura di cui mostra profonda conoscenza (questa Sonata è nel suo repertorio sin dal suo debutto) e illumina i molteplici colori della scrittura brahmsiana. Il pianismo di Goerner sa accarezzare con delicato lirismo i momenti in cui l’invenzione melodica di Brahms si spinge sul terreno di un’affettuosa tenerezza, quando concede la parola all’espressione del sentimento, ma Goerner sa elaborare ed esprimere allo stesso tempo il vigore, l’ardore e la passione del giovane compositore che ha compiuto il miracolo della creazione di un imponente monumento architettonico le cui stanze sono piene di sorprese.

Totale cambio di atmosfera quello che ascoltiamo nelle Variazioni su un tema di Paganini in la minore op.35. È noto che Clara Schumann le definì “Hexenvariationen”, ossia “variazioni della strega”, per le impervie difficoltà che presentano a livello esecutivo. La scrittura di Brahms qui è effettivamente funambolica e mette costantemente in pericolo l’esecutore, ma non dimentichiamo che a ispirare il compositore è indubbiamente il principe del virtuosismo strumentale che offre simbolicamente in dono a Brahms il suo tema: Niccolò Paganini. Dunque un’opera di virtuosismo che però in Brahms non è mai disgiunto da una prorompente musicalità. Goerner in questa registrazione affronta la sfida di un’esecuzione integrale delle 28 Variazioni e lo fa con la certezza di una solida tecnica su cui fare affidamento che supera ostacoli meccanici di ogni tipo. Brahms stesso riteneva queste Variazioni degli Études, ma come per gli Studi di Chopin anche qui il compositore oltrepassa il recinto del puro studio tecnico per spingere le potenzialità del pianoforte verso l’infinito. E Goerner lo segue nella sua esecuzione, che brilla di molteplici sfaccettature, le stesse che Brahms ha impresso alla sua partitura, ma con i colori del nostro tempo a cui il pianista appartiene e la sua fervida immaginazione sonora.

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2 COMMENTI

  1. Ho ascoltato l’esecuzione di Bella Ciao. Sono entusiasta del tutorial fatto in modo semplice e chiarissimo. Grazie di tutto ciò che Pianosolo offre a chi vuole imparare la musica al pianoforte. Grazie davvero al Maestro Cinelli.
    Anna Maria

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