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Biomeccanica applicata agli Esercizi tecnici di Liszt

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Biomeccanica applicata agli Esercizi tecnici di Liszt, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Liszt tra il 1868 e il 1880 scrive una raccolta di esercizi con l’intento di stimolare il pianista ad ottenere maggiore capacità di esecuzione e di formare pianisti virtuosi.
La serie completa è composta da dodici volumi, ognuno dei quali affronta un diverso problema pianistico.

Molti studenti e pianisti esperti non si avvicinano a questa raccolta di esercizi per timore di incorrere in infiammazioni che possono essere conseguenti ad un approccio tecnico non rispettoso della naturale fisiologia delle articolazioni della mano e del braccio.

Ho pensato di analizzare questi esercizi sotto l’aspetto biomeccanico, ossia considerando le leve meccaniche applicate al moto delle dita del polso e del braccio.

Sono cosi emerse delle indicazioni su come affrontare gli esercizi senza affaticarsi e traendone il massimo beneficio.

    La valenza di questi esercizi non risiede solo nelle formule ma nella capacità di sviluppare l’attenzione. Non è possibile infatti realizzare le indicazioni dinamiche e i cambi di tonalità e posizioni che l’autore richiede senza mantenere una attenzione costante. Inoltre questa attenzione rende gli esercizi non alienanti, come accade invece in molti altri formulari di esercizi.

    L’aspetto mentale unito all’aspetto motorio ne fanno una guida preziosa ed insostituibile per lo sviluppo dei mezzi meccanici, espressivi e mentali del pianista.

    In questa serie di video spiegherò quale sia la corretta azione meccanico-muscolare da applicare alle varie formule. Con queste indicazioni e questi esercizi ci si educherà ad una metodologia del movimento che permetta al pianista di affrontare la totalità della letteratura con semplicità e naturalezza.

    Chi sono

    Tiziano Poli compie gli studi musicali presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, diplomandosi a pieni voti in Pianoforte e Organo. Successivamente segue i corsi di perfezionamento all’ “Ecole Internationale de Piano” di Losanna con Fausto Zadra, divenendone in seguito Assistente. Nel 1982 gli viene assegnato all ‘unanimità il I premio alla XX edizione del concorso pianistico “A. Speranza”di Taranto. Fin dai primi anni di attività collabora con prestigiose società musicali e alcuni suoi recital sono stati trasmessi dalla Rai. E’ stato ospite della “Musik-Biennale” di Berlino.

    Ha tenuto corsi sulla “Meccanica Fisiologica della Tecnica Pianistica”, disciplina che ha per obiettivo l’incremento naturale dei mezzi pianistici, in vari Conservatori e per varie istituzioni musicali.

    La sua ricerca lo conduce nel 2008 a depositare con brevetto internazionale il dispositivo “Happy Fingers”® al quale segue una evoluzione volta all’utilizzo in campo riabilitativo a cura del prestigioso Istituto Politecnico di Milano, che ne illustra la ricerca in una tesi di laurea ad opera del Dott. Sebastiano Lang. Molti illustri pianisti tra i quali Aldo Ciccolini ed Antonio Ballista ne sottolineano l’efficacia.

    Il suo vasto repertorio comprende, oltre alla letteratura tradizionale, brani di rara esecuzione come le Sinfonie di Beethoven nella versione pianistica di F. Liszt o opere di autori americani dell ‘ottocento. La duplice veste strumentale gli ha consentito di eseguire nello stesso concerto brani originali per organo di J.S.Bach seguiti dalle relative trascrizioni pianistiche di Liszt, Tausig, Busoni. Ha pubblicato per La Nuova Era un CD con “Eine Faust Symphonie” di F. Liszt nella versione dell’ autore per due pianoforti.
    Docente presso il Conservatorio “G.Verdi” di Milano.

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    1. Biomeccanica applicata agli Esercizi tecnici di Liszt (This post)

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