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Bill Evans, Some Other Time: The Lost Session from the Black Forest (Resonance Records)

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Bill Evans, Some Other Time: The Lost Session from the Black Forest (Resonance Records), 5.0 out of 5 based on 1 rating

Bill Evans, Some Other Time: The Lost Session from the Black Forest (Resonance Records)

Visitando il sito della label americana Resonance Records ciò che colpisce immediatamente è una frase che sta nella header della home page, una sorta di icastico motto che sintetizza la mission dell’etichetta e che recita “A Non-Profit Jazz Label With a Mission”.

Questa mission è la scoperta e il supporto a musicisti jazz di tutto il mondo attraverso registrazioni, opportunità di concerti e una capillare attività di divulgazione artistico-musicale che non ammette compromessi. Perfettamente consonante con questa mission è l’operazione compiuta da Zev Feldman, produttore peri Resonance Records, quando ha riportato in luce questa sorta di tesoro nascosto.

Some Other Time: The Lost Session from the Black Forest” è una registrazione in studio che Bill Evans realizzò il 20 giugno 1968 negli studi dell’etichetta MPS di Villingen, in Germania, nella Foresta Nera, insieme al batterista Jack DeJohnette e al bassista Eddie Gomez a cura dei produttori tedeschi Hans Georg Brunner-Schwer e Joachim-Ernst Berendt.

La storia di come questa perla della produzione relativa al pianista americano sia stata riportata alla luce nel nostro secolo ha del romanzesco ed è in un certo senso già leggenda. Ci sono volute tutta l’ostinazione e la passione di Feldman e la lungimiranza del presidente della Resonance, George Klabin, per arrivare alla pubblicazione di questo materiale rimasto chiuso in un cassetto per cinquant’anni. Questa storia ce la racconta lo stesso Feldman nel prezioso libretto del doppio cd. Da una scoperta casuale, all’ascolto di una traccia su un autoradio nel parcheggio al di fuori della sala congressi di Brema dove si teneva la conferenza Jazzahead nell’aprile 2013, fino alla pubblicazione per la Resonance.

Some Other Time: The Lost Session from the Black Forest” è un prezioso documento per narrare una parte della storia di Bill Evans, un momento del suo percorso artistico non ancora troppo esplorato. Il materiale fu registrato cinque giorni dopo il celebre live al Festival di Montreux e, a parte il celebre album proprio del live di Montreaux pubblicato dalla Verve, è l’unica registrazione in studio di questo trio, che non ebbe lunga durata, ma che sicuramente ha rappresentato una fase importante nella carriera artistica di Bill Evans e nel suo incessante lavoro di ricerca espressiva.

Il doppio cd include 21 brani, standard familiari nel repertorio di Bill Evans, ma anche brani meno frequentati, che il trio con Gomez e De DeJohnette affronta con quel mood esclusivo dettato dalla personalità dei singoli, in quella sorta di “conversazione” alla pari che è marchio distintivo del trio così come Evans lo concepì.

Il cofanetto comprende un bellissimo booklet di quaranta pagine contenente interviste realizzate da Zev Feldman a Eddie Gomez e Jack DeJohnette, un saggio di Marc Myers, autore e critico, di Friedhelm Schulz, ingegnere e Studio Manager, e dello stesso Feldman, oltre a fotografie inedite di David Redfern, Giuseppe Pino, Jan Persson e Hans Harzheim, tra cui due immagini da tedesco Hasenfratz tratte dalla sessione del 20 giugno 1968.

Da avere assolutamente.

Track Listing: Disco I: 1. You Go To My Head; 2. Very Early; 3. What Kind of Fool Am I?; 4. l Remember April; 5. My Funny Valentine; 6. Baubles, Bangles & Beads [duo]; 7. Turn Out The Stars; 8. It Could Happen To You; 9. In A Sentimental Mood; 10. These Foolish Things; 11. Some Other Time. Disco II: 1. You’re Gonna Hear From Me; 2. Walkin’ Up; 3. Baubles, Bangles & Beads [trio]; 4. It’s Alright With Me [Incomplete]; 5. What Kind Of Fool Am I?; 6. How About You; 7. On Green Dolphin Street; 8. Wonder Why; 9. Lover Man (Oh, Where Can You Be?); 10. You’re Gonna Hear From Me [Alternate Take].

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