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Beatrice Rana e Antonio Pappano, Prokofiev e Tchaikovsky (Warner Classics)

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Beatrice Rana e Antonio Pappano, Prokofiev e Tchaikovsky (Warner Classics), 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Beatrice Rana e Antonio Pappano, Prokofiev e Tchaikovsky (Warner Classics)

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Arduo e coraggioso il repertorio di questa registrazione in cui la pianista Beatrice Rana, diretta da Antonio Pappano con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, esegue due colossi della letteratura del genere piano concerto.

Il Concerto per pianoforte e orchestra n.2 in Sol minore op.16 di Sergei Prokofiev e il Concerto per pianoforte e orchestra n.1 in Si bemolle minore op.23 di Piotr Ilych Tchaikovsky sono due opere di tanto rara e grande bellezza quanto di notevole difficoltà esecutiva e interpretativa.

Il piano concerto n.2, composto nel 1913 da un giovane Prokofiev e rivisto nel 1923, è una composizione monumentale, e non solo per la sua durata (ben 4 movimenti). Il pianismo che veicola è vitalistico, percussivo, l’atmosfera provocatoria, moderna, ironica, una sorta di corsa contro il tempo che sembra non placarsi mai. L’ampio primo tema lirico del Primo Movimento resta impresso nella memoria e si scontra con il secondo tema, che guarda al futuro e apre alla spettacolare cadenza di questa sezione, dove il linguaggio si fa ancora più incisivo e percussivo conquistando al pianoforte un ruolo centrale e di protagonismo assoluto.

Lo stesso titanico confronto si svolge nel Finale, dove la successione si inverte e l’irruenza dell’attacco si scioglie in una melodia dolce e mesta al contempo, per concludersi infine con nuovo slancio e vigore.

Beatrice Rana padroneggia perfettamente il materiale che Prokofiev mette a disposizione, con impeccabilità esecutiva e un’espressività perfettamente consonante alla natura contrastata e veementemente dialettica di questo concerto.

Giudicato inizialmente ineseguibile per la complessità della sua scrittura dal suo destinatario originario, il direttore del Conservatorio di Mosca e pianista affermato Nicolaj Rubinstein, il Concerto per pianoforte e orchestra di Tchaikovsky fu immediatamente decretato come un successo sin dalla sua prima esecuzione ad opera di Hans von Bülow a Boston il 25 ottobre 1875.

Una composizione che non poteva non incontrare il gusto del pubblico del tempo con la sua ricchezza tematica e il suo pathos che innegabilmente coinvolge l’ascoltatore a livello emotivo. Il virtuosismo strumentale di questo concerto è denso di sfumature e nel tempo la composizione si è affermata come uno dei capisaldi del repertorio pianistico.

Anche in questo caso l’esecuzione di Beatrice Rana è coinvolgente, priva di incertezze, audace nei passaggi più rocamboleschi, eppure perfettamente equilibrata nelle dinamiche richieste dal compositore. Un connubio perfetto questo tra la giovane artista e il Maestro Antonio Pappano, una convergenza di idee, un’alchimia artistica ben riuscita che non ci farà dimenticare tanto presto questa registrazione e che anzi ce la renderà necessaria.

Più che una sorpresa questa è una conferma dell’elevata statura artistica di Beatrice Rana che nella musica profonde non solo una perfezione tecnica ammirevole, ma delle idee nuove, un’energia fresca e dinamica, un vigore espressivo che regala slancio vitale alle sue esecuzioni rendendole indimenticabili.

Beatrice Rana piano
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano direttore

Sergei Prokofiev, Piano concerto no.2 in G minor, op.16
Pyotr Ilych Tchaikovsky, Piano concerto no.1 in B flat minor, op.23

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