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Maurizio Baglini, Schumann, Kreisleriana, Davidsbündlertänze, Kinderszenen (2018 Decca)

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Maurizio Baglini, Schumann, Kreisleriana, Davidsbündlertänze, Kinderszenen (2018 Decca), 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Maurizio Baglini, Schumann, Kreisleriana, Davidsbündlertänze, Kinderszenen (2018 Decca)

Maurizio Baglini torna alla musica di Schumann con questa registrazione e non solo per compiere un altro importante passo nella realizzazione del suo progetto di un’integrale del compositore, piuttosto riteniamo per quell’intrinseco stato di necessità che lega un interprete alla musica che più sente affine, di cui abbraccia la poetica e l’estetica in un incessante processo di esplorazione e ricerca.

Della proteiforme anima di Schumann, di quella fluttuante identità, della sua costante tensione interiore Baglini scandaglia i recessi più profondi attraverso quello che ne rappresenta il lascito per noi tangibile nel presente: una scrittura musicale densa di fascino e bellezza. Questa rappresentazione della bellezza non è affidata ad un pianismo statico o cristallizzato su modelli interpretativi prestabiliti, quanto piuttosto, in perfetta conformità con l’indole di questo artista, un pianismo colmo di slanci, dinamico.

Il fare musica come anticonformistico gesto di ribellione rispetto all’ortodossia che fu proprio di Schumann trapassa nell’interpretazione di Baglini, tecnicamente perfetta come sempre, ma soprattutto in grado di riprodurne il movimento perpetuo dell’anima, sia quando è impercettibile respiro, sussurro, sia quando è urlo straziante e lacerante.

Dell’ampio repertorio pianistico di Schumann Baglini sceglie in questo caso tre raccolte che testimoniano proprio questa fluttuante e diversificata essenza del compositore, dalle delicate “Kinderszenen” op.15 allo spirito rivoluzionario delle “Davidsbündlertänze” op.6 fino ai “Kreisleriana” op.16.

Il cd è registrato dal vivo in occasione di un concerto che il pianista ha tenuto nella Èglise de Madiran, nella regione degli Hautes-Pyrénées, con lo scopo di catturare quella irregolare e impercettibile emozione ormai assente dalla neutralità e da una eventuale algida perfezione della ripresa in studio. Scrive nelle note di copertina Maurizio Baglini: “A me invece adesso interessa piuttosto perseguire l’originalità, ritrovare il fattore umano delle cose. Ecco la ragione di questo Schumann dal vivo, pensato come tentativo per un’interpretazione diversificata”. E ancora: “Quest’esecuzione ho voluto che suonasse spontanea all’ascoltatore del cd, che accogliesse (anche a scapito di certi equilibri tecnici, timibrici e formali) quella libertà, quella consequenzialità, quell’estemporaneità dei rubati che soltanto in concerto si può ottenere…”

E così Maurizio Baglini attraversa il rutilante universo di Schumann passando dal candore non privo di una sottile vena tragica delle “Kinderszenen”, al tono provocatorio delle “Davidsbündlertänze” in cui l’anticonformismo del compositore si scaglia contro i “filistei” a cui è impossibile la comprensione della vera arte, celebrando quella «lega di Davide», che è strumento di innovazione contro il conservatorismo, fino al capolavoro dei “Kreisleriana” in cui il profondo amore del compositore per la letteratura trova il suo spazio di espressione in otto fantasie per pianoforte a cui affida la voce della sua complessa vita interiore.

Maurizio Baglini, artista del nostro tempo, audace e appassionato interprete, con questo lavoro rende alla contemporaneità ancora una volta la voce di Schumann, una voce quanto mai attuale in cui l’emozione e lo slancio fantastico prendono corpo sulla tastiera e raccontano a noi, ascoltatori del XXI secolo, la storia di un’anima. L’abilità pianistica di Baglini rende possibili tempi molto veloci che corrispondono però a una precisa scelta interpretativa, rendono il flusso musicale una sorta di inarrestabile torrente in piena, metaforicamente un turbinio emotivo che non conosce indugi, ma ugualmente sa concedersi al canto laddove sopraggiunge l’istante della agognata e solo momentanea serenità, asprezza e dolcezza, il peso dell’arte, il peso della vita.

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