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B.Bartók, Mikrokosmos – Vol. II, nn. 57-58

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B.Bartók, Mikrokosmos – Vol. II, nn. 57-58, 5.0 out of 5 based on 1 rating

B.Bartók, Mikrokosmos – Vol. II, Studi 57-58

Intitolato “Accenti”, il n. 57 riprende l’idea formale e poetica del n. 47, la “Fiera paesana”. Anche in questo caso infatti, la forma complessiva è costituita da una successione di panelli, per così dire, “iconografici”. La sezione iniziale è fragorosa, forte, molto marcata, ed è opportuno eseguirla coniugando lo staccato “di dito” con quello “di braccio”.

Al primo cambio di armatura di chiave coincide una seconda scena, decisamente più tranquilla, ben preso interrotta dal ritorno, in un nuovo ambito tonale, della scena iniziale.

Il ritorno del secondo “quadro” avviene modificando nuovamente le scala di riferimento e creando un clima più tranquillo, appartato, con morbide risonanze create dalla sovrapposizione di un suono tenuto agli incisi ritmico-melodici. Conclude il brano il ritorno alla gioiosa e movimentata scena iniziale. Il gioco canonico fra le parti, mai abbandonato, è costellato di molti accenti dinamici che sovente impongono un momentaneo superamento dello schema metrico generale.

Nel n. 58, Bartok adotta due differenti segmenti di scala per connotare, rievocando sonorità orientali, le diverse zone formali: nella prima sezione e nella sua ripresa conclusiva, la gamma “sol, la, si bemolle, do diesis, re”, con la 2a eccedente fra III e IV grado di Sol; nella sezione centrale – un Canone all’ottava nel quale il fluire melodico adotta i soli gradi congiunti – la gamma di riferimento è “si bemolle, do diesis, re, mi, fa”, con la 2a eccedente fra VI e VII di Re, come nella scala minore armonica. È questo un mirabile esempio di come una sola scala eptafonica possa generare, in virtù di un suo impiego “selettivo”, differenti zone tonali.

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