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B.Bartók, Mikrokosmos – Vol. I, nn. 10-12

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B.Bartók, Mikrokosmos – Vol. I, Studi 10-12

I tre brani segnano un momento importante nel percorso didattico proposto dal Mikrokosmos. La conduzione in ottave parallele delle linee melodiche lascia ora spazio ad altre soluzioni testurali.

Nel n. 10, intitolato “A mani alterne”, ciascuna proposizione melodica viene ripetuta, ad una ottava di distanza, dall’altra mano. Nel n. 11, “Moto parallelo”, la linea superiore è raddoppiata alla decima inferiore (3a+8va), pratica polifonica assai semplice, ma dalle evidenti implicazioni armoniche e timbriche. Il n. 12, “Riflesso”, stabilisce invece un rigoroso moto contrario fra le due mani, secondo il principio “altezze diverse, stesse dita”, introducendo in tal modo gli intervalli armonici dissonanti di 7ma e di tritono, la cui tensione trova risoluzione sull’8va re-re.

Nel n. 10, il primo di questi tre brani, la gamma adottata propone una interessate novità, ovvero l’uso del V grado abbassato (la bemolle, in questo caso), elemento tensivo che caratterizza la parte mediana del brano. La successione non coincide con alcuno dei modi cosiddetti “ecclesiastici”, ma rientra a pieno titolo nella concezione modale Novecentesca. Dal punto di vista pianistico, l’introduzione del la bemolle comporta una nuova posizione delle due mani (tasto nero in coincidenza del mignolo nella destra e del pollice nella sinistra), cui consegue la necessità di ricercare l’equilibrio di ciascuna mano e di risolvere situazioni di eventuali rigidità.

Anche nel n. 11 l’aspetto modale merita la dovuta considerazione: la sovrapposizione delle due gamme sol-re (m. dx) e mi-si (m. sx) viene assoggettata alla definizione del modo Misolidio (successione diatonica con I grado Sol).

Il n. 12, nel quale il suono Re emerge come polo distensivo e conclusivo, esprime una rivisitazione del modo Dorico nel cui ambito Bartok pone l’intervallo armonico dissonante sol-la come elemento tensivo, in ambito tonale diremmo “dominantico”.

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