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Aram Khachaturian. An Armenian in Moscow – Victoria Terekiev

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Un’esplorazione pianistica nel territorio musicale non troppo frequentato di Aram Khachaturian quella che la pianista Victoria Terekiev ci propone nel suo recente lavoro discografico Aram Khachaturian. An Armenian in Moscow, pubblicato dalla Da Vinci Classics. Victoria Terekiev prosegue dunque il percorso musicale volto a divulgare la conoscenza del repertorio di autori dell’Est Europa. Infatti, dopo le registrazioni dedicate a Pancho Vladigerov, Lubomir Pipkov, Parashkev Hadjiev (Venti dell’Est) e dopo il monografico Aquarelles, in cui l’artista aveva dato voce alle miniature pianistiche di Vladiguerov, ora è la volta dell’armeno Aram Khachaturian.

Compositore prolifico, il cui nome è legato soprattutto alla fortuna delle sue composizioni per balletto, gradito al regime sovietico, di cui fu “compositore ufficiale”, rispetto ai quasi coevi Prokofiev e Shostakovich non ha mai goduto di eguale popolarità. Questo lavoro di Victoria Terekiev è il punto di partenza di un progetto più ampio che mira a proporre un’integrale delle opere di Khachaturian. In questo primo cd possiamo ascoltare Due pezzi, il Poema, il primo libro del Children’s Album, la Toccata, la Sonatina e la Masquerade Suite. Una panoramica sulla creatività musicale di Aram Khachaturian che si nutrì di elementi propri della tradizione della sua terra, quella vena popolare, quell’interesse per il folklore comune ai compositori dell’est europeo, unita a una sottile nostalgia, una tonalità malinconica che emerge anche negli episodi più brillanti e percepibile dunque non solo nella Toccata o nella Sonatina,o nella trascrizione pianistica di Masquerade, ma nelle anche in quelle pagine più dichiaratamente didattiche come il Children’s Album.

Una simile ricchezza contenutistica richiede una altrettanto prolifica gamma espressiva, cosa che Victoria Terekiev riesce a realizzare pienamente in questa registrazione. L’esecuzione dei brani non lascia nulla al caso, sempre perfettamente aderente alla tensione speciale che ogni pagina richiede. Sono brani dai repentini canti di umore, che all’ascolto sono di facile assimilazione, eppure contengono un universo sonoro poliedrico e multiforme che per essere compreso e reso al pianoforte necessita di totale immedesimazione, di quella qualità che consente di catturarne la peculiarità strutturale, la ritmica lussureggiante, di perseguirne i sussulti emotivi, sempre in movimento tra danza, euforiche sortite e altrettanto immediati sentori di una atavica nostalgia in una palette coloristica e timbrica sorprendente che Victoria Terekiev mette a punto alla perfezione riconsegnandoci l’opera viva e toccante di un grande compositore.

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