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Alma di Yaron Herman. Un’istantanea in piano solo di un universo intimo e profondo

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Se è vero che il piano solo dispiega in maniera autentica la vita interiore di un pianista portandone in luce i recessi emotivi più profondi, Alma, lavoro solistico che Yaron Herman pubblica per la NaÎve in una Deluxe Version, risuona come una confessione intima, ma anche come un diario personale che parte dal passato per arrivare al presente. Questa pubblicazione è una ristampa della precedente e omonima registrazione arricchita da nuove tracce.

“In questo album ho voluto andare all’essenziale. Al di fuori di ogni concetto predefinito, progetto, idea di temi particolari. Basta, mettermi al pianoforte, chiudere gli occhi e lasciarmi guidare dalla musica. Intraprendere un viaggio interiore.”, asserisce il pianista. E allora, se seguiamo Yaron Herman in questo percorso sonoro, percepiamo il significato dell’espressione “essere dentro la musica”. Nessun canovaccio da seguire, nessuno schematismo intellettivo o squisitamente musicale, nessuna categoria assoluta in cui incasellarsi, bensì un’apertura totale a un’estetica della libertà creativa seguendo i dettami istantanei della propria personalità.

L’assenza di una rete di sicurezza guida il pianista su un territorio inesplorato di improvvisazioni e riletture in cui esperienze artistiche pregresse e ricerca sonora vivono in una singolare connessione e forgiano pezzi di rara bellezza. Artifex di melodie di struggente dolcezza (Ode to Nearness, Little Melody, Magnolia, solo per fare un paio di esempi) in cui emerge nitido l’amore per la tradizione classica o per la grande arte di Keith Jarrett, il pianista non rinuncia alle istanze della contemporaneità addentrandosi in spazi ampi del contesto ritmico e tonale (Round Blue o Tone Field). Non mancano le rivisitazioni di standard come All The Things You Are o di un certo repertorio francese, come la splendida Aprés un rêve di Gabriel Fauré, superba riscrittura di un capolavoro che brilla nel nitore delle sue linee melodiche. Anche in questo Alma Yaron Herman non dimentica le sue origini ed ecco che tra le 22 tracce dell’album riconosciamo alcuni brani tradizionali ebraici che Herman affronta come di consueto con rispetto ma fervida creatività.

L’ascolto di Alma conduce a una dimensione di profondità grazie al suo mood malinconico e introspettivo, al suo lirismo poetico e delicato, è un’istantanea sull’universo musicale di questo artista che, come di consueto accade quando si ha a che fare con l’arte, riflette anche un po’ di noi.

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