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Alessandro Giachero. Un ricordo

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Alessandro Giachero. Un ricordo, 5.0 out of 5 based on 2 ratings

È ampia la discografia che ci lascia Alessandro Giachero, eppure, osservando tutte le copertine dei suoi lavori in studio ci accorgiamo che in nessuna c’è il suo viso. In questo nostro strano mondo affetto da dilagante voyerismo, cerchiamo in un’immagine la definizione di una presenza concreta, come se la fisicità fosse essenza. Cerchiamo inutilmente, perché basterebbe premere il tasto “play”, far partire la musica per sentire quanto Alessandro sia presente in ogni nota, in ogni movimento musicale, in ogni armonia. Lui era così. Un artista che si è definito solo attraverso la sua arte, segregando l’ego al marginale ruolo di fastidioso e inutile orpello. Un artista geniale e colto che ha sempre fatto precedere alla pratica compositiva l’altrettanto fondamentale pratica del pensiero, della riflessione critica, della conoscenza.

Alessandro Giachero purtroppo ci ha lasciati, troppo in fretta e all’improvviso e in un momento in cui avevamo davvero bisogno della sua mente e del suo grande cuore.

Con Alessandro ho condiviso molti anni di lezione a Siena Jazz. Era il mio Maestro, e volutamente, anche se lui non avrebbe voluto, uso la maiuscola per definire il suo ruolo, perché questa parola ne contiene molte e implica non solo la trasmissione di conoscenze e di abilità, ma anche la condivisione di valori culturali e umani.  Alessandro Giachero era un didatta speciale, capace di ampliare gli orizzonti dei giovani e anche dei meno giovani come me, sempre disponibile ad ascoltare e confrontarsi generosamente con l’altro.

Il suo bagaglio culturale e musicale si era formato in anni di studio caratterizzandosi per la varietà delle esperienze.

Alessandro Giachero era nato ad Alessandria il 19 gennaio 1971 e aveva iniziato lo studio del pianoforte all’età di 8 anni diplomandosi nel presso il Conservatorio della sua città. L’interesse per il jazz era nato presto, e già nel 1999 aveva partecipato ai Seminari Estivi di Siena Jazz. Dopo il  “Graduate Diploma in Music ” presso il Leeds College of Music in Inghilterra, il Diploma del Corso Biennale di Alta Qualificazione Professionale di Musica per Trio presso l’Associazione Siena Jazz sotto la guida del trio di Stefano Battaglia con Paolino Dalla Porta e Fabrizio Sferra, la laurea specialistica in jazz e arrangiamento presso il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze e i numerosi i laboratori di improvvisazione e composizione frequentati, con Stefano Battaglia, Roscoe Mitchell, Muhal Richard Abrams, Anthony Braxton, William Parker, l’esperienza musicale di Alessandro Giachero resta legata a Siena Jazz. Qui ha insegnato dal 2001 e dal 2012 era anche stato nominato Direttore Didattico della Siena Jazz University.

Il suo trio con Stefano Risso e Marco Zanoli, T.R.E, che possiamo ascoltare nella prolifica produzione discografica del gruppo, è stato uno dei più interessanti e innovativi della scena jazzistica italiana.  Ha lavorato con Anthony Braxton, con William Parker in trio con Fulvio Sigurtà e Michele Rabbia e con Marco Colonna e Thomas Stronen.

Composizione e improvvisazione sono i poli entro cui hanno preso forma e corpo i suoi progetti, un costante lavoro di ricerca che Giachero ha perseguito nel tempo con dedizione assoluta. Curiosità intellettuale e una grande apertura mentale lo hanno portato a intersecare linguaggi musicali ed esperienze spesso provenienti da mondi distanti, andando sempre in profondità nelle cose, esplorandole e rielaborandole con l’ausilio di un’intelligenza fuori dal comune.

Lo ricordo ancora, al momento della pubblicazione del suo “Preludi. Libro primo”, intento a riesaminare le forme e le architetture del Clavicembalo ben temperato di Bach.

Vivido è il ricordo di un suo concerto in piano solo alla rotonda della Besana a Milano, dove con la sua improvvisazione in tempo reale, che lui amava definire “spontaneous composition”, rapì letteralmente il pubblico in quaranta minuti di sublime creazione estemporanea. La forza del suono, la sua capacità di esprimere l’universo interiore dell’artista, di farsi veicolo di idee, sono sempre state alla base dell’arte di Alessandro Giachero, una ricerca che l’artista ha spinto ancora un po’ più oltre con il suo recente “Sonoria. Live in Pisa”, affiancato da Cosimo Fiaschi, Emanuele Guadagno e Nicholas Remondino.

Mancherà a tutti noi, Alessandro Giachero, ai suoi cari, ma anche agli artisti che hanno condiviso con lui un pezzo di strada, ai suoi numerosi allievi, al mondo della musica tutto che perde con Alessandro un grande artista e una persona di rara umanità.

Ora è il tempo del silenzio. Riempiamolo con la sua musica.

Passio

A seguire gli articoli che Pianosolo ha dedicato in questi anni alla musica di Alessandro Giachero.

Intervista ad Alessandro Giachero

T.R.E., Lyrics (2011 Abeat Records)

T.R.E. & Stefano Battaglia, Horo (2014 Abeat Records)

Alessandro Giachero, Preludi. Libro Primo (2013, Abeat Records)

Alessandro Giachero Ensemble, Passio (2015, Abeat Records)

 

Pianosolo consiglia

2 COMMENTI

  1. Grazie Paola di questa testimonianza, davvero toccante e pienamente condivisa, letta e riletta con emozione ed… anche bella… come sai scrivere tu. In un mondo in cui l’esteriorità la fa da padrona, il veicolare il messaggio che sono i pensieri, le idee, le proprie emozioni tradotte in musica le cose che debbono essere “tramandate” diviene una filosofia essenziale…quasi una “religione”. Non ha senso conservare dei corpi inanimati privati di ogni utilità e proiezione verso il futuro del mondo degli “altri” se non cumulati al loro ricordo esperienziale. La musica in questo senso rappresenta uno dei più alti valori “immateriali” che possono elevare lo spirito e migliorare la qualità della vita e sviluppare la meditazione interiore. Un grazie quindi ad Alessandro per il suo lascito a questa Umanità che ha estremo bisogno di poesia, di amore ma anche verità, cultura ed intelligenza.

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