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Alberto Ferro, Études-Tableaux op.33 e op.39 di Rachmaninov

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Alberto Ferro affida il suo esordio discografico agli impegnativi Études-Tableaux  op.33 e op.39 di Rachmaninov. Registrato nel 2019 presso la Fazioli Concert Hall di Sacile sull’ormai celebre “Mago Merlino”, un magnifico Fazioli F278, il cd pubblicato dalla label Muso celebra il pianoforte in tutte le sue possibili accezioni.

A dare enfasi e lustro alla scrittura per lo strumento ci aveva già pensato Rachmaninov, cesellando in questi brani un repertorio pianistico che esalta le potenzialità espressive del pianoforte, sia negli aspetti prettamente melodici che nella sua vasta gamma sonora. Differenti l’una dall’altra le due raccolte composte in periodi diversi della vita del compositore, gli Études-Tableaux rappresentano un banco di prova impegnativo per ogni artista, andando a richiedere non solo una preparazione e un’abilità tecnica impeccabili ma anche una sensibilità raffinata e multiforme che sia in grado di restituire a livello sonoro la profonda espressività della scrittura di Rachmaninov. Il compositore non suggerì immagini reali a cui riferire i suoi quadri sonori, preferì piuttosto affidarsi all’immaginazione dell’esecutore e dell’ascoltatore, ma proprio per questo risulta di maggiore complessità conferire agli Études un’identità precisa, ascriverne l’interpretazione a un dogma predefinito.

Alberto Ferro, di cui è noto l’amore per l’opera di Rachmaninov, supera la prova brillantemente. La sua visione degli Études-Tableaux magnifica e fa onore allo strumento, con un’esecuzione che brilla per nitore e musicalità. La concezione è ampiamente orchestrale e al suo interno il pianista siciliano riesce a far risaltare le singole voci che assumono dunque colorazioni vivaci o tonalità pastello a seconda del contesto, a creare appunto un grande affresco sonoro. Nulla è eccessivo in questa tavolozza, ogni elemento, dagli attacchi alla pedalizzazione al canto delle linee melodiche, splendide in Rachmaninov, entra in questo quadro fatto di luce e penombra, di forza vitale ma anche malinconia a dimostrare ancora una volta come anche la densità di una scrittura tecnicamente complessa possa farsi veicolo espressivo per un universo sentimentale cangiante e profondo.

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