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Yaron Herman Trio, Follow The White Rabbit (Act, 2010, distr. Egea Distribution)

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Yaron Herman Trio, Follow The White Rabbit (Act, 2010, distr. Egea Distribution), 5.0 out of 5 based on 284 ratings

Follow The White Rabbit” ovvero “segui il coniglio bianco”, parafrasando il celebre personaggio di “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll. Dove ci porta il coniglio bianco di Yaron Herman? Il viaggio è sempre alla scoperta di un ideale paese delle meraviglie, in questo caso rappresentato dalla musica e dal pianoforte. Ultima fatica di Yaron Herman in trio con Chris Tordini (contrabbasso) e Tommy Crane (batteria), “Follow The White Rabbit” conferma la direzione intrapresa dal pianista già da tempo, un pianismo intriso di inventiva e genialità, che si pone sulla scena del jazz internazionale con i presupposti del rinnovamento. Yaron Herman consolida in questo lavoro il suo linguaggio originale e ci consegna materiale sonoro multiforme e composito, in cui giocano un ruolo paritario, nell’atto creativo, tutti quegli elementi che Herman ha acquisito come propri nell’ambito del proprio percorso artistico: il jazz, il contrappunto di derivazione classica, la struttura della popular song. L’apertura, con brano omonimo, è una sintesi del suono generale del disco, un preludio, una intro efficace al mood del trio, che opera in perfetta sinergia, dialoga in maniera coesa ed omogenea, tra lirismo, poesia delle linee melodiche e una solida base ritmica. Le composizioni originali di Yaron Herman (“Saturn Returns”, “Mountain in G Minor”, “Cadenza”, “Wonderland”, solo per citarne alcune) convivono con rielaborazioni di brani pop-rock come “Heart Shaped Box” dei Nirvana, qui trasportata in un clima in cui la furia iconoclasta di Kurt Cobain cede il passo a una delicata malinconia, o come “No Surprises” del Radiohead, brano spogliato di ogni complessità e restituito nella sobria semplicità della sua linea melodica. “Cadenza” si snoda invece su suggestioni classiche di impressionismo musicale. Un mood generale sospeso tra stupore ed entusiasmo della scoperta, il senso di una ricerca ancora in fieri, che, visti i presupposti, ci porterà ancora  ulteriori meraviglie musicali da parte di Yaron Herman e del suo trio.

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