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W.A.Mozart, Sonata in Do maggiore K 545. III movimento

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W.A.Mozart, Sonata in Do maggiore K 545. III movimento, 5.0 out of 5 based on 2 ratings

W.A.Mozart, Sonata in Do maggiore K 545. III movimento

a cura di Serena Galli

Il terzo movimento, Rondò, è tecnicamente forse il più complesso per la presenza di ribattuti, legato a due e terze. In aggiunta alle difficoltà appena enunciate, è richiesta una notevole abilità nel saper coordinare e conciliare tutto con l’aspetto interpretativo: riguardo il suono valgono gli stessi consigli dati per il primo movimento.

ESECUZIONE

TUTORIAL

È richiesto un tocco vivace e brioso che si ottiene solo dopo aver sviluppato un ottimo movimento di articolazione combinato con una notevole scioltezza del polso.

Nel video vengono mostrati in dettaglio i metodi più proficui per gestire e affrontare le difficoltà tecniche presenti: si suggerisce, specie ai principianti, di esasperare i movimenti in fase di studio per poi ridurli e portarli alla normalità come in esecuzione. Tale sistema aiuta a familiarizzare con eventuali ostacoli, acquisendo da subito le competenze necessarie per superarli; ciò non costituirà una “perdita di tempo”, anche se poi in velocità non si replicheranno gli stessi identici gesti.

In generale si raccomanda di studiare lentamente tutti i passi problematici evitando di accelerare se non si è giunti ad un certo livello di padronanza e sicurezza. Durante l’apprendimento è bene focalizzare e perseguire dall’inizio gli obiettivi finali per non sprecare tempo in artifici inutili che non verranno mantenuti in esecuzione.

Circa il pedale, vale quanto specificato per i precedenti movimenti: si raccomanda un ascolto attento, poiché le nostre orecchie sono il miglior strumento a noi disponibile per verificare se stiamo lavorando correttamente nella giusta direzion

 

Tutti gli articoli della serie

  1. W.A.Mozart, Sonata in Do maggiore K 545. I movimento
  2. W.A.Mozart, Sonata in Do maggiore K 545. II movimento
  3. W.A.Mozart, Sonata in Do maggiore K 545. III movimento (This post)

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Sono nata a Cremona nel 1990 e suono il pianoforte da quando avevo 6 anni. Nel 2009 mi sono diplomata presso l'Istituto Pareggiato "C. Monteverdi" di Cremona e nel 2011 ho conseguito l'abilitazione all'insegnamento del pianoforte AJ77 presso l'I.S.S.M. Conservatorio "G. Verdi" di Milano, laureandomi col massimo dei voti. Amo la musica, particolarmente quella di Beethoven e Chopin. Attraverso il pianoforte esprimo ciò che ho dentro.

3 COMMENTI

  1. Ciao. Bella lezione, come sempre del resto. Ho una domanda da farti. Essendo io attempata e studiando come autodidatta, lavoro spesso su brani musicali che mi piacciono lavorandoli come fossero metodi di studio. Avendo adesso in repertorio parecchi brani e non potendoli ripassare di continuo mi ritrovo spesso a non riuscire bene nell’esecuzione di alcuni se per un po’ li lascio indietro per dedicarmi ad altro. C’è qualche consiglio che mi puoi dare per “mantenerli” meglio? Preciso che io cerco sempre di memorizzare gli spartiti dopo averli studiati. Mi domando spesso come fanno i concertisti per mantenere il loro bagaglio musicale fermo restando che sono consapevole che il tempo da loro dedicato non è certi il mio. Sospetto spesso che per andare in concerto prima si dedichino solo a quello che esibiranno ma mi piacerebbe capire meglio e… magari carpire a te e a quelli come te qualche piccolo ma utile segreto. Grazie e buona giornata.

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