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Vijay Iyer, Prasanna, Nitin Mitta, Tirtha (Act, 2011, distr. Egea Distribution)

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Vijay Iyer, Prasanna, Nitin Mitta, Tirtha (Act, 2011, distr. Egea Distribution), 5.0 out of 5 based on 284 ratings

Tirtha è una parola sanscrita che ha un doppio significato: uno letterale, a designare un luogo di passaggio, un guado agevole da attraversare in un fiume, l’altro legato al sacro, in cui questo passaggio conduce alla profondità dell’essere umano, alla sua sostanza interiore. Oltre al titolo di questo disco, Tirtha è anche il nome di questa formazione composta dal pianista Vijay Iyer, dal chitarrista Prasanna e dal suonatore di tabla Nitin Mitta. Tre musicisti indiani chiamati nel 2007 a comporre questo omaggio all’India in occasione della celebrazione dei 60 anni della sua indipendenza. Tre musicisti di formazione diversa, legati culturalmente alle proprie radici, ma fortemente sensibili alle sollecitazioni della scena musicale americana in cui operano. Il lavoro in studio ha dato alla luce nove tracce in cui si respira la tradizione della musica carnatica dell’India del Sud nella chitarra di Prasanna, le armonie jazz del piano di Vijai Iyer, il senso ritmico della tradizione hindustana dell’India settentrionale nelle tabla di Nitin Mitta. Non una fusion, piuttosto uno scambio dialogico tra elementi stilistici e strutture musicali appartenenti a mondi lontani che corrispondono alle esperienze individuali di questi musicisti. È lo stesso Vijai Iyer a dichiarare, nelle note di copertina, la negazione di qualsiasi tentativo di mescolare il jazz alla musica indiana, citando John Coltrane (“…create something more with labels, you see, than true evolution”). Queste nove tracce diventano allora un libero spazio di espressione per il trio, un superamento del già codificato, un’apertura al nuovo, alle possibilità espressive che la musica reca infinite in sé. La novità di questa musica è così tangibile da sorprendere e cogliere impreparato l’orecchio avvezzo a categorizzare stili e generi, a riconoscere e assimilare elementi precedentemente acquisiti. Passaggi difficili, strutture ritmico-armoniche tra jazz, rock, raga indiani, rendono un’idea di complessità che può essere superata solo appropriandosi dello spirito con cui questo lavoro è nato: un senso di libertà totale che lo colloca al di fuori degli schemi, un flusso musicale che contiene in sé tre individualità in interazione, una bellezza non standardizzata, il fascino dell’inaudito.

Tracklist: Duality/TribalWisdom/Tirtha/Abundance/Falsehood/Gauntlet/Polytheism/Remembrance/Entropy and Time

 

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