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Verso il futuro: il pianoforte Bogányi

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Verso il futuro: il pianoforte Bogányi, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Verso il futuro: il pianoforte Bogányi

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Viene dall’Ungheria il pianoforte del futuro e porta la firma di un pianista: Gergely Bogányi. Presentato al Music Center di Budapest e frutto di un decennio di ricerche finanziate dal governo e dalla Banca Centrale ungherese attraverso borse di studio, il pianoforte Bogányi sembra proiettarci nel futuro con il suo design moderno, le sue linee pulite ed essenziali. La sua estetica, con il suo look nero lucido e il disegno arrotondato, è talmente innovativa da farlo definire da “The Guardian” come “Batpiano”, rimandando all’eroe di Gotham City.

Ma la vera innovazione è nei materiali con cui il pianoforte Bogányi è stato costruito: ghisa per il telaio e fibra di carbonio per la cassa. Una riprogettazione di tutte le 18.000 parti di cui lo strumento si compone finalizzata al potenziamento e al miglioramento del suono.

Da pianista, Bogányi ha guardato nella direzione di un’abolizione della dispersione del suono, adottando soluzioni come la presenza di una gamba centrale che funge da deflettore e spinge il suono verso il pubblico, o l’apertura del telaio, che consente un passaggio del suono più agevole.

Il risultato è un suono più potente e pulito, che viene preservato anche nelle esibizioni all’aperto, laddove l’acustica spesso presenta problematiche legate alle variazioni climatiche, all’umidità. I nuovi materiali, in particolar modo la fibra di carbonio, risolvono numerosi di questi problemi e ci restituiscono forza e nitidezza sonore.

Il pianoforte Bogányi non è ancora sul mercato, ma non tarderà ad arrivarvi.

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