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Vecchio frack – Domenico Modugno (spartito per pianoforte)

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Vecchio frack - Domenico Modugno (spartito per pianoforte), 5.0 out of 5 based on 307 ratings

 


“Nella notte, mentre tutti dormono, solo un uomo cammina per le strade è un uomo in frack…”

Devo essere onesta: sono stata io stessa a chiedere di poter scrivere di questa canzone, volevo essere io a far rifiorire in voi lettori il desiderio di ascoltare ancora e ancora le bellissime parole di questa canzone. Volevo essere io ad emozionarmi nel raccontare ciò che questa canzone ha rappresentato per tutti coloro che hanno amato ed amano Modugno, me compresa.

Il “Vecchio frack” è stata scritta nel 1955 da Domenico Modugno, forse il suo capolavoro meglio riuscito. Il brano è avvolto in questa struggente malinconia che ci accompagna dall’inizio alla fine.

Avevo 5 anni, forse 4 e come ogni bambina un po’ agitata di quell’età, non volevo
mai dormire. Spettava a mia madre mettermi a letto, darmi un bacio e rimboccarmi le coperte, ma io non ne volevo proprio sapere. Ogni scusa era buona, inventavo di avere fame, di voler salutare i nonni, di voler giocare con il nostro piccolo yorkshire Oscar, ed altro ancora. Mia madre disperata ebbe un tocco di genio: dopo aver provato l’ennesima ninna nanna, decise di buttarsi su qualcosa di più classico. In tv stavano trasmettendo un programma che stava proponendo proprio questa canzone.

“Nella notte, mentre tutti dormono, solo un uomo cammina per le strade è un uomo in frack…”

Ecco la formula magica: in quel preciso momento, pur non capendo nulla della canzone e del suo contenuto, i miei occhi si illuminavano, pian piano si richiudevano e mi abbandonavo al sonno.
Era diventato un rito, non volevo altro, mi bastava quella canzone, quelle parole, quel ritmo lento e incantevole.

Nel link che ho messo qui sopra, potrete vedere un’esecuzione dal vivo dell’artista: è semplicemente geniale, con i suoi fischi, i suoi rumori, prima di iniziare a suonare. Lui che saliva sul palco accompagnato solo dalla sua chitarra, suonando le corde con il pollice per rendere il suono più morbido.

L’ispirazione per questa canzone raffinata è legata ad un fatto di cronaca: il suicidio del Principe Raimondo Lanza di Trabia, un trentenne della nobiltà romana, molto elegante, che era stato a lungo fidanzato con Susanna Agnelli e che, rapito dallo splendore dell’attrice Olga Villi al San Domenico di Taormina, se ne innamorò e la sposò. Dopo pochi mesi dal matrimonio si gettò dalla finestra del proprio palazzo di via Sistina.

La canzone raggiunse la vetta delle classifiche solo nel 1959, quando Modugno si era affermato come fuori classe con “Nel blu dipinto di blu” (1958) e “Piove” (1959).
Il successo di “Vecchio frack” si diffuse ben presto in Spagna, Grecia, Argentina, Cile, Perù, Brasile e Giappone. In Francia, il brano, già tradotto come “L’homme en habit”, valse a Modugno l’esordio all’Olympia, tempio parigino della canzone.

Potete trovare qui lo spartito per pianoforte.

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