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U2 – L’irlanda in musica – Spartito di October e City blinding lights

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U2 - L'irlanda in musica - Spartito di October e City blinding lights, 5.0 out of 5 based on 292 ratings

 

cielo20irlandaChe si pensi a vertiginose gighe o ai leggendari concerti degli U2, la musica è una componente essenziale dell'irlandesità.
Fantasiosa, appassionata e irrequieta, la terra dell'eterna giovinezza ha giocato con le antiche ballate, accostandole negli anni Sessanta alle chitarre elettriche, lasciando che suoni dalla più diversa provenienza continuassero ad interagire e comunicare.


Il punk dei Boomtown Rats, il rock blues di Van Morrison, il pop etereo dei Cranberries hanno mantenuto sempre vivo il legame con la terra in cui sono nati, una terra intessuta di rovine medievali e fiumi, martoriata da conflitti religiosi ma mai rassegnata al silenzio. Una terra a lungo povera ma sempre ospitale, dove la musica la si fa davvero e la si ascolta ovunque: nei pub, negli studi di registrazione che sorgono in luoghi improbabili, attraverso le radio libere, nei negozi che vendono ancora vinili di seconda mano, nelle sale prova e nelle cantine dove si esibiscono i futuri Ash o Westlife che siano, o nelle feste familiari in cui si esercitano gli eredi dei Corrs.
irlanda1_ulsteramericafolkpSe passeggiando in un verde e rigoglioso bosco nel cuore d'Irlanda vi siete mai imbattuti in un folletto o in una fairy vi sarete già resi conto del potere evocativo che luoghi e mito celtico sono in grado di instillare nel profondo dell'animo, anche il più restio.


Ma chi, poco irlandesemente, non percepisce questa magia, può in ogni caso trovarsi catapultato in un mondo dove spazio e tempo divengono rarefatti, semplicemente vagando (senza meta precisa) nella meravigliosa Dublino; una città-non città in cui le limitazioni urbanistiche, paradossalmente, allargano gli orizzonti spirituali di chiunque vi si immerga. La "palude nera" (Dubh linn in gaelico), questo il significato del suo nome, è in effetti una città a misura d'uomo, dove ancora oggi tutti conoscono tutti, e il senso di appartenenza ad un tricolore simile al nostro (arancio ad indicare l'Ulster, verde ad indicare l'Eire e bianco ad indicare la pace che dovrebbe unirli) è vissuto con spudorato orgoglio e ben visibile cromaticamente, agli angoli di ogni isolato.Lo stesso orgoglio che nel 1978 ha portato quattro giovani di periferia (e per questo motivo ancor più real irish) a urlare al mondo che anche l'Eire, poteva arrogarsi i suoi moderni aedi, che una generazione di oppressi poteva essere rappresentata da validi portavoce.
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Tralasciando le ormai conosciutissime liriche universali create da mr. Hewson, l’interesse su cui vale la pena soffermarsi e che, talvolta, sono passate in secondo piano, sono dunque le musiche, le composizioni.
Va detto, affinchè anche i non puristi della band ne siano a conoscenza, che proprio nella messa su pentagramma di crome, minime e semiminime, i nostri 4 sin dagli esordi si sono avvalsi di collaboratori che ne hanno segnato non solo le atmosfere oniriche di alcuni (capo)lavori come il sottovalutato “POP”, ma pure la dimensione live degli U2 (e chi li ha potuti seguire in almeno una tappa lo potrà testimoniare senza dubbio).

 

(video) tutta tastiere, che verrà eseguita per la prima volta dal vivo proprio durante l’imminente 360° tour di quest’anno. Solitamente il piano è suonato dal chitarrista The Edge, meno tecnico degli altri membri ma più passionale e chiunque sa quanto tale strumento sia in assoluto quello che più ti si incolla al fondo dell’anima. Talvolta vi si è cimentato Bono, ma in occasioni più uniche che rare: parlo dell’esecuzione live di “The sweetest thing” (video) dedicata alla moglie per chiedere perdono di essersi dimenticato il compleanno della consorte; è una canzone d’amore cieco e totale…ed è appunto quella che egli stesso ha voluto eseguire accompagnandosi dagli 88 tasti.
Il piano solitamente utilizzato da loro è Yamaha CP70 (lo stesso usato nelle studio session sin dagli inizi) e di cui vi allego un paio di file video a fine articolo. Un piano assolutamente riconoscibile e intensissimo, usato anche per esempio da Michael McNeill dei Simple Minds negli anni ’80, anch’essi virtuosi delle tastiere.

u21In effetti, se il grande popolo di devoti conosce bene di cosa stiamo parlando, i più non sanno che non di sola chitarra-batteria-basso si sta parlando.Senza la regale presenza di artisti del calibro di Bria Eno, Steve Lillywhite e Daniel Lanois, oggi gli U2 non sarebbero che una parodia di loro stessi.Solo grazie al celeste ausilio di pianoforte e tastiere (più o meno elettroniche) essi hanno potuto raggiungere i vertici delle chart in primis, e quelle dei nostri cuori in secundis.
Brani che senza un pianoforte non sarebbero nemmeno mai esistiti (provate ad ascoltare la struggente “October” (video) tratta dall’omonimo album); “Running to stand still” (video)dal masterpiece “The Joshua Tree” non avrebbe avuto mordente; “City of blinding lights” (il video) (lo spartito) che ne fa ampio uso non sarebbe divenuta il singolo tormentone dell’estate 2005. Senza tralasciare la probabilissima “Luminous times”,

Lasciandoci quindi andare alle liriche intense di questa band si proverà la sensazione di diventare come le alghe aggrappate ad uno scoglio battuto dalla risacca, le melodie trascendentali che farebbero sentire re anche un povero ci guidano in una terra dalle mille sorprese. Ecco dunque che un viaggio nella città dal guado di graticci diviene un’esperienza totalizzante per lo spirito.
Questa può essere Dublino: una full immersion fra le sette note, al ritmo del cuore, lo stesso ritmo che caratterizza gli U2.Un giorno intero, se affrontato con una tabella di marcia ben pianificata, può essere sufficiente a portarsi a casa un pezzo di Isola di Smeraldo e farne tesoro per il resto della vita.Si parte, naturalmente, da Parnell Street dove ci attende un vecchio ma elegante ospedale, il Rotunda Hospital, che il 10 maggio 1960 ha dato i natali al piccolo Paul Hewson. 441191788_0e9188758aPoco lontano, camminando lungo l’elegante strada principale della capitale, O’ Connell Street, ci imbattiamo nel tratto di Earl Street North dove ancora oggi ha sede la “Bonavox”, il negozio di apparecchi acustici che ha ispirato il nome d’arte alla rockstar quand’era ancora adolescente. Sempre lungo O’ Connell Street, fra i profumi deliziosi delle donuts preparate con patate e l’onnipresente richiamo della birra stout Guinness, non si può non accorgersi di un ormai old- fashioned multisala, tale Savoy, dove fu trasmessa l’anteprima di “Rattle and Hum”, il film documentario diretto da Phil Joanou (che tra l’altro è lo stesso regista del videoclip “Sometimes you can’t make it on your own”, girato nella casa di Ballymun, quartiere proletario dublinese, in cui Bono
trascorse l’infanzia, a Cedarwood Road n. 10, per l’esattezza)indiscusso
cult movie della storia del rock. Il giro ideale prosegue poi con una capatina veloce a Malahide Road, un po’ fuori dal centro ma indispensabile da visitare, dove l’imponente struttura con mattoni faccia a vista della Mount Temple Comprehensive School ci sovrasta: proprio qui Larry Mullen Jr. appese un annuncio sulla bacheca in cui diceva: – Ho una batteria, voglio metter su un gruppo musicale…- il resto è Storia.Prima di tornare in centro non guasta dare un’ occhiata allo stadio di Croke Park, in cui i nostri quattro suonarono dal vivo durante il “The Unforgettabe Fire Tour” e il “Joshua Tree Tour”…probabilmente qualche fortunato che sia riusciato ad accaparrarsi i biglietti se li è potuti godere pochi giorni fa per il “Vertigo Tour”.
Tappa d’obbligo è il “Projects Arts Center” a Wellington Quay, dove Paul Mc Guinness lì incontrò per la prima volta e da cui nacque il suo ormai venticinquennale sodalizio con la band, di cui è tuttora il manager.
Camminando lungo i bordi di St. Stephen’s Green, che è un polmone verde in pieno centro in cui decine di musicisti e artisti di strada si esibiscono ad ogni ora del giorno, dall’altra parte della strada potremo ammirare il “Dandelion Market”, ormai inesistente e ricordato solo da una placca di plastica sulla parete del moderno centro commerciale che lo ha sostituito, storico luogo in cui gli U2, quando ancora si chiamavano “Feedback” e poi “The Hype”, mossero i loro primi passi nel mondo della musica.Spostandoci di poche centinaia di metri, si riconoscerà immediatamente la parte georgiana della città, caratterizzata da palazzi signorili con porte d’ingresso dai mille colori vivaci; proprio qui, pochi ani fa, fu girato il videoclip “The Sweetes Thing”, in cui Bono chiede scusa alla moglie Alison per essersi scordato il suo compleanno, forse uno deli filmati più divertenti della rockband.
318610167_043f424d82Prima di riposarci è assolutamente necessario passare per Windmill Lane, una viuzza nascosta a 10 minuti dalle strade principali, vero e proprio santuario per ogni U2 fan che si rispetti: qui sono state registrate le tracce dei dischi più significativi del gruppo, tra cui i primi tre album.
Ma la particolarità sta nella bellezza psichedelica che come un pugno allo stomaco, tanto è forte, colpisce gli occhi: un fuoco d’artificio di colori, scritte, messaggi di ogni tipo, che i devoti ammiratori, hanno lasciato nel corso degli anni… purtroppo recentemente i muri sono stati abbattuti per riqualificare la zona, e (provare per credere) frammenti di questo pezzo di storia musicale sono venduti su e-bay a peso d’oro.
img_2877Che ne dite, ce la meritiamo adesso una fresca pinta di Guinness? Certo! E dove recarci se non al vicinissimo pub Docker’s, gestito da amici del gruppo che ostentano con irlandesissimo orgoglio i dischi d’oro e di platino vinti dagli U2 disco dopo disco? Provate a bere a sufficienza per aver bisogno della toilette: già quella merita un mezzo rullino di fotografie, non esiste uno spazietto biaco per potervi apporre una firma; ogni angolo della birreria trasmette la presenza, la passione, la forza di Bono & Co. e ci si sente come a casa…una “Sort Of Homecoming” (video) che ricorderete in eterno.


Solo in questo modo comprenderete appieno l’essere Irlandesi, e non
rimarrete stupiti quando vi renderete conto che la birra e il sangue possono avere lo stesso sapore.

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Infine una chicca per tutti gli utenti di pianosolo.it … qui allegati trovate due video in cui è proprio la tastiera a farci sognare… e un bello spartito... : “October“(video) e “Running to stand still” (video).

Eddy Stefani

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