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Come trovare le note di un brano a orecchio

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Come trovare le note di un brano a orecchio, 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Domanda da un milione di euro: come si trovano le note di un brano musicale? Per questa domanda non c’è una risposta univoca, bensì più risposte proprio perché per fare tutto ciò è richiesto un mix di conoscenze e abilità.

Senza dubbio per riconoscere le note di un brano alla base ci vuole un buon orecchio, ma prima ancora bisogna avere la voglia di esplorare. Hai presente quel detto che recita: “vale più la pratica che la grammatica?” Ecco! Potrai leggere e trovare molti spunti interessanti in questo articolo, ma ti posso assicurare che niente sarà più efficace della pratica. Perciò, caro lettore, prendi un qualsiasi brano che ti piace, ascoltalo infinite volte e cerca di trascrivere le note sul pentagramma. Se hai bisogno di una “verifica” allora puoi provare a trascrivere i brani di cui possiedi già lo spartito, in modo tale da poter controllare, a lavoro ultimato, che la tua trascrizione sia abbastanza fedele all’originale.

Ti voglio ricordare che un lavoro di trascrizione può essere più o meno accurato in base alle proprie capacità e al proprio orecchio. Chi possiede l’orecchio assoluto sarà in grado di trascrivere il brano alla perfezione.

Nelle righe sopra ho accennato che questo lavoro richiede diverse capacità. Quali sono?

  • Capacità di distinguere le altezze e gli intervalli dei suoni;
  • capacità di scrivere correttamente nel pentagramma le note con i loro corretti valori musicali;
  • capacità di trovare il tempo di un brano;
  • capacità di individuare le armonie ed eventuali cambi in un brano;
  • capacità di andare in profondità, senza fermarsi al solo strumento o voce principale;

Tutte queste capacità non si possono apprendere di certo in un giorno, sono piuttosto frutto di un lavoro costante svolto negli anni. Tuttavia questo non deve demoralizzarti. In questo articolo ho raccontato di come alla prova di dettato musicale fui respinto e di come lo superai brillantemente qualche mese dopo grazie a un durissimo lavoro. L’orecchio è in grado di svilupparsi velocemente sotto allenamento.

Cominciamo dunque a trovare insieme le note di un brano musicale a orecchio. Vedrai che sarà divertente. Ovviamente, come ho già detto, per fare tutto questo sono richieste alcune conoscenze musicali alla base. I vari passaggi che esamineremo saranno progressivi sia per difficoltà che per modo di procedere.

Per il nostro esempio utilizzeremo la colonna sonora de “La vita è bella”, composta da Nicola Piovani.

1. Ascolta il brano e cerca di definire la struttura

A un primo ascolto bisogna cercare di definire la struttura del pezzo. Il brano ha un’introduzione strumentale che va da 0:00 a 0:15. Entra la voce principale al secondo 0:16 con un periodo “A” che dura fino a 0:30,dopo il quale inizia il periodo “B” che va da 0:31 a 0:44. Poi ritornano ancora “A” (0:45) e “B” (0:59) con l’aggiunta di altri strumenti. A 1:12 ritorna nuovamente “A” con un prolungamento finale (1:24-1:30). Si presenta “C” che altro non è che una variazione di “C” a 1:31 ripetuto due volte che poi porta a 1:58 alla ripresa di “A” e da qui la musica si ripete in modo identico come dal minuto 0:45 fino a 1:30 dopodiché arriva la coda finale al minuto 2:41.

2. Definisci il tempo del brano

Abbiamo capito che il brano è suddiviso principalmente in due sezioni, una che abbiamo chiamato “A” e l’altra che abbiamo chiamato “B”. Essendo un brano molto ripetitivo, il lavoro sarà molto più semplice.

Ora non dobbiamo far altro che capire quale sia il tempo del brano: 3/4, 4/4, 6/8 ecc…

La prima grande domanda che dobbiamo farci è: si tratta di un tempo semplice o composto? Qual è la differenza tra questi? I tempi semplici hanno la suddivisione di ogni singolo movimento per 2. I tempi composti hanno la suddivisione di ogni singolo movimento per 3. In parole povere se il brano è lineare e ha uno stile simile a quello di una marcia, è probabile che questo sia in 2/4 o 4/4. Il 3/4 è un tempo particolare che talvolta può essere confuso, giustamente, con il 3/8.

Se il brano ha un carattere estremamene danzante (un-due-tre, un-due-tre), allora è molto probabile che si tratti di un 3/4, 3/8, 6/8, 9/8 o 12/8. Questi sono i tempi più comuni.

A cosa serve capire il tempo del brano? Serve per scrivere correttamente i valori musicali delle note all’interno delle battute.

È molto difficile se non impossibile distinguere ad orecchio la differenza fra un 2/4 e un 4/4, così come fra un 6/8 e un 12/8, poiché ognuno è multiplo dell’altro. Diciamo che ai fini della trascrizione è indifferente.

Il brano in questione è in 2/2, ovvero un parente stretto del 4/4, che spesso trovi scritto con “C” ovvero “common time”. La pulsazione è binaria, quindi ipotesi come 2/4, 4/4, 2/2 sarebbero andate tutte bene allo stesso modo.

3. Definire la tonalità del brano

La maggior parte dei brani che ascoltiamo sono stati scritti con il sistema tonale, ovvero il sistema musicale che noi siamo abituati ad ascoltare e studiare. Mozart ha scritto nel sistema tonale ma anche anche i Beatles lo hanno fatto! La maggior parte della musica utilizza questo sistema, perciò noi ci occuperemo di questo.

La tonalità il complesso delle relazioni che legano una serie di note o di accordi alla nota fondamentale (detta tonica) sulla base della scala (maggiore o minore). Attorno a questa note ruotano tutte le altre. Trovare la tonalità di un brano significa dunque capire qual è la tonica ovvero quella nota che ci dà la sensazione di stabilità e di riposo. Con un po’ di orecchio è facile trovarla.

Basta partire dalla prima nota di “A” che è un “La” e arriva al secondo 0:16 e da lì, scendere o salire secondo la scala musicale fino a quando non si ha la sensazione di stabilità. Una volta trovata la tonica (Re), bisogna capire se il brano è in Re maggiore o minore. Ci sono diversi modi per farlo. La strada più semplice e veloce è quella di isolare la prima battuta e capire se il brano esprime sensazioni di serenità o di tristezza. Se prevalgono le sensazioni gioiose allora il brano è maggiore, viceversa il brano è minore.

Il brano in questione è in tonalità di Re maggiore. Questo ulteriore indizio ci dà un grande aiuto. Ci dice infatti che, secondo la scala di Re maggiore, tutte le note “Fa” e “Do” saranno Diesis.

4. Iniziamo a trovare le note

Ora arriva il lavoro più interessante, ovvero cercare di capire concretamente quali sono le note della melodia. Senza dubbio devi conoscere benissimo il brano e come verifica ti consiglio di provare a cantarlo. Se sai cantarlo allora sai anche trovare le note sulla tastiera con la mano destra. Altrimenti il lavoro che dovrai fare sarà quello di cliccare “play” sul video, memorizzare pochi secondo di musica e poi mettere in pausa. A quel punto vai sul pianoforte e cerchi di trovare la corrispondenza fra le note che hai in mente e quelle sulla tastiera.

Se non conosci alla perfezione il brano può essere un lavoro lungo e laborioso.

La prima nota della linea principale è un “La”. Questo è il nostro punto di partenza. Per capire le altezze degli altri suoni consiglio sempre di disegnare su un foglio qualsiasi una linea che tracci in maniera inconfondibile le altezze delle note, in questo modo:

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Siamo partiti dalla nota “La” (il primo puntino), e siamo andati verso l’alto con la seconda, terza e quarta nota, dopo siamo scesi fino a ritornare a “La” iniziale. Le altezze precise delle note non le conosciamo ancora ma dal grafico che è fuoriuscito possiamo immaginare che le prime note andranno a salire e le ultime a scendere.

Con un po’ di orecchio si può capire che queste prime note procedono tutte per grado congiunto, ciò significa che non ci sono salti, perciò il risultato che ne consegue è questo:

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Sono state inserite tutte semiminime perché non abbiamo ancora determinato la durata di ogni singola nota. Per arrivare a conoscere quanto dura esattamente ogni nota dobbiamo essere in grado di scandire il beat, ovvero la pulsazione naturale che la musica emana.

Quanti battiti ci sono per battuta? 4.

Quanti battiti o pulsazioni ha ognuna di queste prime note?

Il La iniziale ne ha 5 e mezzo, quindi la sua durata è di 5/4 e 1/8. Siccome abbiamo a che fare con un pentagramma, con un tempo musicale e con delle battute, non è possibile inserire una nota dal valore di 5/4 in una battuta di 4/4, perciò dobbiamo avvalerci della legatura di valore. Le restanti note di questo incipit, a parte l’ultimo che vale 4/4, valgono ognuna di esse metà pulsazione, ottenendo questo risultato:

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5. Troviamo gli accordi

Ogni melodia porta sempre con sé un’armonia, così com’è vero anche il contrario. Se fino ad adesso abbiamo ragionato per cercare di capire quali potevano essere le note del “canto” ovvero quelle della mano destra, adesso invece dobbiamo ragionare per cercare di capire quali possano essere le armonie e quindi gli accordi applicabili alle varie sezioni del brano.

Per cercare di limitare il numero di tentativi è bene mettere in chiaro alcuni concetti. Abbiamo detto che il brano è in tonalità di Re maggiore quindi molto probabilmente le note della mano destra si muoveranno su questa scala mentre la sinistra eseguirà accordi che nascono sulle note di questa scala (escludendo le modulazioni).

Se la scala è formata dalle note: Re – Mi – Fa# – Sol – La – Si – Do# – Re, proviamo a vedere cosa risulta costruendoci sopra gli accordi:

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Abbiamo così ottenuto gli accordi di:

  • Re maggiore = Ra + Fa# + La
  • Mi minore = Mi + Sol + Si
  • Fa# minore = Fa# + La + Do#
  • Sol maggiore = Sol + Si + Re
  • La maggiore = La + Do# + Mi
  • Si minore = Si + Re + Fa#
  • Do# diminuito = Do# + Mi + Sol

Questi sono i sette accordi che probabilmente verranno utilizzati all’interno del brano. Forse non verranno utilizzati tutti, forse ne verranno inseriti anche altri. Certamente però verranno utilizzati gli accordi relativi ai gradi più importanti della scala, ovvero il primo grado (tonica) e il quinto grado (dominante) e quindi l’accordo di Re maggiore e quello di La maggiore.

Nella maggior parte dei casi un brano apre e chiude con l’accordo di tonica, nel nostro caso Re maggiore. Perché questo? Perché l’accordo di tonica è quell’accordo dal quale scaturisce poi tutto il pezzo, è quell’accordo statico che presenta allo stesso tempo la tonalità. Nel corso del brano poi vengono inserite altre diverse armonie per poi tornare, quasi sempre, a casa sull’armonia di tonica.

Infatti il brano inizia con un Re maggiore, per poi passare a La maggiore quando la mano destra risuona la nota “La”.

L’autore quindi è passato da un’armonia di tonica (riposo) a una di dominante (tensione). Ecco qui di seguito lo specchietto delle attrazioni fra gli accordi:

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Gli accordi di Tonica (I-III-VI) tendono verso gli accordi di Sottodominante (II-IV). Gli accordi di Sottodominante tendono verso quelli di Dominante (V-VII).

Conoscendo bene questo schema, potrai prevedere l’andamento armonico del brano e quindi risparmiare i numeri di tentativi in fase di trascrizione.

Ricordo inoltre che gli accordi possono essere semplici oppure più complessi. Un accordo di Re maggiore per esempio, è diverso da un accordo di Re7+. Il mio consiglio è quello di trovare l’accordo nella sua forma base e poi in un secondo momento cercare di capire se questo accordo contiene ulteriori note o modifiche.

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15 COMMENTI

  1. Ciao Christian scusami ho un dubbio….Ma per individuare la prima nota della parte melodica quindi(che nell esempio abbiamo visto essere un La)bisogna comunque procedere per tentativi ossia basandosi sul nostro orecchio?
    Grazie e complimenti sei un ottimo maestro.

  2. Caro Christian
    Per ME suonare a orecchio
    Significa trovare le note
    Sulla tastiera e strimpellare.
    Tu hai fatto una lezione magistrale !!
    Mi hai messa a KO.
    Complimenti
    Come al solito

  3. sei bravissimo… ad insegnare! che avevi capito? :p
    non smettere mai che ormai sei la mia acqua vitale per imparare!
    lunedi mi arriva la mia prima tastiera e senza te non so come avrei fatto!

  4. Davvero un bell’articolo Christian, complimenti!
    Sei riuscito con pochi video e qualche riga di testo a rendere comprensibile una materia che richiede uno studio approfondito, quale l’armonia.
    Ma hai un talento naturale nell’insegnare e a te viene facile.

  5. Ecco un esempio, della nuova didattica pianistica, ricca di stimoli ed esperienze,che il maestro trasmette attraverso il proprio percorso formativo e quindi complimenti a Christian Salerno.

  6. Articolo molto interessante e istruttivo per un autodidatta come me, fa capire come avviene la composizione di un brano e come è strutturato, complimenti anche per l’ impegno e il tempo che metti a disposizione per le tue spiegazioni e tutorial.
    Grazie ancora e continua così.

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