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Torna a suonare il pianoforte di Bartolomeo Cristofori

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Torna a suonare il pianoforte di Bartolomeo Cristofori

 

Piazza Santa Croce in Gerusalemme è uno dei luoghi più affascinanti di Roma: c’è la Basilica, una delle sette chiese che i pellegrini nell’antichità visitavano a piedi e c’è la Palazzina Samoggia. Qui ha la sede il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali che dopo quasi due anni di chiusura ha riaperto lo scorso mese di febbraio con oltre 400 strumenti antichi da vedere sotto il segno della multimedialità.

palazzina_samoggia_interno

È l’occasione per scoprire i più antichi esempi di clavicordo, spinetta, clavicembalo e delle prime forme di pianoforte.

clavicordo
Clavicordo

Nella sala degli strumenti a tastiera, il Museo conserva uno dei tre pianoforti costruiti da Bartolomeo Cristofori con ben sette legni diversi. Sopra la tastiera la scritta:

<< BARTOLOMAEUS DE CRISTOFORIS INVENTOR

FACIEBAT FLORENTIAE ANNO MLCCXXII>>.

Questo esemplare di Roma è l’unico rimasto in Italia, gli altri due pianoforti superstiti di Cristofori si trovano uno al Metropolitan Museum of Art di New York con la data del 1720 e l’altro a Lipsia datato 1726.

Fortepiano Cristofori
Fortepiano Cristofori

 

Il pianoforte di Cristofori somiglia a un cembalo: la grande novità si trova nelle corde non più pizzicate ma percosse da martelletti. Oltre la novità meccanica, un’altra di rilevante importanza sociale determina il successo del nuovo strumento: non ci sono più decori, pitture, dorature o intagli. Poiché la sua funzione è solo quella di produrre musica, è semplicemente di legno.

Su questo esemplare di pianoforte, l’effetto del “piano” si ottiene spostando manualmente la tastiera di pochi millimetri. L’azionamento meccanico col pedale è stato introdotto solo alla fine del 1700.

cristofori_newyork_1720
Cristofori_NewYork_1720

Nella stessa sala, oltre l’esemplare di Cristofori, tanti altri pianoforti del 1700. Un pianoforte a coda italiano costruito da Carlo Arnoldi della fine del XVIII secolo, uno francese di Erard del 1781, uno di Domenico Morandi del 1795. Un altro esemplare particolare è quello di costruzione inglese di Longman&Broderip e quello dell’italiano Aloisio Viola che ha le gambe smontabili a cono rovesciato.

Pianoforte Arnoldi
Pianoforte Arnoldi

Addirittura si conserva anche un esempio di clavicordo del 1690: ha solo 18 tasti, è costruito d’abete ed ha la forma di una cassetta lunga e stretta.

Per rivalutare il suono di queste preziosità, nell’Auditorium del Museo è partito lo scorso mese di febbraio in collaborazione con il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma un programma di concerti a ingresso libero con copie di strumenti antichi, fra cui proprio quella del pianoforte di Cristofori realizzata da Kerstin Schwartz.  Prima di ogni concerto, alle ore 16.15 le porte del museo si aprono per una visita guidata, in cui gli stessi artisti spiegano e illustrano i loro strumenti antichi. Un’occasione da non perdere!

Pianoforte Morandi
Pianoforte Morandi 

 

Longman &Broderip
Longman &Broderip
pianoforte_viola
Pianoforte Viola

 

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