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Tono e semitono

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Tono e semitono… Chi sono questi sconosciuti? Cerchiamo di capirlo insieme. Prendiamo in considerazione la scala musicale di Do maggiore.

tastiera-pianoforte

Do Re Mi Fa Sol La Si Do.

Possiamo subito osservare sulla tastiera del pianoforte che tra questi tasti ci sono dei tasti neri. Questi tasti neri creano con i bianchi adiacenti una distanza chiamata “semitono“.

Se noi percorriamo la scala cromatica (Do,Do#,Re,Re#,Mi,Fa,Fa#,Sol,Sol#,La,La#,Si,Do), sia in modo ascendente che discendente, otteniamo dei semitoni.

Il semitono è la più piccola distanza fra due tasti del pianoforte.

Da questa definizione possiamo capire che tra il Do e il Do# vi è un semitono, tra il Sol e il Sol# vi è un semitono, tra il La e La# pure e così via. Un semitono si ottiene quindi prendendo in considerazione due tasti che sono fra di loro adiacenti. Se per esempio si suona un Re (in verde nelle figura di sotto), un intervallo di un semitono sarà possibile ottenerlo suonando Re# (il tasto rosso successivo) oppure il Do# (il tasto rosso precedente).

semitono-dal-re

Quindi, per procedere per semitoni, non bisogna far altro che proseguire suonando la nota immediatamente successiva o precedente a quella appena suonata. Se si suona un Sol, e si vuole procedere per semitoni, si suonerà in questo modo: Sol#,La,La#,Si ecc..

2 semitoni formano 1 tono. Il semitono è detto anche mezzo tono.

Ecco un esempio di due note che distano fra di loro un tono: Do e Re.

distanza-di-un-tono

Ricordiamoci che stiamo parlando di intervalli e quindi di distanze e che per parlare di distanze abbiamo bisogno di prendere in considerazione due (e solo due) note.

Se si suona Do-Do# si ha un intervallo di un semitono. Se si vuole ottenere un tono, non bisogna far altro che unire due semitoni: Do-Do# + Do#-Re = Do-Re.

Infatti Do e Re distano di un tono. Così come anche Re e Mi, Fa e Sol, Sol e La e La e Si.

Il semitono naturale

semitono-naturale

Fra un tasto bianco e quello successivo c’è sempre un tono di distanza a eccezione della distanza che c’è fra il Mi e il Fa; e il Si e il Do.

semitono-naturaleQuesto semitono che sta tra due tasti bianchi adiacenti si chiama semitono naturale.

I semitoni nella scala musicale

Nella scala musicale sono presenti toni e semitoni. Ricordiamo che la definizione di scala musicale è la successione di suoni congiunti che, a seconda della scala (maggiore, minore, ecc…) utilizzata, ha una differente disposizione dei semitoni.

Un esempio pratico.

Scala di Do maggiore: Do Re Mi Fa Sol La Si Do. In questa scala, incontriamo i semitoni fra il terzo e quarto suono e fra il settimo e l’ottavo di essa.

Scala di La minore naturale: La Si Do Re Mi Fa Sol La. In questa scala, invece, incontriamo i semitoni fra il secondo e terzo suono e fra il quinto e il sesto di essa.

semitoni nella scala di la minore naturale
semitoni nella scala di la minore naturale

 È proprio la posizione di questi semitoni che determina la scala stessa.

Toni e semitoni nel trasporto

Spesso, avendo a che fare con dei cantanti, si ha la necessità di cambiare la tonalità di un brano. Un brano scritto per esempio in Do maggiore deve essere trasportato a una tonalità più bassa (come Sib) per motivi di altezza dei suoni.

Un brano musicale può contenere delle note troppo acute o troppo gravi per un cantante, ecco perché nasce l’esigenza di trasportare e quindi adattare quel brano alla voce.

Si tratta di un’operazione difficile da fare a prima vista se non si ha molto allenamento ed esperienza. Tuttavia si potrà iniziare con il trascrivere l’intero brano a tavolino. Ecco come funziona. Supponiamo appunto, di trasportare un brano da Do maggiore a Re maggiore, ossia un tono sopra. Il brano è il seguente:

do-maggiore-esempio

Trasportare un tono sopra significa portare ogni suono del brano più in alto di un tono. Se per esempio il brano inizia con un Do alla mano destra, il primo suono diventerà un Re, il secondo un Mi e così via. Nella mano sinistra i suoni originali sono il Do e il Sol. questi diventeranno Re e La. Ecco qui di seguito lo stesso brano trasportato a Re maggiore:

trasporto-re-maggiore

Lo stesso procedimento è anche applicabile per i trasporti a toni più bassi e non c’è limite al trasporto. Si può trasportare l’intero brano anche a 4 toni sopra o sotto.

Semitono diatonico e semitono cromatico

C’è un’altra distinzione importante da fare per i semitoni. 

Se il semitono è composto da due note aventi lo stesso nome (Do-Do#) allora si chiama cromatico. Se è composto da due note aventi nomi differenti (Re#Mi) allora si chiama diatonico. 

semitono-cromatico-diatonico

Gli intervalli

Perché studiare cosa sono i toni e i semitoni? Perché questi stanno alla base degli intervalli. Hai mai sentito nominare dai musicisti termini come “quinta” oppure “ottava”. Ecco questi sono intervalli e il semitono e il tono stesso sono intervalli (seconda minore e seconda maggiore). L’intervallo è la distanza fra due note e l’unità di misura per calcolarla è proprio il semitono. 

È molto semplice trovare un intervallo poiché basta solamente contare le note che intercorrono fra due note includendovi le stesse. La distanza fra il Do e Fa è un intervallo di quarta (Do-Re-Mi-Fa) ed è formato da 2 toni e un semitono.

Lo studio degli intervalli è davvero importante poiché questi stanno alla base dell’armonia.

Il comma, le frazioni dei semitoni

In realtà il semitono non è in natura la più piccola distanza fra un suono e l’altro, poiché esistono delle frazioni di semitono chiamate “comma”. Queste frazioni sono impossibili da riprodurre su strumenti a tastiera come il pianoforte, sono invece possibili con strumenti che non hanno limiti come il violino.

Si dice che il semitono è cromatico quando è composto da 5 commi e semitono diatonico quando è composto da 4 commi. Da questa definizione si può notare una sottile differenza fra un tipo di semitono e l’altro. Uno è più ampio, l’altro è più piccolo.

Per ulteriori informazioni sul comma ti rimando a questa pagina.

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2 COMMENTI

  1. Bellissimo post, è molto importante infatti capire bene questi concetti all’apparenza semplici ma alla basa di tutta la musica che conosciamo.

    Aggiungo solo un collegamento di “fisica” che forse aiuta a comprendere meglio il concetto espresso.

    In natura non esiste una separazione netta tra un suono ed un altro, tutte le frequenze udibili (dai 20 ai 20000 hertz) producono suoni diversi. E’ nata così nel tempo la necessità di rendere “standard” i suoni per poterli identificare e ripetere.

    Il clavicemballo temperato di Bach ne è un esempio.

    Le frequenze sono state suddivise quindi in gradi, separati tra di loro dalla stessa distanza, a questa distanza è stata dato nome, appunto, di semitono.

    Ad esempio è stata presa una frequenza (440Hz) e gli stata dato il nome di LA.

    Poiché ad ogni raddoppio di frequenza la tonalità dei suoni si ripete, è stato stabilito di dividere in 12 parti uguali (equidistanti in frequenza) l’intervallo tra due suoni di frequenza uno il doppio dell’altro.

    I 12 suoni risultanti sono le note che conosciamo:

    DO, DO#, RE, RE#, MI, FA, FA#, SOL, SOL#, LA, LA#, SI

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