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I tasti neri del pianoforte

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I tasti neri del pianoforte, 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Il pianoforte è costituito generalmente da 88 tasti. 36 di questi sono neri. I tasti neri del pianoforte rappresentano altri suoni possibili rispetto a quelli prodotti dai tasti bianchi che il pianista ha a disposizione.

L’errore più comune per un principiante è quello di pensare che i tasti bianchi siano quelli “intonati” e quelli neri siano quelli “stonati”. Questo accada perché un inesperto quando suona o improvvisa, lo fa solitamente solo su tasti bianchi. Quando prova a toccare un tasto nero  sente una “stonatura” e quindi spesso lo associa ai suoni da non utilizzare.

In realtà la spiegazione del perché i tasti neri risultino poco orecchiabili è questa: se si suonano solo tasti bianchi, si entra inconsapevolmente in tonalità di “Do maggiore” o “La minore (naturale)”, tonalità che non prevedono di norma l’uso di alcun tasto nero. Se invece suonassimo solo tasti neri e provassimo a toccare qualche tasto bianco, a questo punto il tasto bianco sarebbe quello “stonato”.

Un pianista professionista sa come e quale tasto toccare per creare una melodia orecchiabile grazie allo studio dell’armonia.

I tasti neri nell’ottava

All’interno di un’ottava che va dal Do basso al Do più alto (quindi 8 note), abbiamo 5 tasti neri. Questi ci permettono di creare i cosiddetti semitoni. Il semitono è la più piccola distanza che c’è fra un tasto e l’altro. Fra il Do e il Re non c’è un semitono, poiché la più piccola distanza andando per esempio a destra dal Do è il Do# o Reb.

Il nome dei tasti neri

Spesso si fa confusione sulla nomenclatura dei tasti neri. La confusione viene fuori perché ogni tasto del pianoforte, ad esclusione di uno (Sol# o Lab),  può avere 3 nomi.

Partiamo dai tasti neri:

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Il primo tasto nero alla destra del Do si chiama Do# e si legge “Do diesis”. Il secondo tasto nero si chiama Re#, il terzo tasto nero Fa#, il quarto Sol# e il quinto La#.

Come hai visto manca il Mi# e il Si#, ma questo lo vedremo fra poco.

Questi tasti neri in realtà possono chiamarsi anche in un altro modo. Ora noi abbiamo visto la tastiera in senso ascendente, e quindi i tasti neri prendevano il nome della nota a sinistra. Per esempio il Do# si chiama così perché alla sua sinistra c’è il Do, Il Sol# ha alla sua sinistra il Sol e così via.

Se ora noi percorriamo la scala in senso discendente, i tasti neri cambiano nome.

Il primo tasto alla sinistra del Si si chiama Sib e si legge “Si bemolle”. Il secondo tasto si chiama Lab, il terzo Solb, il quarto Mib e il quinto Reb. Anche qui mancano il Dob e il Fab.

Quindi il Mi# e il Si#, così come il Dob e il Fab non esistono?

Esistono eccome, solo che non sono tasti neri ma bianchi. Il Mi# per esempio è il primo tasto alla destra del Mi, ovvero il Fa (tasto bianco). Il Dob è il primo tasto a sinistra del Do, ovvero il Si (tasto bianco).

Quindi quando parliamo di “diesis” o di “bemolli” non dobbiamo sempre associare questi nomi a dei tasti neri poiché possiamo intendere anche tasti bianchi.

Per riassumere: col diesis io mi sposto della più piccola distanza verso destra da una nota data. Col bemolle io mi sposto della più piccola distanza verso sinistra.

Doppi diesis e doppi bemolli

Come accennato nel paragrafo di sopra, ogni tasto ha 3 nomi. Attraverso i “diesis” e i “bemolli” ne abbiamo trovati solo due per ogni tasto… e il terzo?

Possiamo utilizzare il doppio diesis per spostarci di due più piccole distanze verso destra, e il doppio bemolle per spostarci delle due più piccole distanze verso sinistra.

Prendiamo in esame questo tasto:

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Abbiamo detto che può avere 3 nomi.

  • Innanzi tutto è un “Fa”
  • Poi è un “Mi#”
  • E infine un “Solbb” (Sol doppio bemolle)

Se proviamo a partire dal “Mi” e saliamo della più piccola distanza otteniamo il Mi# ovvero il Fa. Se dal “Sol” scendiamo della più piccola distanza arriviamo al Solb, ma noi dobbiamo arrivare al Fa, quindi ci occorre un Solbb.

Lo stesso ragionamento funziona per tutti i tasti del pianoforte ad eccezione del Sol# che può avere solo due nomi: Sol# o Lab.

Costruzione dei tasti neri

I tasti dei pianoforti più sofisticati sono spesso in avorio ed ebano, mentre per i pianoforti comuni è usata generalmente la galalite (sostanza di consistenza cornea, ottenuta a partire dalla caseina).

In alcune marche di pianoforti i tasti neri sono più resistenti al tocco e per essere affondati necessitano di un maggiore peso rispetto a quelli bianchi.

Inoltre, nei pianoforti digitali e in alcuni modelli acustici, i tasti neri sono progettati in modo tale da essere anti-scivolo per le dita.

Le dita sui tasti neri

I tasti neri hanno una superficie minore rispetto a quelli bianchi. Questo potrebbe renderli più difficili da suonare. Adottando la corretta diteggiatura noi sappiamo che sui tasti neri non dobbiamo mai andare, sempre nei limiti del possibile, col pollice e il mignolo.

Il pollice non ci dovrebbe mai andare perché è il dito più corto che abbiamo, di conseguenza farebbe molta fatica ad arrivare a un tasto nero che è posto più in dentro rispetto ai bianchi.

Il mignolo è senza dubbio il dito che riusciamo a controllare di meno, e dopo il pollice è il più piccolo, sia in lunghezza che in spessore. Proprio per questo motivo si sconsiglia di adottarlo per suonare tasti neri.

Le tre dita rimanenti, indice, medio e anulare, sembrano fatte apposta per suonare i tre tasti neri centrali dell’ottava:

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Proprio per questo motivo, Chopin faceva iniziare gli allievi coi primi esercizi di pianoforte partendo da queste tre note che favoriscono la posizione naturale delle tre dita lunghe.

Tonalità coi tasti neri

In musica ci sono alcune tonalità che prevedono molti tasti neri. Praticamente parlando sono le più semplici da eseguire, ma dal punto di vista teorico sono le più complicate perché l’allievo dovrà ricordarsi quali sono i tasti bianchi da premere e quali quelli neri.

Ecco un elenco di tonalità con molti tasti neri nella propria scala:

  • Si maggiore (Dob maggiore)
  • Reb maggiore (Do# maggiore)
  • Solb maggiore (Fa# maggiore)
  • Lab minore
  • Sib minore (La# minore)

I tasti neri nei brani musicali

I tasti neri hanno sempre affascinato molto i compositori, a tal unto che alcuni di essi hanno deciso di scrivere brani interamente dedicati a questi suoni:

Qui lo stesso studio riproposto in maniera simpatica da Lang Lang:

Come improvvisare musiche sui tasti neri

È possibile sfruttare i tasti neri per creare melodie orecchiabili anche senza conoscere a fondo la tastiera e l’armonia. Qui di seguito trovi un video tutorial. Buona visione!

Per ogni dubbio non esitare a lasciare un commento qui sotto.

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4 COMMENTI

  1. “Fra il Do e il Re non c’è un semitono, poiché la più piccola distanza andando per esempio a destra dal Do è il Do# o Reb”.

    Ma siete impazziti o cosa? Lo avete scritto voi!!! Tra il MI ed il FA non ci sono semitoni o tra il SI e il DO…dopo che ho fatto tre anni di pianoforte da piccolo e due anni di civica vengo qui e leggo queste cose…Beyer, Longo, Clementi, Bach si stanno rivoltando nella tomba…così facendo mettete in confusione anche chi vorrebbe suonare in maniera amatoriale!

  2. Salve. Da ragazza ho studiato per 10 ani il pianoforte. Mi sono esibita in saggi pianistici e le mie mani volavano sulla tastiera. Da 38 anni non suono più. Finita mamma ho riavuto il mio pianoforte ed ora che sono in pensione voglio ricominciare. Ho bisogno di un ripasso e trovo il tuo sito adatto a me. Ho ritrovato i miei libri di esercizi ed ho iniziato proprio dalle scale. Devo riacquistare l’abilità di coordinare le mani. Ho ripreso le tecniche pianistiche di Alessandro Longo e per mettermi alla prova sto studiando il minuetto di Bach dal libro “Grandi Maestri per piccole mani.

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