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Suonare con le dita distese?

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Suonare con le dita distese?, 5.0 out of 5 based on 285 ratings

E’ meglio suonare con le dita distese, o è meglio suonare con le dita ricurve? La maggior parte di noi suona con le dita ricurve. C’è però una scuola di pensiero che predilige le dita distese, perché?

In realtà il motivo di questa scelta non me lo so spiegare, qualcuno di voi che utilizza questo metodo di suonare poi potrà esporre la sua tesi qui sotto come commento. Probabilmente alcuni di coloro che utilizzano il metodo delle dita distese non ne conoscono il motivo, ma mantengono questa impostazione perché il maestro all’inizio del percorso ha detto loro di tenere le dita in quel determinato modo.

Anche dire all’allievo “tieni le dita ricurve” è sbagliato se a questa affermazione non si aggiunge una motivazione. Qualsiasi cosa detta per via di dogmi è sbagliato. Ormai siamo nel ventunesimo secolo e dogmi, per quanto riguarda l’anatomia umana, non ce ne sono più! La scienza si è talmente evoluta da saper mettere a nudo ogni nostro più piccolo movimento e scovare la correttezza o meno di questo (in termini di quantità di fatica per farlo).

Infatti, la nostra impostazione al pianoforte deve essere tale da poter permettere il massimo rilassamento. Se ci mettiamo in determinate posizioni in cui i muscoli della schiena o i muscoli del braccio sono tirati, allora quelle posizioni sono già da scartare.

Questo è per esempio il caso delle dita distese. Che senso ha metterle distese quando si possono tranquillamente tenere leggermente ricurve secondo la posizione naturale del corpo umano? Perché forzare un’altra posizione? La posizione con le dita distese non fa altro che irrigidire i muscoli dell’avambraccio. Questa tensione si ripercuote poi ovviamente anche sul polso e di conseguenza anche sulle singole dita.

La posizione con le dita ricurve è dal mio punto di vista sicuramente da preferire perché è la posizione di massimo rilassamento che si possa mai ottenere.

Purtroppo è stato creato prima lo strumento, perciò è l’uomo che si deve adattare ad esso e non viceversa. Bisogna solo capire come adattarsi. C’è questo video molto interessante relativo a uno dei più grandi pianisti viventi di tutti i tempi e che io ammiro profondamente: Baremboim che descrive la sua visione del pianoforte. Guarda il video e ti si apriranno nuovi orizzonti. Dedica 30 minuti del tuo tempo ad ascoltare queste meravigliose parole del maestro/filosofo. (Il maestro entra in scena dopo circa 10 minuti).

Clicca qui per vedere il video.

Pianosolo consiglia

4 COMMENTI

  1. probabilmente mettere le dita ricurve è il metodo più corretto e più largamente sfruttabile ma esistono altre posizioni della mano dato che essa si deve adattare al passaggio che deve essere eseguito….ad esempio la posizione con le dita distese permette una maggiore velocità in determinati passaggi. Inoltre puo aiutare nel suonare i pp …si vocifera ad esempio che liszt suonasse con le dita distese e con un'articolazione quasi imprecettibile. Cmq l'utilizzo di posizioni della mano differenti è un qualcosa di soggettivo e può aiutare solo chi sa adattarsi a qll determinata posizione e sn utilizzabili solo in alcuni passaggi musicali….

  2. La puntata con Barenboim l'avevo già vista….imperdibile!!! Ho anche comprato il libro+cd "Chopin". Riguardo al fatto delle dita, posso dire che io in generale suono con le dita curve ma mi capita di suonare alcuni passaggi con le dita distese per essere più leggero(ad esempio per suonare un trillo piano o pianissimo). Cmqe in generale sono convinto che si debba suonare con le dita curve però dipende anche dalla persona…basta vedere Horowitz (ma come fa a suonare così)!!!

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