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Studiare con costanza

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In questo articolo voglio toccare un tasto dolente per molti: la costanza nello studio. A scuola ci hanno sempre insegnato che per ottenere dei risultati bisogna avere costanza. Ecco perché un esame ci andrà bene se lo avremo preparato con attenzione quotidiana.  La stessa cosa accade anche nello sport. Vuoi migliorare la tua resistenza nella corsa? Allora allenati costantemente in una corsa leggera tutti i giorni o un giorno sì e un giorno no, e otterrai i tuoi risultati. Purtroppo il corpo umano è come una macchina, andrà senza problemi se viene usata spesso e con le giuste cure, mentre avrà difficoltà a dare il massimo di sé se viene lasciata per troppo tempo inattiva.

Perciò, se  in tutte le cose ci vuole costanza, a maggior ragione anche con lo studio del pianoforte, cercando di non stare mai un giorno senza suonare. Questo è fondamentale.

Dobbiamo essere costanti non solo nel suonarlo, ma dobbiamo esserlo anche nello studiare i pezzi, riprendere i pezzi memorizzati, memorizzare ecc..

Costanza nello studio del pianoforte

Cosa vuol dire essere costanti? Suonare per 1 ora di fila? Se devo suonare 2 ore al giorno devo fare le mie 2 ore senza fermarmi mai? Devo suonare 2 ore tutti i giorni? Se un giorno suono meno?

Per eliminare tutti questi dubbi preciserò una cosa: uno studio costante non significa che devo studiare un quantitativo enorme di materiale in una sola volta, ma che devo dividerlo in più sedute di studio. Come abbiamo già detto più volte, la migliore soluzione sarebbe quella di fare 4 ore di studio al giorno, suddivise in 8 sedute da mezz’ ora ciascuno. Questo sarebbe l’ideale secondo Busoni, uno dei più grandi pianisti italiani mai esistiti.

E’ ovvio che non tutti, per vari motivi, riescono ad avere questo tempo a disposizione, ma soprattutto, non hanno sempre lo stesso tempo a disposizione tutti i giorni. Un giorno si arriva tardi da lavoro e perciò non si può suonare perché si disturbano i vicini, un altro giorno bisogna accompagnare il figlio alla partita di calcio ecc.. Insomma gli impegni sono molti e lo stress che si accumula è notevole, perciò a volte, anche quando si ha tempo, viene più comodo sdraiarsi tranquillamente su un divano piuttosto che studiare faticosamente il pianoforte con 1000 pensieri per la testa.

Certo, se si suona lo strumento come diletto, negli spazi vuoti della giornata, 1 ora al giorno può essere più che sufficiente, ma, se si studia per diventare pianisti, se si studia perché ci si crede veramente, allora dobbiamo trovare questo tempo da poter consacrare costantemente a questo magnifico strumento. Come ho già detto: ” non dimentichiamo che questa strada l’abbiamo scelta noi e mollare significa buttare anni di sacrifici ” (sarebbe come lavorare per anni e poi licenziarsi senza nemmeno prendere la liquidazione!).

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3 COMMENTI

  1. “BINGO” hai centrato tutti i problemi di un appasssionato dilettante con famiglia che deve are i conti tuttti i giorni con i soliti problemi quotidiani. Però io ho Giulio che per fortuna ha avuto pietà di me e mi ha rifatto nuovamente la stessa lezione fatta in estate sugli accordi in tutte le salse cosi’ da darmi per compito un pezzo che forse daro nel vostro contest di improvvisazione. Ciao a presto.

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