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Storia della musica Afro-americana. LE ORIGINI

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Storia della musica Afro-americana. LE ORIGINI, 5.0 out of 5 based on 288 ratings

Le Origini

 

Il punto di partenza della musica Afro-Americana, comunemente definita “Jazz” (termine di origine sconosciuta, probabilmente onomatopeico) può essere ricondotto probabilmente al 1442.

In quell’anno, infatti, il navigatore portoghese Antam Gonsalvez portò a Lisbona dieci africani per “salvare le loro anime”. Il problema fu però che, anziché avere salvate le anime, i dieci malcapitati furono utilizzati come schiavi. Il traffico fu ripreso cinquant’anni dopo da Cristoforo Colombo, che spedì cinquecento indiani dall’America centrale in Spagna, proponendo di venderli nei mercati di Siviglia. Il commercio divenne floridissimo, favorito da navigatori, ammiragli, pirati e governanti: la regina Elisabetta I, il suo rivale Filippo II, Carlo V, Carlo II, il Sacro Romano Impero approfittarono di questo mezzo per accrescere le loro ricchezze, coadiuvati da corsari come Sir Francis Drake o John Paul Jones. Dopo che per secoli i vascelli di tutta Europa avevano trasportato carichi stipati di neri africani, uomini, donne e bambini per venderli, tra il 1802 e il 1820, praticamente tutti i paesi europei e gli Stati Uniti misero finalmente fuori legge il commercio di esseri umani. Purtroppo, però, il commercio legale fu sostituito da quello clandestino, che continuò almeno per tutto il sec. XIX.

Queste considerazioni storiche ci possono aiutare a comprendere come la cultura di origine africana, pur se in condizioni drammatiche, ebbe modo di radicarsi nei secoli in tutte le Americhe, innestandosi nella formazione culturale di tipo europeo dominante in quei luoghi. Avvenne così che, mentre i Puritani “purgavano” i madrigali italiani, olandesi e inglesi, e vietavano, distruggendoli, l’uso degli organi in chiesa per cancellare qualsiasi impronta “papista”, gli schiavi, nei momenti di riposo, o anche durante il lavoro[1], cantassero le loro melodie africane e utilizzassero recipienti di latta per simulare gli strumenti a percussione. Inoltre nelle chiese il canto dei salmi, privato dell’accompagnamento d’organo, era spesso supportato da trombe, tamburi e addirittura dallo scacciapensieri, e praticato con una foga che rasentava l’indecenza. Al di fuori dell’ambiente religioso era la musica di origine irlandese a fare da sfondo, soprattutto nelle case di “divertimento” di ogni genere.

Sintetizzando molto, come è necessario in questa sede, possiamo dire che, negli Stati Uniti (tralasciando per il momento lo sviluppo della musica dell’America del Sud), si stabilizzarono due principali filoni: uno urbano e uno rurale. Nelle città prevalsero quei generi nei quali era più forte la componente strumentale, come il Ragtime o l’Honky Tonky, mentre nelle campagne erano dominanti i generi vocali, nei quali i testi cantati avevano la parte preponderante, come il Work song e il Blues. Questi diversi generi erano affiancati dalla musica a sfondo religioso, come lo Spirituale il Gospel.

Work Song

La Work Song ha un’origine intuitiva, suggerita dal nome: si tratta di canti che venivano intonati durante il lavoro, come accennato prima, per svariati motivi. Siamo in presenza probabilmente della più antica forma musicale sviluppata dagli schiavi neri in terra americana, ancor prima dei canti a carattere religioso e spirituale.

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Spiritual e Gospel

Lo Spiritualnasce come canto religioso, con testi di ispirazione biblica rivendicanti la condizione di sofferenza dei neri, e fonde elementi tratti dalle tradizioni del cristianesimo con moduli ritmici di origine africana; molto presente l’aspetto responsoriale, con l’alternarsi di domanda-risposta tra solista e coro.

Il Gospel, da God (Dio), e Spell (Nome, per estensione Parola), quindi Parola di Dio, ha un’origine analoga, ma usa frasi più brevi e più ritmiche, probabilmente derivate dalle consuetudini alle quali abbiamo accennato prima e che avevano preso piede nelle chiese in seguito ai divieti puritani.

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Blues

Il termine Blues deriva da un’espressione popolare, di origine probabilmente “sinestetica”[2], che indica un vago sentimento di malinconia, molto pessimistico e non supportato da una speranza di riscatto. Questo va in contrasto con la concezione religiosa, nella quale invece si spera in una vita migliore, che troviamo nello Spiritual e nel Gospel. Il Blues si pone quindi in una posizione ambigua tra i canti religiosi e quelli profani, e la sua ambiguità (e il suo fascino) ha anche un carattere strettamente musicale; esso infatti usa sistemi musicali di tipo africano (in particolare le scale pentatoniche) miscelati con il linguaggio musicale europeo, generando uno stile totalmente nuovo che ha attratto molti compositori del ‘900.

Il Blues si basa su un testo tripartito, sintetizzabile in una forma AAB, in cui A ha un carattere interrogativo, reiterato, e B costituisce la risposta. La struttura musicale del Blues, indipendentemente dai testi, è sopravvissuta, pur se con diverse modifiche, praticamente in tutti gli stili di Jazz e affini successivi, fino ai giorni nostri.

John Lee Hooker  “It serves me right to suffer”

Minstrel Show

I Minstrel Show (o Minstrelsy) erano spettacoli, molto in voga negli Stati Uniti nel secolo XIX, costituiti da sketch comici, varietà, danze e musica interpretati da attori bianchi con la faccia dipinta di nero. Essi mettevano alla berlina i neri africani, rappresentandoli in maniera quasi sempre offensiva: ignoranti, pigri, superstiziosi e con un grottesco e caricaturale amore per la musica. Ma, nonostante i suoi connotati fortemente razzisti, il Minstrel Show stimolò per la prima volta l’interesse dei bianchi nei confronti della cultura e delle tradizioni afroamericane.

The Black & White Minstrel Show: The Gondoliers

Ragtime, Honky-Tonky, Boogie Woogie  

Il Ragtime (lett. tempo strappato, quindi sincopato) nasce come musica prevalentemente pianistica, e ha come principale caratteristica quella di miscelare un tempo tipicamente di marcia (affidato alla mano sinistra) con figurazioni “sincopate” di netta discendenza africana (alla mano destra). Il risultato è un effetto totalmente nuovo, elettrizzante e scoppiettante. Il suo principale esponente fu Scott Joplin (1867-1917), pianista e compositore texano che configurò in maniera definitiva questo stile. Il genere conobbe una “rinascita” negli anni ’70 del ‘900 grazie alla splendida colonna sonora del film La stangata (The sting, 1973), realizzata dal compositore americano Marvin Hamlish (1944-2012) su musiche di Joplin.

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Scott Joplin “Pineapple Rag”

Dal Ragtime derivarono altri generi pianistici come l’Honky tonky, (dal nome che veniva dato alle fabbriche abusive di alcolici durante il proibizionismo) e il Boogie Woogie (nome di origine incerta); quest’ultimo utilizza la struttura musicale del Blues con un tipico accompagnamento ritmico alla mano sinistra, ed ebbe grandi specialisti come Albert Ammons (1907-1949) e Pete Johnson (1904-1967).

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Albert Ammons  Rhythm boogie

L’Honky tonkyinvece, noto anche per la caratteristica sonorità dei pianoforti verticali un po’ scordati forniti dai “locali” nei quali veniva suonato, si associa principalmente al nome di Meade “Lux” Lewis (1905-1964), autore del più famoso brano di questo genere, Honky tonky train blues, riportato in voga negli ultimi decenni dalla virtuosistica versione del pianista e tastierista inglese Keith Emerson (1944).

Meade “Lux” Lewis


[1] Frequentemente gli schiavi erano obbligati dai padroni a cantare durante il lavoro perché non pensassero alla loro condizione e non organizzassero piani di fuga o di ribellione.

[2] Il colore blu potrebbe essere stato associato a una sensazione di cupezza, da cui l’espressione “to be blue”, sentirsi “blue”, quindi tristi, malinconici, etc.

Pianosolo consiglia

4 COMMENTI

  1. Eccezionali ! Estremamente interessate ! Inserire le tracce audio è stato geniale. Come sempre vi confermate i migliori !

  2. Ottimo lavoro, ho apprezzato moltissimo!
    Benchè apprezzi da tempo il jazz ed abbia già una certa infarinatura, ho trovato in questa lettura informazioni delle quali non ero a conoscenza. Ho condiviso volentieri la lezione con altri amici appassionati di questo genere musicale.
    Continuate così! 😉

  3. Bellissima iniziativa, bel lavoro, ben curato e facilmente recepibile, anche per gli inserti multimediali che fissano in maniera profonda e diretta quanto espresso dalle parole. Mi auguro analoga iniziativa anche per altrei generi musicali. Grazie Infinite !!!

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