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Spartito “Nocturne” – Secret Garden

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Spartito "Nocturne" - Secret Garden, 5.0 out of 5 based on 288 ratings

L'estate è vicina.

tramontoPer molti aspetti ci siamo già completamente dentro: urla e risa di ragazzi in vacanza riecheggiano nell’aria, fin dal primo mattino; giorni freddi lasciano esplodere mille raggi ardenti da un sole color dell’oro.

Un sole color dell’oro… in estate, al crepuscolo, ancor più bello: si accascia sui monti sinuosi simili al corpo di una donna, si tinge di corallo e lacrima nubi rosa come soffici mantelli del vento.

L’estate rende immobili i nostri sensi, nel “meriggiare pallido e assorto”. L’unico rumore diventa il lenzuolo verde che svolazza dal balcone, onda repentina nello specchio del mare.

La terra inizia a profumare di limoni, inizia a lasciarsi solleticare dalle feste di mille paesi… essi la rendono più viva, la contornano di gioielli, di dorati acini d’uva.

La sensazione è quella di avere i piedi immersi nella sabbia bagnata e pesante della battigia; stiamo sprofondando nell’estate.

Estate che è sangue vivo sulla terra in subbuglio, che porta tra le sue labbra socchiuse una rosa rossa dal lunghissimo stelo.

Di sera odoriamo aromi aspri di gerani assopiti e aromi dolci di spezie e di cannella.

Di sera guardiamo quel tramonto, tappeto costellato di arabeschi rosa; quel tramonto che ci conduce nel vento umido della notte, lo stesso che potremmo scorgere tra i monti scuri d’oriente.

 

Tempo fa scrissi una poesia, in onore di questo mese che ci inoltra alla stagione più gioiosa.

Giugno.

Giugno.

Si infrange quel tepore

insonnolito, di mirra e

d’oro sfuocato. L’oro

è la valle, beata madre

che in sé ha avvertito

il crepitio delle viscere.

Gelsomini penetrano

nell’intimo dell’ora meridiana,

gettando semi di sale

e spavento

all’ombra del terreo

orto. Il gelsomino è

bianco, è sacro dinanzi

allo screziato rosso del

profano. Freme

il grano grezzo

nelle fibre dell’avena,

sbriciola il bimbo

una fetta di pane,

chicco brunaceo

in un campo color rame.

Niente a limitare

il silenzio inquieto

delle fronde dei palmeti,

impavidi guardiani. Il palmeto

è il refrigerio alto

d’illusoria salvezza. Si vede

un miraggio e

quel deserto, arido

e secco; iroso,

infuocato e scalfito

dal vento.

Giugno.

Una ciliegia

affonda

nell’erbetta.

Vi lascio con questa dolcissima quanto suggestiva canzone (video e link spartito) per immergerci in un pre-notturno estivo… anche se solo virtuale.

“Nocturne”, dei Secret Garden.


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