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Spartito “Habanera” tratto dalla “Carmen” di Bizet

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Spartito "Habanera" tratto dalla "Carmen" di Bizet, 5.0 out of 5 based on 298 ratings

 

carmen_large“La porta si apriva direttamente sul vasto salone da ballo. Una debole luce dava all'ambiente l'atmosfera di una veglia funebre. Niente a che fare con la luce soffusa e sensuale in cui si agitava una volta la frenesia del tango e della habanera, lasciando nell'aria quell'odore di fumo, di sudore e di donna che trascinava e smarriva i ballerini…”

Questi pochi versi sono tratti dal breve racconto di Jorge Luis Borges, “Hombre de la esquina rosada” (L’uomo della casa rosa), che mai mi stancherò di leggere: un esempio di scenario argentino, immerso nei termini colorati del lunfardo, il dialetto di Buenos Aires. Storia di gauchos, di barrios, di delitti e di onori… di tanghi e di milonghe. Insomma, uno spettacolo di tradizioni e colori che esprime tutto se stesso a partire dalla musica e in questo caso dall’ Habanera, un’antica danza di origini cubane che viene adottata anche da Bizet, nella famosa “Carmen”.

Molti mi fanno rendere conto di quanto io sia fissata da sempre con questo tipo di cultura, di modi di vivere, di questo mondo “ispanico” che non smette mai di affascinarmi. Ebbene, ammetto che è vero! Episodi di toreros, di zingari e gitane impregnate di tradizioni, di luoghi comuni… e per le quali ho scritto qualche verso.

“…D’una donna
col velo acceso
di un nero marchiato
riflesso di notturno
incanto. Suggestione
color cobalto,
perle al suo collo e
gigli tra le mani,
nel bisbigliare di
un notturno
canto; vigila con
serena pace
un poeta, sgrana
un rosario
di compassione.
Spagna
dal cuore
antico,
amaranto il
fiore e nero
l’eterno dolore.
Alba madre,
salve, salve
allo scialle
pesante d’una
donna, carnose
le labbra,
capelli raccolti
crespi e ispidi
come il vecchio
ventaglio. Perlaceo
rossore, sangue e
petali; gitana
d’una stanca
religione.”

E gitana è anche Carmen, giovane donna che corre tra i viottoli illuminati della terra di Siviglia, leggera sui suoi zoccoli di legno, coperta da scialli neri come i lunghi capelli che le arrivano poco sopra la vita. Rumorosa mentre cammina danzando, con perle rosse al collo e medaglioni brillanti che tamburellano l’uno in ritmo perfetto con l’altro. E’ proprio la sua comparsa in scena ad essere introdotta da questa suggestiva habanera (“L’amour est un oiseau rebelle”): Carmen canta e balla con disinvoltura davanti agli uomini che attendono solo di vederla scivolare tra il rosso di una gonna e di un ventaglio, gettando loro qualche tenero fiore. Lei è una zingara amata, desiderata quasi quanto la vittoria immediata del torero sul toro, nei confini di un’arena dorata con una folla imperlata di fiori e rose rosse che è pronta a scagliare sopra alla sagoma nera e macchiata di sangue del toro a terra. Il torero Escamillo è stretto nel suo traje de luz giallo, nero e rosso e sembra dedicare l’ennesima vittoria nella corrida alla bella zingara, che applaude in un tintinnare di gioielli, in un rumore di tacchi, in un applauso esaltato.
Si percepisce l’impeto del crudele gioco che annulla ogni altro sentimento; la morte del toro è mischiata e sopraffatta dall’orgoglio del vincitore che esce dall’arena abbracciando la gitana, in uno sfondo di sole, fiori, colori.

carmenSe come me non avete avuto ancora la fortuna di vedere la vera e propria opera dal vivo, vi consiglio di guardare il fedelissimo film a questo dramma, “Carmen”, del regista Francesco Rosi, anno 1984.
Chiaramente, per chi non conosce il francese (sottoscritta compresa), sarà bene procurarsi la versione italiana, anche se un po’ più difficile da trovare…

Infine, qui di seguito posto il link dell’habanera, tratta dallo spartito originale dell’opera citata di Bizet e subito dopo la sua versione semplificata!
Purtroppo sono riuscita a trovare un video che non rispecchia fedelmente il procedere delle note sullo spartito, anche se in gran parte le riprende.

Spartito n.1
Spartito n.2

…lasciandovi in questo clima “spagnoleggiante”… vi auguro un buon lavoro!

Pianosolo consiglia

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