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Solfeggi cantati n.1 (Pozzoli appendice al I corso)

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Solfeggi cantati n.1 (Pozzoli appendice al I corso), 5.0 out of 5 based on 294 ratings

Solfeggi cantati Eccoci pronti anche per la prima lezione sui solfeggi cantati, un’altra iniziativa proposta da voi, e spero sarà di vostro gradimento data la difficoltà incontrata nello spiegare con semplicità, chiarezza e senza l’ ausilio di troppi termini tecnici. Ovviamente ho dato per scontato che chi iniziasse a seguire queste lezioni conoscesse già i solfeggi, se così non fosse, vi consiglio di cercare in internet nozioni sui Solfeggi, se ne trovano in grande quantità. Sono importanti perché questi sono alla base dei solfeggi cantati, per esempio su Wikipedia ho trovato questa breve descrizione dei Solfeggi.

Lezione n.1

Per sviluppare questi esercizi ho deciso di utilizzare il Pozzoli (Solfeggi parlati e cantati, Appendice al I corso). Ho scelto questo libro tra i tanti (Pedron, Lazzari ecc..) perché ritengo che i solfeggi cantati presenti in questo libro siano molto utili e nello stesso tempo molto orecchiabili.

Come procedere allo studio dei solfeggi cantati

Come tutte le cose, anche i solfeggi cantati hanno un metodo di studio che va sempre seguito. Ora indicherò passo per passo le operazioni da fare per studiare un esercizio:

  1. Individuare la tonalità del pezzo
  2. Intonare la scala della tonalità del pezzo
  3. Suonare il pezzo
  4. Suonare e cantare il pezzo
  5. Cantare e suonare il pezzo

Innanzi tutto, ecco il primo esercizio del Pozzoli, solfeggio cantato n.1


Individuare la tonalità

Per individuare la tonalità di un brano ci basta tenere presenti poche cose: Le alterazioni in chiave che ci dicono già che il brano può essere di solo due tonalità possibili (se c’è in chiave un Sib, il brano può essere o in Fa magg oppure in Re min), la battuta iniziale, quelle subito seguenti e le ultime battute conclusive. Se il brano è in Fa magg allora probabilmente il brano inizierà con un Fa, La o Do e finirà con gli accordi di Do7 e Fa. Se il brano è in Re min, molto probabilmente il brano inizierà con le note dell’accordo, Re, Fa o La e finirà con un accordo di La7 e ultima battuta Re min.

Intonare la scala della tonalità del pezzo

Una volta individuata la tonalità del brano, si può suonare la scala relativa alla tonalità, se il brano è in Fa magg, allora suoneremo la scala di Fa magg. cercando di intonarla il più correttamente possibile.

Suonare il pezzo

Un buon modo per prendere familiarità col pezzo. Suonando il pezzo infatti, facciamo in modo che questo ci rimanga impresso nella mente. Per memorizzare un solfeggio cantato infatti, non bisogna far altro che suonarlo ripetutamente, e impararlo come se fosse una canzone di musica leggera.

Suonare e cantare il pezzo

Se mentre cantiamo suoniamo il pezzo, faremo pochissimi errori. Perché, se sbagliamo a intonare una nota, il suono del pianoforte ci metterà sulla retta via perché la nostra voce automaticamente si alzerà o si abbasserà di quel poco quanto basta per arrivare al suono corretto. Se infatti si prova a suonare il pezzo, prima col pianoforte e poi senza pianoforte, si noterà l’ incredibile differenza.

Cantare e suonare il pezzo

Questo invece è il procedimento inverso di quello visto sopra. In questa fase bisogna prima cantare la nota e poi verificare col pianoforte se abbiamo preso correttamente quella determinata nota o no.

Ecco riassunto tutto in questo video:

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7 COMMENTI

  1. Ciao, non condivido il tuo approccio al solfeggio cantato. Se tu suoni prima il pezzo e poi lo canti, secondo me difficilmente sarai in grado di intonare una partitura “da zero”, senza conoscere il brano. Secondo me bisogna piuttosto memorizzare i gradi della scala per poterli poi intonare correttamente anche senza l’ascolto del brano.

  2. Sto attingendo a piene mani tutta la Tua conoscenza. E’ troppo importante per me, anche se mi sto impegnando solo come autodidatta.

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