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Sergio Marchegiani plays Chopin. Nocturnes (Amadeus Rainbow)

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Sergio Marchegiani plays Chopin. Nocturnes (Amadeus Rainbow), 5.0 out of 5 based on 103 ratings

Sergio Marchegiani plays Chopin. Nocturnes (Amadeus Rainbow)

 Marchegiani Chopin

Registrare l’integrale dei Notturni di Chopin rappresenta un’ardua impresa che solo i grandi pianisti hanno avuto il coraggio di intraprendere. Oggi il pianista alessandrino Sergio Marchegiani ce ne dona una versione inedita, registrata a Sacile su uno splendido piano Fazioli F278 n.1335 “Mago Merlino”. “Fin dall’inizio ho pensato che un simile progetto avrebbe presentato molte difficoltà, sia dal punto di vista concertistico sia da quello discografico – confessa Marchegiani. D’altro canto, era una straordinaria opportunità per approfondire il mondo poetico del mio autore prediletto, Chopin, l’evoluzione del suo stile e le straordinarie possibilità espressive che la sua musica offre. Allo studio, lungo e complesso, sono seguiti molti concerti grazie ai quali ho potuto immergermi sempre più in questo mare sconfinato. Ne ricordo uno in Francia nel quale suonai l’integrale senza intervallo: il pubblico e i tre critici presenti accolsero la mia esecuzione con genuino entusiasmo. Compresi che ero pronto per affrontare la sfida della registrazione. E poi il pianoforte: appena ho messo le mani sul Fazioli “Mago Merlino” dell’Auditorium di Sacile ho pensato che quella era la ‘voce’ che volevo per i miei Notturni”.

Ed è così che dal cuore, dalla mente e dalle dita di Sergio Marchegiani prende forma e vita tutta la poetica chopiniana, che proprio nei Notturni, genere a cui il compositore si dedicò per tutta la vita, trova la sua espressione più limpida. Ascoltare i Notturni significa seguire la linea evolutiva della vita e della musica di Chopin, recepire quella perfezione della forma che sa esprimere i più intimi contrasti, le emozioni del compositore polacco, con quell’afflato lirico di rara intensità che ne contraddistingue la scrittura.

Per suonare Chopin non sono sufficienti buone mani, occorre piuttosto la capacità di calarsi nel multiforme universo sentimentale ed emotivo del compositore. Riuscire a interpretarne il testo scritto significa interpretarne in primo luogo il pensiero, essere in grado di sviluppare intuitivamente una rara abilità nel trapassare dalla dolcezza più malinconica alla lucidità più schietta ed accettare la complessità che risiede persino nelle forme più piccole, quelle brevi del Notturno appunto.

Sergio Marchegiani in questa registrazione ci offre l’esempio di un’assoluta empatia fra compositore e interprete, compiendo il miracolo di creare, in un’epoca contrassegnata dal rumore, un irreale silenzio in cui possa rivivere tutta la magia e l’incanto delle note di Chopin, con un pianismo che mette in campo non solo perizia tecnica e interpretativa, ma anche una profonda comprensione del testo musicale, mai esclusivo esercizio di scrittura, quanto piuttosto strumento espressivo per eccellenza. Marchegiani pensa ai Notturni come ad un unico corpus musicale, al contempo tratteggiando con accuratezza le variazioni umorali e stilistiche, i passaggi da una composizione all’altra, i differenti caratteri che emergono dal singolo brano, proponendo anche pagine meno note al grande pubblico. Una sfida vinta dunque per Sergio Marchegiani, con questo lavoro discografico che ci consente una totale immersione in quel mondo speciale di Chopin che per il suo portato universale il tempo non ha corroso né intaccato.

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