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E se suonassimo solo con la mano sinistra?

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E se suonassimo solo con la mano sinistra?

 

mano sinistra

Il 13 agosto è la giornata mondiale dei mancini: festa proclamata nel 1976 dalla Lefthandesr Internazional per ricordare tutti coloro “che usano prevalentemente la mano sinistra” e sono tanti, circa il 10% della popolazione e tanti nomi illustri: Michelangelo, Einstein, Mozart, Rachmaninov, Carlo Magno, fino ai più recenti Diego Armando Maradona, Bill Clinton, Paul McCartney, Bill Gates.

E così anche tra i musicisti, compositori e pianisti, un po’ per sfoggio di virtuosismo, un po’ per necessità a causa di impedimenti e malattie alle mani ci sono stati e ci sono ancora oggi molti “mancini”. Il rumeno Radu Lupu, la francese Hèléne Grimaud e nel passato Vladimir Horowitz, Glenn Gould: tutti mancini! Il professore James Wang, neurologo all’Università di Princeton spiega: “I pianisti devono coordinare l’attività di due emisferi del cervello perché ciascun emisfero è responsabile del movimento di una mano. Un mancino su sette ha i centri del linguaggio divisi in entrambi gli emisferi, cioè ha più spazio nel cervello per analizzare. Soltanto un destrimane su venti ha questo vantaggio”. I mancini, inoltre, secondo i neurologi hanno migliori risultati nel cosiddetto “pensiero divergente”, cioè hanno più capacità di risolvere problemi con soluzioni insolite.

Tra i capolavori pianistici scritti per la sola mano sinistra, Liszt trascrive Paganini Etudes.

Brahms trascrive la Ciaccona della Partita II BMW 1004 di Bach, facendola suonare alla mano sinistra del pianoforte un’ottava più in basso dell’originale per violino.

Carl Philip Emmanuel Bach, secondo figlio di Johann Sebastian, scrive probabilmente il primo pezzo per pianoforte per la sola mano sinistra, Klavierstück für die rechte oder linke Hand allein.

IMSLP167170-WIMA

Veri gioielli dell’arte pianistica, da ascoltare almeno una volta, Les Six Êtudes pour la main gauche di Camille Saint – Saëns

e gli Studien für die linke Hand di Béla Bartók

In realtà il virtuosismo per la mano sinistra non trovò solo consenso, lo stesso Schumann che interruppe giovanissimo la sua carriera pianistica per problemi alle mani, non capiva perché suonare con una sola mano. Alcuni compositori fecero omaggio delle loro composizioni per la mano sinistra a coloro che per motivi di salute non potevano usare la mano destra: Prokofiev per esempio dedicò il suo quarto concerto per pianoforte e orchestra a Paul Wittgenstein, nobile magnate viennese che aveva perso il braccio destra in guerra.

Molti altri compositori risposero alla richiesta di Wittgenstein che desiderava continuare a suonare il pianoforte con una mano sola: Ravel scrisse per lui un concerto per pianoforte e orchestra.

Hindemith gli dedicò nel 1923 un altro concerto per pianoforte e orchestra che però, a lungo considerato disperso, fu eseguito per la prima volta solo 10 anni fa da Leon Fleisher.

E a proposito di queste composizione, Ravel diceva: “…chi ascolta non deve mai avere l’idea che con due mani al pianoforte si potrebbe fare di più…chi ascolta non deve accorgersi che si suona con una mano sola…”. Ed in effetti come pensare al solo ascolto che queste composizioni siano eseguite con una sola mano?

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