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A.Schiff, Le Sonate per pianoforte di Beethoven e il loro significato (2012, Il Saggiatore)

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A.Schiff, Le Sonate per pianoforte di Beethoven e il loro significato (2012, Il Saggiatore), 5.0 out of 5 based on 190 ratings

A.Schiff, Le Sonate per pianoforte di Beethoven e il loro significato. Conversazioni con Martin Meyer (2012, Il Saggiatore)

 

Cover Schiff

András Schiff, pianista di fama mondiale e massimo interprete della musica di Mozart, Beethoven, Schubert e Bach, ha affrontato la sfida con cui ogni pianista classico prima o poi prova a cimentarsi: il ciclo integrale delle 32 sonate per pianoforte di Beethoven. Convinto assertore del principio secondo cui la musica si può maggiormente godere se conosciuta e compresa, il pianista si rivolge al suo pubblico attraverso le intelligenti e acute domande del giornalista della Neue Zürcher Zeitung Martin Meyer. Proprio nelle affermazioni iniziali del giornalista “il corpus delle 32 Sonate per pianoforte… un work in progress dinamico e ricco di tensione” e ancora “L’universo delle Sonate di Beethoven resta per ogni interprete una montagna senza certezze definitive” troviamo una sintesi di tutta la grandezza e la forza delle composizioni beethoveniane e già il preludio del meraviglioso viaggio nella grandezza della sua musica in cui ci accompagna András Schiff in queste pagine.

L’analisi di Schiff è quella dell’interprete colto, profondo conoscitore non solo della partitura, ma anche dell’origine della stessa, contestualizzata alla storia personale e musicale di Beethoven. Il pianista affronta anche un altro degli aspetti fondamentali legati alla conoscenza delle composizioni pianistiche classiche: la storia dell’interpretazione di questa musica da parte dei grandi pianisti di tutti i tempi, che in qualche modo ha modificato la percezione stessa dell’opera beethoveniana.

Schiff conduce un’analisi storico-critica delle singole sonate seguendo il filo dell’evoluzione dell’arte compositiva di Beethoven, ma questa esplorazione, che spiega la genesi compositiva, è solo il punto di partenza per un’esplorazione degli approcci esecutivi e interpretativi da parte del pianista in un linguaggio semplice e facilmente fruibile. Schiff esamina la scrittura pianistica del compositore dando indicazioni di esecuzione che nelle intenzioni non tradiscono l’originale, non si discostano dalla linea tracciata da chi le ha scritte. Il volume dunque è la testimonianza del lavoro accurato di Schiff, della devozione al testo musicale beethoveniano, del tentativo di una profonda comprensione da parte dell’artista delle istanze originarie del compositore, un’ottima guida sia per l’ascoltatore sia per il pianista che voglia indagare la complessa architettura di un’interpretazione nel suo farsi.

Il volume è corredato da un’ottima sezione iconografica.
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