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Roberto Piana incontra Aldo Ciccolini, (2010, Editoriale Documenta)

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Roberto Piana incontra Aldo Ciccolini, (2010, Editoriale Documenta), 5.0 out of 5 based on 5 ratings

Roberto Piana incontra Aldo Ciccolini, (2010, Editoriale Documenta)

Cover-Piana_Ciccolini

“Da pianista a pianista”. Potremmo sottotitolare così questa pubblicazione che il pianista e compositore Roberto Piana dedica ad Aldo Ciccolini. L’intervista di un pianista a un altro pianista. Questa intervista è colma di ammirazione e profondo rispetto per l’artista recentemente scomparso, un testo di cui, sebbene datato 2010, desideriamo parlare adesso per segnalare un ulteriore contributo a quanto ampiamente scritto da moltissimi dei suoi allievi o dei suoi amici o da semplici ammiratori. Perché il lascito di Aldo Ciccolini alle generazioni a venire è qualcosa che attiene l’ambito della moralità, l’etica del far musica, e in quanto tale è patrimonio quanto più lontano possibile dall’effimero.

Aldo Ciccolini si è sempre generosamente concesso alle domande dei suoi interlocutori, rendendo ogni intervista un dialogo aperto e colmo di informazioni, notizie, aneddoti, preziose perle di saggezza e conoscenze musicali. In questo volume riceviamo ulteriore conferma di questo. Le domande che vengono rivolte ad Aldo Ciccolini hanno un portavoce intermedio perché Roberto Piana le affida a un altro giovane pianista: Riccardo Vecellio Segate.

Leggere questo libro significa entrare per un istante nel mondo dell’artista, sedere su un divano con lui e ascoltarlo parlare in un’amabile conversazione che trae origine dalle vicende biografiche e dagli illustri incontri che Ciccolini ebbe modo di fare, sia nel periodo della sua formazione che in quello della piena attività concertistica. Sono ritratti dentro al ritratto, che non propendono mai e in nessun caso all’autocompiacimento, alla lusinga personale, piuttosto sono pretesti per affrontare concetti più ampi e generali. Queste pagine sono dedicate all’interpretazione, allo studio, all’importanza di un’adeguata formazione culturale per il pianista, alla costruzione del repertorio, all’amore per i grandi compositori, a tutte quelle tematiche insomma delle quali Ciccolini è stato sempre proficuo divulgatore attraverso la sua musica.

Risolvendo il frequente dualismo “artista/didatta” Ciccolini è arrivato a creare un coerente sistema di pensiero alieno da concettualismi astratti e anzi ben radicato nella pratica artistica. Al contempo questo artista non ha mai rinunciato a fare di questa pratica oggetto di costante riflessione, istanza dettata da una radicata esigenza di comprensione. Per questo l’intervista di Roberto Piana è in primo luogo un’indagine sul pensiero di Ciccolini, una ricerca che reca la conseguente analisi anche della sua arte. Un mondo sfaccettato e ricco, un caleidoscopio emozionale e intellettuale che ben sintetizza lo stesso Roberto Piana nella chiusa della sua prefazione quando scrive: Parafrasando una nota frase di Walt Whitman possiamo serenamente affermare: “Ciccolini è un grande poiché contiene molte moltitudini”.

Pregevoli le postfazioni di altri due pianisti: Ivan Donchev e Mattia Ometto, le cui pagine ben evidenziano l’eredità lasciata da Aldo Ciccolini ai suoi allievi.

Completa il volume un contributo alla sterminata discografia e alla videografia del Maestro, due utilissimi strumenti di studio e approfondimento.

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