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Rita Marcotulli, Javier Girotto, Luciano Biondini, Variazioni su tema (2011, S’Ardmusic, distr. Egea Distribution)

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Rita Marcotulli, Javier Girotto, Luciano Biondini, Variazioni su tema (2011, S’Ardmusic, distr. Egea Distribution), 5.0 out of 5 based on 283 ratings

Rita Marcotulli, Javier Girotto, Luciano Biondini, Variazioni su tema (2011, S’Ardmusic, distr. Egea Distribution)

Comporre le immagini, radunare ombra e luce, canone e fuga in un racconto legato armonicamente, è il segreto di una partitura paziente, è conoscere la corrispondenza [musicale e cromatica] fra tono e tono, fotogramma dopo fotogramma, fino alla formula che, improvvisa, spalanca il mondo: musica da vedere, ogni tasto del pianoforte come un fotogramma…” così scrive nelle note di copertina di questo cd Francesco Giardinazzo. Fotogrammi, ovvero musica da film questa che la pianista Rita Marcotulli compone per il suo nuovo trio di insolita costituzione: l’argentino Javier Girotto al sax soprano e baritono e Luciano Biondini all’accordion. Tre voci con forte personalità che danno corpo ai dodici brani, dodici “Variazioni su tema” che non sono altro che dodici racconti in musica, scene di cui ci sembra di carpire uno svolgimento visivo perché nascono da un contesto in cui è l’immagine a dominare: il cinema appunto. Rita Marcotulli consolida così un’esperienza compositiva che già da anni conduce con passione: la scrittura di musica per il cinema, che le ha fatto guadagnare il Ciak d’oro, il Nastro d’argento e il David di Donatello per la sua colonna sonora del film “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo  e per le sue composizioni dedicate al cinema di François Truffaut. Basta leggere i titoli di questi dodici brani per comprendere il carattere evocativo di questa musica.

“L’amore fugge” è ritmicamente incalzante, come una cadenza di passi in corsa trafelata, un passo marcato dal pianoforte di Rita Marcotulli, qualcosa di imprendibile, qualcosa che se ne va senza poter essere afferrato, mentre la voce dell’accordion di Luciano Biondini echeggia dolcezza, essenza dell’amore, una vena di malinconica tenerezza che il sax di Girotto completa con l’elemento ardore. “La vanità” esibisce se stessa prima con spudoratezza, per poi indugiare in un momento di ampio e profondo respiro, sospesa nella contemplazione di sé, quasi drammatica ammissione della propria vacuità con gli inserti insinuanti del sax di Girotto, differente da ciò che ritroviamo poco dopo ne “La vanità apparente”, in cui cambia l’atmosfera, cambia il sentimento, e la vanità è solo vezzo, maschera esteriore che nasconde un’anima larga e ricca, e sono le voci del trio che si intrecciano in melodie cantabili, quasi arie.

Il pianismo di Rita Marcotulli in questo lavoro non rinnega una delle caratteristiche del suo stile: la capacità evocativa mediante linee melodiche ampie e liriche nella loro sostanza espressiva, ma si trasforma al tempo stesso in potente sezione ritmica del trio al momento opportuno. Interessante l’incedere lento e riflessivo del brano di apertura “L’essenza dell’essere”, in cui l’incipit della nuda voce del pianoforte della Marcotulli ci ricorda persino Satie in un’essenzialità del suono che fa pensare a un movimento verso le cose. Questo movimento ci conduce però in un luogo dove qualcosa di magico sta accadendo, una scena che si popola di cose e persone, lo spazio in cui nasce una storia.

Track list: 1.L’essenza dell’essere/ 2.I due ubriaconi/ 3.L’amore fugge/ 4.La vanità/ 5.Il piccolo Principe/ 6.Nothing lasts for long/ 7.I danzatori delle stelle/ 8.Vanità apparente/ 9.Bambini nel tempo/ 10.Interludio/ 11.Nel mare colore del vino/ 12.Varia

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