Home Classica Come risolvere le battute ritmicamente complesse

Come risolvere le battute ritmicamente complesse

5
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
Come risolvere le battute ritmicamente complesse, 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Come risolvere le battute ritmicamente complesse

 Partiamo dal presupposto che ogni battuta musicale scritta può essere suonata. Nelle battute ci sono note e/o pause, nulla di trascendentale. Queste note e pause possono avere i valori più disparati ma sappi che in ogni modo le puoi suonare.

Se alla base hai delle buone conoscenza del solfeggio allora questo renderà la strada in discesa. Su Pianosolo abbiamo riservato alcune lezioni ad esso e nel link sopra puoi accedere alla lista di tutte le lezioni.

Se non avessi queste basi allora non temere. Impariamo oggi a scomporre ogni battuta in modo tale che questa non rappresenti più un problema per te.

1.Riduci tutto ai minimi termini

Quando ti ritrovi a dover suonare, all’interno di una battuta, delle note dai valori differenti, conviene sempre compiere il lavoro di ridurre tutti i valori musicali a quello più piccolo.

Immagine1

Questo che vedi è l’incipit della canzone “Donne” di Zucchero in cui già dalle prime battute puoi notare una varietà di valori musicali (ovvero note con diverse durate). Come affrontarle? Dobbiamo individuare la nota col valore musicale più basso. Esaminando la prima battuta notiamo che da sinistra verso destra abbiamo: minima (nota da 2/4), croma (nota da 1/8), croma, croma, semicroma (nota da 1/16), semicroma, semiminima (nota da 1/4), pausa da 1/8 e infine ancora un’altra croma. Il valore più basso dunque risulta essere la semicroma. Adottiamo quindi questo valore per la nostra scomposizione.

2.Ogni nota ha una durata

Ogni nota musicale ha una sua durata. Che cos’è una durata? È qualcosa determinabile attraverso il tempo. Se volessimo dare alla durata una rappresentazione grafica, possiamo immaginare di tracciare delle linee orizzontali pari alla durata di ciascuna nota.

Immagine2

Questo schema è a mio avviso estremamente pratico: mostra la durata della nota nel tempo. È essenziale capire questo concetto poiché l’errore più comune è quello di pensare alle note come lente o veloci di per sé. Mi spiego meglio. Dal momento in cui suoni una determinata nota è partita in quel preciso momento la sua durata. Andrai dunque da questa nota a quella successiva in base alla velocità della prima.

Immagine3

Nella figura qui sopra ho messo in evidenza il passaggio che va dalle due semicrome alla semiminima. L’errore comune è quello di fermarsi dopo aver suonato le due semicrome per poi partire con la semiminima. Bisogna invece pensare di suonare anche la semiminima come se fosse una semicroma e poi, una volta suonata, continuare con la sua durata. In pratica devi immaginare di avere tre semicrome in successione.

3.Porta da lento a veloce

Qui arriva forse la parte più difficile, ovvero scomporre il brano ed eseguirlo in modo lento. Il problema delle esecuzioni lente è che diventano prive di senso musicale. Non è possibile dare una direzione al discorso musicale né tanto meno comprenderne il significato.

Mi ricordo, diversi anni fa, andava in onda un programma che si chiamava “Art Attack”. All’interno di questo programma c’era un artista che ammiravo tantissimo: Neil Buchanan. Aveva la dote di fare dell’arte con qualsiasi cosa. Per esempio accatastava su un prato delle magliette e pantaloni in modo tale da rappresentare un vero e proprio quadro visibile solamente guardandolo dall’alto. L’artista aveva dunque una visione decisamente più ampia di quello che faceva nel momento. Ecco, quando suoni lentamente è come quando Neil stendeva i panni sul prato. Quando suoni invece il brano alla sua velocità riesci a vedere l’opera d’arte in tutta la sua completezza.

Tuttavia suonare lentamente è un lavoro indispensabile per risolvere le battute ritmicamente complesse. Perderai magari il significato musicale del brano ma in compenso ti concentrerai sull’aspetto ritmico della battuta.

Una volta che avrai assimilato il discorso ritmico, potrai portare la battuta alla giusta velocità aumentando gradualmente. Non è un lavoro semplice, ma ti consiglio di farlo.

Questo esercizio è adatto anche per gli studi classici. Studiare un brano lentamente mantenendo le corrette proporzioni fra i valori musicali non è semplice anche perché si è perennemente influenzati dalle esecuzioni che abbiamo in testa dei grandi interpreti.

Prova a prendere un brano semplice e famoso come il minuetto in Sol di Bach e prova a eseguirlo lentamente, così lentamente da non essere più riconoscibile. In un primo momento ti consiglio di utilizzare il metronomo anche perché la tendenza ad accelerare è sempre dietro l’angolo.

Immagine4

4.Registrati

Sembrerà strano ma solo registrandoti e poi riascoltandoti potrai avere un’idea oggettiva di come esegui il passaggio. Quando suoniamo siamo così attenti a fare le note giuste con le dita giuste al momento giusto che perdiamo il gusto dell’ascoltarci con obiettività.

Perciò quando sei convinto che il passaggio ti venga bene, registrati. Non c’è bisogno di registratori professionali, basta anche l’app che hai sullo Smartphone. Se riascoltandoti sarai soddisfatto di come hai suonato allora procedi con le battute successive. Altrimenti, ripeti il passaggio in modo lento diverse volte, e poi aumenta la velocità a poco a poco. I risultati saranno strepitosi.

Non si fa la felicità di molti facendoli correre prima che abbiano imparato a camminare.
(John Fowles)

Pianosolo consiglia

5 COMMENTI

  1. Di meglio NON esiste in rete complimenti Christian per queste applicazioni pratiche di solfeggio al repertorio musicale!!!

  2. Eccezionale come sempre, dovresti farne almeno uno a settimana di videoarticoli così, danno dipendenza!
    Riguardo al contenuto dell’articolo, in effetti quello che dici è vero, quanti di noi sarebbero realmente sempre a tempo se affiancassimo alle nostre esecuzioni un metronomo per “misurarci”?
    Va bè che la musica non è matematica soltanto, è lecito dare espressività ai brani, però talvolta ci prendiamo delle licenze di troppo.
    Il procedimento che suggerisci è interessante, in effetti la scrittura separata delle note può trarre in inganno.

    P.S. L’ultimo video non si vede.

LASCIA UN COMMENTO