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Requiem per una bambina non nata

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Requiem per una bambina non nata, 5.0 out of 5 based on 4 ratings

Vincitori-contest-letterario

Oggi pubblichiamo il racconto che si è classificato al secondo posto nel nostro contest letterario. Il titolo è Requiem per una bambina non nata e l’autrice si chiama Ilenia Parnanzone

Requiem per una bambina non nata
di Ilenia Parnanzone

 

A Cecilia, la mia bambina non nata e musica silenziosa dei miei giorni

Il cielo funereo e pesante di un insolito pallido aprile mi accompagnava quella mattina di venerdì. Poche centinaia a piedi su via Nomentana e avrei avuto il responso di vita o di morte del mio bambino. Qualche giorno prima i dati inconfutabili della scienza, annunciati dalla bianca freddezza di un medico, avrebbero dovuto prepararmi al peggio, ma se la ragione mi suggeriva prudenza, il resto del corpo si precipitava a quell’appuntamento combattivo e determinato ad assistere a un miracolo. C’era un’insolita pace sulla Nomentana, quella mattina, per il ponte della Liberazione. I platani altissimi scandivano la distanza dallo studio medico e i battiti del mio cuore in gola. A un angolo della strada notai un rom che suonava un violino, una melodia malinconica dell’Est, toccante, straziante. Per chi suonava?, non c’era nessuno nei dintorni. Mi fermai, incredula e affascinata da quell’immagine surreale. Il mio insegnante di pianoforte, che da qualche mese mi accompagnava in questa matta e testarda avventura di studio, avrebbe saputo dirmi che musica fosse, e se anche quell’aria non avesse avuto un nome lui avrebbe saputo inventarne uno. Ripresi a camminare con la musica che mi risuonava alle spalle, in una vertigine di paura e speranza. Oggi, dopo quasi due anni, mi vedo andare incontro al mio triste verdetto in una cornice di drammatica bellezza. Quel violino, ora lo so, salutava la mia bambina che già non c’era più.

Nota biografica

Ilenia Parnanzone

Sono nata a Giulianova (Te) nel 1974 e vivo a Roma quasi ininterrottamente dai tempi dell’università. Sono laureata in cinese e insegno lingue in una scuola internazionale romana. La musica è sempre stata una passione sopita. Due anni fa mia cognata mi lasciava in eredità un vecchio pianoforte che occupava maldestramente mezza casa e che ora, grazie ai consigli pressanti del mio compagno, ha trovato un senso e uno spazio importantissimi nella mia vita. Sono mamma di Marco, che sulla tastiera ama improvvisare i suoni di Cappuccetto Rosso e del Lupo.

 

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