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Reportage – Giovanni Allevi 10/08/10 Piombino

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Foto di allevi a piombino
Reportage – Giovanni Allevi 10/08/10 Piombino, 5.0 out of 5 based on 283 ratings

Foto di allevi a piombino

La polemica su Giovanni Allevi e la creazione del suo personaggio, un unicum di romanticismo, ansietà, e virtuosismo  ha raggiunto un livello soffocante. Non per il tono delle critiche, ché, essendo in Italia, siamo abituati a ben più pesanti e futili bagarre, ma per il fatto che rendano prevenuto un nuovo ascoltatore rispetto all’opera del pianista. In parole povere, che l’immagine pubbliche vada a storcere e deformare le note prima ancora che arrivino all’orecchio.

Con la voglia, e la curiosità di capirci qualcosa in prima persona siamo andati al concerto che si è tenuto il 10 agosto a Piombino.

Il nostro ha iniziato leggermente in ritardo per permettere alla solita fila di ritardatari di sfogarsi e riempire la grande piazza a disposizione.

Le prime esecuzioni si sono svolte freneticamente, una dopo l’altra. Un omaggio  al notturno in re minore  di Chopin, studi poliritmici e l’esecuzione per piano solo del Tristano & Isotta di Wagner secondo la parafrasi di Liszt. Mani precise, senza sbavature , un’esecuzione che è sembrata per certi versi un unicum improvviso. In cui ci si distoglieva solo per brevi pause.  Una percezione che rimarrà per tutta la durata del concerto. Un concerto di una durata non troppo estesa, appena un’ora e un quarto inclusi tre bis, ma che ha saputo creare un’immagine lineare e scorrevole dello stile di Allevi.

Pezzi come Downtown, come sei veramente, breath, ciprea, go with the flow, hanno trasmesso immagini tattili del pensiero dell’artista che non si è tirato indietro a spiegare, cerimoniare ogni esecuzione con una piccola introduzione. Talvolta queste brevi anticipazioni hanno avuto un gusto un po’ cabarettistico, anche se il termine è improprio, nella capacità di Giovanni di avvicinarsi il pubblico con una autoironia rara in questo tipo di concerti.  Vita privata, passione, tecnica, tutto sembra fondersi nella figura dell’artista che non rifiuterà due esecuzioni fulminee e zelanti di Jazzmatik e Piano Karate.

La fine del concerto si avvicina ma i bis non vengono risparmiati. Semplice ma delicato nella sua nascita e tonalità sarà La meditazione per sola mano destra composta per un’amica pianista vittima di un incidente.

Un concerto che in definitiva si è dimostrato un’ ottima sintesi della figura di Allevi sia come persona umana che come artista, soprattutto dal vivo. Le composizioni potevano forse essere intervallate in maniera più strategica per togliere quel senso di omogeneità che ha contraddistinto molte parti della performance, tanto da rendere difficile distinguere certi passaggi di un brano da quello precedente.

Dettagli e sfumature che comunque non voglio mettermi a giudicare qui ora. Un reportage è un luogo di ricordi, in cui si cerca di rendere il sapore di un avvenimento. Aspettiamo l’intervista per sciogliere o complicare i nostri dubbi.

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