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Recensione Libro: L’ultimo Beethoven

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Recensione Libro: L'ultimo Beethoven, 5.0 out of 5 based on 284 ratings

ultimo beethoven Di libri che parlano della biografia di Beethoven ce ne sono a valanghe. Ma questo non è il solito libro biografico. Questo è più che altro un libro di analisi dei suoi ultimi anni di vita (da qui si capisce perché nel titolo c’è “ultimo”).

Il libro mi è arrivato a casa solo qualche giorno fa e l’ho già praticamente finito data la mia immensa passione per quest’autore ma non solo. Il libro è molto scorrevole e si fa fatica a smettere di leggerlo. Per fortuna che ogni 3 o 4 pagine ci sono delle interruzioni.

Il volume quindi si sofferma sugli ultimi anni di vita del compositore, in particolare gli anni che vanno dal 1817 in poi, ovvero quando è quasi totalmente sordo. Si parla quindi dei suoi ultimi lavori, e cosa lo ha spinto a comporli. Si parla perciò della nona sinfonia, delle ultime sonate, delle Variazioni Diabelli e della Missa Solemnis.

Cos’è che ha portato Beethoven ad affrontare un cambiamento di rotta così deciso rispetto alle sue composizioni precedenti? Cos’è che ha spinto Beethoven ad avere l’ispirazione per scrivere tali opere… una sinfonia che abbatte ogni barriera tra musica e voce umana (nona sinfonia), con una carica innovativa straordinaria? In passato canto e musica convivevano nei brani sacri, nelle opere, ad esempio, ma era piuttosto insolito e audace creare questa compresenza in una struttura musicale come quella della sinfonia.

Secondo Maynard Solomon, l’autore del libro, Beethoven verso il 1817 era consapevole di non avere ormai più molti anni ancora davanti a sé e che scrivere tutto quello che aveva in mente era ormai impossibile, non ne avrebbe avuto il tempo! Dai quaderni di Beethoven leggiamo:

Prima della mia partenza per i campi elisi, devo lasciare dietro di me ciò che lo Spirito mi ha ispirato e che mi ordina di condurre a termine, ho infatti l’impressione di aver scritto appena qualche nota

Eppure Beethoven desiderava vivere più a lungo per poter portare a termine tutto ciò che aveva in mente. Voleva sconfiggere la morte, voleva vivere a lungo, in qualsiasi modo..

[…] di sopravvivere a lungo […] sia pure con espedienti, se solo si riesce a trovarne.

Beethoven sapeva che aveva iniziato una vera lotta contro il tempo.

Così Beethoven si trovò di fronte ad un bivio: godere gli ultimi anni della sua vita serenamente, oppure dedicarsi completamente all’arte cercando di scrivere il più possibile.

Secondo voi cosa scelse? Scelte l’arte a discapito di una vita tranquilla.

Non devi essere un uomo, non per te stesso, solo per gli altri […] vivere solo nella tua arte, così i tuoi sensi anche ora ti limitano

Quindi il sacrificio divenne all’ordine del giorno. Quest’idea di abnegazione e sacrificio per l’arte divenne un credo permanente.

Solo nella mia arte divina è la leva che mi dà la forza per sacrificare alle celesti muse la parte migliore della mia vita.

Ovviamente il libro continua con numerose spiegazioni del suo stato d’animo e delle lettura dei suoi quaderni e della sue lettere. Alcune frasi sono davvero commoventi. E da qui in poi Beethoven troverà l’ispirazione per scrivere la nona sinfonia, soprattutto incitato dalle sue numerose letture, come quella di Omero:

Non senza lotte né gloria cadrò nella polvere
Non prima di aver compiuto una grande impresa che anche le generazioni future conoscano!

Queste frasi furono un sicuro mezzo di ispirazione per Beethoven.

Concluderei col dire che questo libro è quindi qualcosa che riesce a catapultarti accanto a Beethoven, quasi come se vivessi con lui, e ti aiuta a capire veramente i suoi stati d’animo e a cosa pensava quando scriveva determinate composizioni. Ovviamente questo ultimo aspetto è utilissimo per capire di più l’autore e per poterlo interpretare meglio nelle sue opere.

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