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Rafal Blechacz, Debussy-Szymanowski (2012, Deutsche Grammophon)

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Rafal Blechacz, Debussy-Szymanowski (2012, Deutsche Grammophon), 5.0 out of 5 based on 284 ratings

Rafal Blechacz, Debussy-Szymanowski (2012, Deutsche Grammophon)

Vincitore nel 2005 del Concorso Internazionale Chopin, Rafal Blechacz ha affermato il suo indiscusso talento nel mondo come specialista della musica di Chopin, ratificato dalla splendida incisione nel 2006 dei “Preludi” e nel 2009 di alcuni Concerti per pianoforte e orchestra. Eppure il talento di questo ventisettenne polacco non si ferma al tributo al suo illustre connazionale, piuttosto si addentra, con questa registrazione, su territori totalmente differenti, per concezione della materia musicale, per sonorità.

Blechacz mette a confronto due universi musicali: l’impressionismo di Debussy, per il quale assume come punto di riferimento le interpretazioni di Arturo Benedetti Michelangeli, e l’espressionismo di Karol Szymanowski, compositore polacco ingiustamente poco frequentato.

A 150 anni dalla nascita di Claude Debussy, Blechacz rende un grandioso tributo al compositore francese evidenziandone il retaggio formale classico, nelle tre parti di “Pour le piano”, non a caso recanti titoli evocativi delle suites bachiane (Prélude, Sarabande e Toccata), e la peculiarità del suo linguaggio ricco di elementi descrittivi e abilità coloristiche come in  “Estampes”. Il Debussy di Blechacz è indubbiamente il Debussy delle impressioni, della ricercatezza del suono, della sperimentazione,  della ricerca armonica e del colore pianistico. Il pianista conferma una padronanza tecnica dello strumento rara, un’abilità e un controllo che garantiscono la resa delle infinite sfumature che Debussy ha pensato per i suoi brani. L’esotismo di “Pagodes”, il carattere iberico di “Soirée Dans Grenade”, il temporale musicale vorticoso e divertito di “Jardins sous la pluie”, l’incanto e le suggestioni de “L’Isle Joyeuse”, filtrano attraverso la sensibilità di Rafal Blechacz, ce ne restituiscono l’entusiasmo in cascate di note cristalline, trasparenti nella loro precisione, ma anche in un’intensa poeticità resa attraverso una dinamica studiata con rigore e perfettamente bilanciata.

Dal caleidoscopico mondo di Debussy alla poetica già quasi di matrice esistenzialista del compositore polacco Karol Szymanowski, qui affrontato in due opere giovanili, dove è percepibile l’influenza del connazionale Chopin, ma anche di Liszt o Scriabin. Un universo lirico e sofferente, privo di linearità, espressione di un’interiorità in affanno. Cupo e rigoroso l’attacco di Blechacz sul “Prelude and Fugue in C-Sharp Minor”, eclettico e generoso nella “Sonata in C Minor”, un’alternanza di forte/piano che rende giustizia allo strumento in primis e alla dimensione chiaroscurale dell’opera di Szymanovski in secondo luogo. Rafal Blechacz rivela la rara qualità di saper stare “dentro la musica”, scevro da eventuali peccati di ortodossia interpretativa, abile nella tessitura di un linguaggio musicale denso di sfumature, un pianismo inteso come naturale prolungamento di una personalità che non si limita alla lettura dello spartito ma ne ricerca il significato più profondo supportato da una vivida immaginazione e da un’inarrestabile creatività. 

Tracklist: 1. Pour le piano: I. Prélude/2. Pour le piano: II. Sarabande/3. Pour le piano: III. Toccata/4. Estampes: I. Pagodes/5. Estampes: II. Soirée dans Grenade/6. Estampes: III. Jardins sous la pluie/7. L’isle joyeuse/8. Prelude and Fugue in C-Sharp Minor: Prelude. Lento, ma non troppo, rubato/9. Prelude and Fugue in C-Sharp Minor: Fugue. Andante/10. Sonata in C Minor, Op. 8: I. Allegro moderato/11. Sonata in C Minor, Op. 8: II. Adagio/12. Sonata in C Minor, Op. 8: III. Tempo di minuetto/13. Sonata in C Minor, Op. 8: IV. Finale: Introduzione/14. Sonata in C Minor, Op. 8: IV. Finale: Fuga

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