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R. Masotti, Keith Jarrett, un ritratto (2015 Arcana)

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R. Masotti, Keith Jarrett, un ritratto (2015 Arcana), 5.0 out of 5 based on 1 rating

Roberto Masotti, Keith Jarrett, un ritratto (2015 Arcana)

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“La fotografia è un mezzo che testimonia e aiuta a fissare momenti. Insisto su momenti perché comprendono più tempo, periodo, vita, arte. Questo libro non è solo su Keith Jarrett essendone lui il fulcro, la guida, il protagonista. Suo è il suono di una musica inconfondibile. Glielo riconosco e sono grato di ciò”. Così Roberto Masotti scrive a proposito del suo “Keith Jarrett, un ritratto”, volume fotografico edito da Arcana dato alle stampe proprio in questo 2015, anno in cui Jarrett ha festeggiato il suo settantesimo compleanno.

Le immagini ripercorrono alcuni momenti della carriera artistica del pianista a partire dal 1969 fino al 2011, ne tracciano l’evoluzione, il mutamento, le tappe musicali e personali. Questo volume non è un servizio fotografico quanto piuttosto un progetto a cui il fotografo Roberto Masotti ha dedicato una parte importante del proprio lavoro. Una collaborazione rispettosa con l’artista che lo ha reso presenza discreta e ben accetta e gli ha consentito di ritrarlo molto da vicino. L’occhio di Masotti riesce a penetrare con acutezza quelle movenze, quelle espressioni anche corporee a cui Keith Jarrett ci ha abituati nel corso delle sue performance. Il gesto, elemento indispensabile del fare musica, viene ripreso e filtrato dalla personalità del fotografo che consapevole dell’unicità e della grandezza artistica di questo pianista riesce a rendere nelle sue immagini anche l’idea del suono. Non possiamo ascoltarlo, eppure, guardando queste fotografie di Roberto Masotti, possiamo sentire il suono, la musica di Jarrett. Lo spazio che Jarrett occupa si fa musica, una presenza fisica che è possibile dunque anche vedere.

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Nel volume troviamo ritratti di Keith Jarrett, scatti durante le prove o i concerti. Scrive Masotti: “C’è tanto del suo sguardo, della sua presenza umorale, vibrante, ironica, soprattutto carismatica. Spesso Jarrett intimidisce. I grandi personaggi, a volte, hanno un modo di essere che sembra comprimere la possibilità di comunicazione. Per risolvere il problema allora, c’è bisogno di una distanza di sicurezza e un’obbligatoria discrezione. La ritualità diviene formalità sin troppo bloccata e deve sciogliersi necessariamente in espressione visiva. Se c’è un modo di superare passaggi angusti è attraverso la fotografia”.

Attraverso la fotografia Masotti apre proprio un canale di comunicazione con la musica, un dialogo fra linguaggi artistici apparentemente distanti che qui entrano in contatto, un contatto che si estende all’occhio di chi guarda ed empaticamente si fa emozione.

Roberto Masotti, stimato fotografo di performing arts, ha svolto attività di ricerca e documentazione attraverso la fotografia privilegiando l’ambito jazz e l’arte contemporanea. Con Silvia Lelli, dal 1979 al 1996 è stato fotografo ufficiale del Teatro alla Scala di Milano. Le sue fotografie sono apparse in numerose riviste, copertine di libri e dischi, soprattutto per la casa discografica ECM.

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