Home Jazz Primo Jazz – Primo Jazz di Remo Vinciguerra (2)

Primo Jazz – Primo Jazz di Remo Vinciguerra (2)

3
GD Star Rating
a WordPress rating system
CONDIVIDI
Primo Jazz - Primo Jazz di Remo Vinciguerra (2), 5.0 out of 5 based on 285 ratings

“Primo Jazz” dal libro Primo Jazz di Remo Vinciguerra

Prima di iniziare-nota bene: vorrei cercare di offrire il mio punto di vista senza la pretesa di offrire “il sapere assoluto”. Su questo argomento infatti sbagliare è quasi automatico, data la difficoltà del tema. Vorrei riuscire a mostrare l’utilità di questo metodo e quanto un libro apparentemente “ingenuo” affronti argomenti delicati con intelligenza ed efficacia.

Primo Jazz, la raccolta di pezzi facili in stile jazzistico, introdotto nella presentazione precedente del “corso”, inizia con un brano omonimo, chiamato appunto “Primo Jazz”.

Ascoltiamolo:

“Primo Jazz” introduce con grande efficacia due elementi molto interessanti da un punto di vista jazzistico: l’introduzione della sincope, l’accentuazione del tempo debole (del 4 movimento) e l’utilizzo delle blue notes.

Vediamole da un estratto dello spartito:

Primo jazz di remo vinciguerra

Il MI della prima battuta infatti è legato al MI successivo attraverso una legatura di valore che le trasforma in una sincope. La durata di questa nota è il doppio di quella precedente. Tecnicamente si ha una sincope quando l’accento si sposta, causando un passaggio da un accento forte a un accento debole. In questo caso siamo di fronte a quella che gli americani chiamano off beat syncopation , in cui l’accento, teoricamente, si sposta dal battere al levare.

Spostiamo l’attenzione sulla mano sinistra: l’accento posto sulla seminima a fine battuta della mano sinistra, mostra l’intento di enfatizzare l’ultimo movimento della battuta, ponendovi l’accento.

Infine, un altro elemento interessante è l’impiego delle blue notes con la mano destra ovvero il Mib ed il Sib, alternativamente a quelle naturali. Un assaggio continuo che crea una dicotomia fra le due parti, una transizione continua fra la “normalità”/”classicità” ed il blues.

Come difficoltà tecniche non ne abbiamo a parte la conclusione, che potrebbe creare qualche problemino ai meno esperti.

Mi raccomando, per non rendere vano lo scopo didattico di questo brano, fate estrema attenzione a porre l’accento nel quarto movimento. Vedrete che grazie a questo semplice “esercizio” la vostra percezione musicale inizierà a cambiare.

Buono studio

Pianosolo consiglia

CONDIVIDI
Articolo precedente19 Pezzi Facili di Bach n.5 – Polonese
Articolo successivoSchubert – Improvviso Op.90 n.1
Marketing manager e Webmaster di Pianosolo.it, mi occupo delle relazioni con gli investitori, della pianificazione di strategie di comunicazione e marketing, dello sviluppo e gestione del sito Web. Per qualsiasi informazione visita la pagina dei <a href="http://www.pianosolo.it/chi-siamo/">contatti</a>

3 COMMENTI

  1. Ciao Giulio, ho iniziato oggi Primo Jazz… e miracolo… sono giò riscito a suonare il primo brano… “primo jazz”… sono molto contento… ora devo un pò velocizzare e trovare la fluidità che ancora mi manca… devo dire che ultimamente (e questo è la mia modesta opinione da probabile pianista autodidatta) sono migliorato molto utilizzando “Il jazzista virtuoso” sempre di Remo Vinciguerra… e devo anche dire che senza il video e le spiegazioni nella tua lezione sarei ancora lì a vagare sulla tastiera… grazie

LASCIA UN COMMENTO