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Presentazione dei 19 Pezzi Facili di Bach

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Presentazione dei 19 Pezzi Facili di Bach, 5.0 out of 5 based on 295 ratings

Oggi introduciamo un importante blocco didattico che devi assolutamente affrontare per poter proseguire in maniera concreta nel tuo cammino. Con Pianosolo potrai avere a disposizione i tutorial e le lezioni di ciascun pezzo affrontato, gratuitamente. Ecco la lista di tutte le lezioni:

Bach è il “sommo maestro”, è colui che riesce a far conciliare la didattica con la bellezza del suono. Davvero in pochi sono stati capaci da fare questo. Ma sopratutto Bach riesce a combinare un insieme di note sinergiche, funzionali, melodiose e consonanti. Non utilizza il canto per la destra e l’accompagnamento con la sinistra, ma utilizza note con entrambe le mani. Ti posso garantire che riuscire ad unire gruppi di note e a farle rendere consonanti non è poi così facile.

Perchè Bach usava tutte queste note, e utilizzava tutti questi abbellimenti? Non poteva scrivere dei pezzi tipo Chopin?

La risposte a questa domanda è principalmente una. Bach rispetto a Chopin ha circa 200 anni di anticipo perchè Bach è soprattutto dell’età barocca (1600) e Chopin è nel pieno del periodo romantico ovvero 1800 (anche se a conti fatti gli anni che li separano non sono poi così tanti. Bach muore nel 1750 e Chopin nasce nel 1810).

In ogni periodo musicale il musicista si è dovuto adattare alla corrente di pensiero che andava in voga in quel periodo, oltre che ad adattarsi alle possibilità dello strumento.

Ed è proprio per questo che i pezzi di Bach escono incredibilmente bene su di un organo o su di un clavicembalo piuttosto che su di un pianoforte. Questo perchè le melodie sono state pensate e scritte per gli strumenti dell’epoca.

Ecco il perchè non troverai quasi mai delle semibrevi in dei pezzi per clavicembalo. Questo perchè il suono del clavicembalo svaniva dopo qualche secondo e se provi a tenere premuta una nota per la durata di una semibreve, probabilmente il suono smette di fuoriuscire prima ancora che tu tolga il dito dal tasto.

Per sopperire a questo problema intrinseco dello strumento Bach faceva uso degli abbellimenti. Per esempio, per tenere una semibreve si utilizzava il trillo. In questo modo il suono continuava anche se la durata della nota era lunga.

Quindi questi abbellimenti venivano in aiuto alle “pecche” dello strumento. Servivano a prolungare il suono, a renderlo più brillante ecc.. Ecco perchè i sostenitori di alcune correnti di pensiero suonano Bach senza gli abbellimenti. “Ora che c’è il pianoforte, che non ha bisogno di questi “escamotage” è inutile suonare gli abbellimenti!”

Tuttavia penso che suonare Bach con gli abbellimenti, non solo aiuta a sviluppare la tecnica, ma aiuta ad entrare un po’, almeno con l’immaginazione, nel contesto dell’epoca, e ti aiuta ad apprezzare queste finezze che diciamolo, rendono migliore ed unico il brano. Senza questi abbellimenti, il brano non sarebbe più lo stesso. Ti immagini a suonare l’invenzione a due voci n.7 senza i vari mordenti e trilli??

Perderebbe di fascino!

Quindi abbiamo visto che una delle particolarità in Bach sono gli abbellimenti.

Un’ altra particolarità di Bach è l’aspetto canonico delle sue composizioni. Che cosa intendo con questo? Intendo dire che Bach utilizzava uno stile contrappuntistico nei suoi brani. Questo stile consiste nel creare due o più voci che sono indipendenti nel ritmo ma unite nell’armonia. Le voci si combinano spesso fra di loro attraverso delle rigide regole ben precise.

Lo potrai notare sin da questi primi pezzi facili (che poi così tanto facili non lo sono).

Una cosa però voglio che tu capisca prima che inizi a studiare questo libro. Se fino ad ora avrai avuto anche una certa scioltezza nell’eseguire il Cesi-Marciano, o alcuni esercizi del Beyer  a prima vista, non credere che con Bach tu possa avere la stessa fortuna .

Ogni brano di Bach va studiato rigorosamente a mani separate. Questo è indispensabile per acquisire la tecnica e assimilare in maniera corretta ed efficacie il brano.

Dedica la tua oretta al giorno solo a Bach e vedrai che non ne rimarrai deluso. Molti studenti odiano Bach perchè “non è immediato”. Infatti prima di avere la soddisfazione di suonare una sua paginetta devi sudare 7 camicie. Fidati che tutta la fatica poi verrà ricompensata non appena vedrai che le due mani andranno da sole a mani unite e il pezzo verrà fuori in maniera limpida e scorrevole.

Prima di concludere con questa introduzione sul volume, voglio accennarti il non legato di Bach, che cos’è questo e come funziona.

Non Legato

Bach utilizzava nei suoi pezzi una tecnica particolare, una tecnica che fin’ora non hai ancora visto. Egli utilizzava il non legato dove abbiamo diverse scuole di pensiero:

  • La prima scuola, è quella che ritiene che ogni nota di Bach vada “non legata”. Ovvero, anche se non trovi il puntino che indica lo staccato posto sopra o sotto la nota,  devi eseguire comunque le note in modo staccate. Questa scuola è ben visibile nel video mostrato prima. Ogni singola nota viene staccata, non ci sono mai delle note legate.
  • La seconda scuola, che è quella che adotto io, è quella di suonare con il “non legato” (che corrisponde poi in realtà ad un suono portato), solo alcune note, ovvero quelle che creano i bassi e le così dette “arcate del violoncello”.

In questo video è infatti come puoi ben notare, il pianista distingue le note “non legate” da quelle legate. Le 6 note caratteristiche del tema sono staccate (con un suono portato, ovvero un suono che fa durare il valore della nota per il 3/4 del valore reale)  mentre i sedicesimi a seguire sono legati.

Ecco, principalmente sono queste le due scuole che si contengono il maggior numero di seguaci. Però le discussioni su Bach non si fermano qui. Ci sono anche quelle riguardanti la velocità.

Velocità dei pezzi di Bach

Ancora nessuno è in grado di mettersi d’accordo su che velocità eseguire i pezzi di Bach. Il fatto che all’epoca di Bach non esistesse il Metronomo fa sì che egli non abbia mai indicato all’inizio di ogni brano la velocità con cui questo vada suonato. Così c’è chi suona ogni pezzo di Bach ad una velocità più allegre…

E chi lo suona ad altre velocità 🙂

Download del libro

Scarica il libro in formato digitale. Lo troverai all’interno di questa cartella (passa il cursore del mouse sopra ai files per leggere il nome del file e scaricalo)

Per le lezioni… continua a seguirci…

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36 COMMENTI

  1. Ciao, solo una precisazione, sul link indicato si scarica in realtà “Il mio primo Bach” sempre 19 pezzi (sono arrivato al 5°) ma non tutti sono gli stessi presenti nelle lezioni.
    Per esempio il 4° e il 5° minuetto non ci sono.
    Complimenti per l’ottimo sito e complimenti al “maestro” Christian!

  2. Avrei molte cose da dire, ma mi astengo volutamente dal commentare al dettaglio.
    Mi limito solo a due cose.
    La prima è sul clavicembalo. Questo strumento ha una meccanica totalmente differente da quella del pianoforte e per questo il suono è totalmente diverso. Vi consiglio la lettura di questo post http://www.pianosolo.it/2010/05/03/un-po-di-stori
    Non ve lo consiglio per quanto ho scritto io, quanto piuttosto per quanto ha aggiunto un noto costruttore di clavicembali in un commento, che credo chiarirà definitivamente dubbi su durata del suono e via dicendo. La dinamica di un pianoforte è notevolmente più ampia di quella di un piano.
    Una cosa è certa: la maggior parte delle composizioni di Bach sono state concepite per clavicembalo. Parlare di "tastiera" in senso lato, magari basandosi sulla traduzione di termini di lingua tedesca, è pericoloso, dà adito a equivoci.

    La seconda considerazione che vorrei fare è sull' esecuzione dei brani di Bach in generale.
    Avete mai ascoltato Glenn Gould? Gould ha stravolto molti dei tempi di Bach, ha omesso, dilatato, rarefatto, accelerato la scrittura polifonica bachiana, eppure è riconosciuto come uno dei maggiori interpreti di Bach. Perché? Perché quando ascoltiamo un'Invenzione a due voci eseguita da Gould in realtà ascoltiamo non solo il compositore Bach, ma anche l'esecutore Gould.
    Interpretare vuol dire far proprio un brano e renderlo secondo la propria sensibilità, in armonia comunque con lo spirito del compositore.
    Per questo motivo io rigetto decisamente le indicazioni dei più accaniti filologi musicali che vorrebbero Bach, e non solo Bach, eseguito in esecuzioni standardizzate, perfette nella forma, reiterate nel tempo, serializzate, metronomiche. Questa filologia accurata, se giova alla ricerca storica in campo musicale, uccide invece la musica classica, la rinchiude in una torre d'avorio in cui un'opera cessa di essere vitale.
    Invito tutti ad ascoltare le recenti esecuzioni bachiane di Ramin Bahrami, che con la sua arte ci insegna cosa vuol dire suonare Bach nel 2010.
    Trilli, mordenti, abbellimenti in generale… ma siamo certi che sia questo il problema da porsi nell'avvicinarsi a un pezzo di Bach?
    La geometria perfetta, la splendida architettura della "polifonia monodica" di Bach, non è vuota costruzione musicale, struttura matematica arida. In Bach si concentra una spiritualità, un'elevazione interiore, uno slancio di umanità, che francamente ridurre ad un trillo è abbastanza svilente. Imparare a suonare Bach non significa solo essere tecnicamente perfetti al pianoforte, significa molto di più.
    Buona musica a tutti! 🙂

    • Cara Paola relativamente alla tua prima considerazione ti consiglierei di approfondire maggiormente magari attingendo a studi quali quelli di Basso (evitiamo wikipedia che è meglio…). Bach fu un esploratore delle possibilità espressive degli strumenti a tastiera allora conosciuti e i suoi lavori DIDATTICI (Bach stesso evidenziò tale aspetto!!!) dalle Invenzioni ai Klavier-uebung I-IV ne sono la prova! ed era delle composizioni didattiche che si parlava….

      Relativamente alla seconda, premesso che non tutti considerano Gould il maggiore interprete di Bach e che anzi lo detestino proprio perché si sente Goulde non Bach, non esistono né credo esisteranno mai esecuzioni "ingessate": l'interprete non potrà non dare parte di se stesso mentre esegue…(a meno che non sia un riproduzione tipo file midi…)

      La ricerca filologica classica non uccide la musica! ma ridà il giusto valore a compositori che si vedrebbero storpiate le loro composizioni!! e Bach ne è un esempio giacché in epoca romantica, credendo di ritrovare lo spirito bachiano, se ne distorsero tanto le esecuzioni che divenne difficile ritrovare il compositore (e le edizioni di Czerny ne sono un triste esempio).

      Infine, mia cara, la spiritualità e tutto il resto di cui parli, oggi li puoi sentire proprio grazie alla ricerca filologica al tentativo di eliminare dalle composizioni di Bach ciò che è estraneo e ad intepretare in maniera più fedele le sue opere, un trillo, un mordente possono cambiare la stessa natura dell'opera (e ben lo sanno le case editrici e i revisori di edizioni urtext! e si anche le varie edizioni urtext sono diverse!!). E il "molto di più" di cui parli arriva dopo molto dopo!!

      • Caro Mike, solitamente non faccio uso di Wikipedia, dato che non considero Wikipedia una fonte attendibile su molti argomenti.
        Relativamente a Gould, non ho affermato che sia stato il maggiore interprete di Bach, bensì "uno dei maggiori", il che fa una certa differenza.
        Cos'è che ci procura piacere e coinvolgimento nell'ascoltare un brano? Di certo la materia prima: ovvero la buona musica, ma non credo che una buona musica sia costituita solo da una partitura, quanto piuttosto anche dalla sua interpretazione e questo va ad incidere su criteri di giudizio che attengono alla sensibilità individuale. Il Bach di Gould è notevolmente diverso dal Bach di Andràs Schiff, eppure io li amo entrambi e non ritengo l'uno meno bachiano dell'altro.
        Non siamo evidentemente d'accordo sul modo di recepire la musica classica, e questo è uno dei motivi per cui io amo Gould e tu no.
        Tu parli spesso, nel tuo intervento, di "recupero" di Bach, ponendo il discorso sul piano dell'aderenza dell'esecuzione alla più autentica scrittura bachiana, io facevo un discorso diverso.
        Le storpiature di epoca romantica di cui parli sono frutto dello spirito di un'epoca e ritengo che quando un'opera riesce a riflettere il tempo che attraversa, farsi strada nei secoli, a volte allontanandosi dal suo autore, altre ricongiungendosi ad esso, solo in quel caso può essere considerata vitale. Poi che ci piaccia o meno è un altro discorso, ricadiamo nella sfera del giudizio soggettivo.
        Non trovo presunzione in quanti hanno, consciamente o inconsciamente, creato una distanza dalla composizione originale.
        La musica di Bach è perfetta, senza bisogno di aggiungere o togliere nulla, e su questo siamo d'accordo mi pare, ma l'interpretazione a mio modesto parere non è costituita solo dall'anima dell'esecutore, piuttosto anche dal tempo in cui l'esecutore vive, da una serie di variabili, fra cui, non trascurabile, l'incessante bisogno di rendere quell'opera parte del mondo contemporaneo, espressione di valori che sono universali, ma al tempo stesso soggetti ad evoluzione, così com'è insito nella natura stessa dell'uomo.
        Ben venga la filologia musicale accurata, ma che non fossilizzi le composizioni in teche di cristallo intoccabili con l'inevitabile rischio della distanza con il vero destinatario dell'opera: l'uomo.
        Ma questa è solo un'opinione personale.

      • Ciao Saretta.
        La definizione è di Massimo Mila ("Breve storia della musica", Einaudi), tratta da uno dei suoi testi divulgativi.
        Affiderò la spiegazione alle parole di Casella che a proposito di Bach dice:
        "realizza il doppio miracolo di creare una melodia fatta di due o tre voci diverse sintetizzate e di dar vita accanto a questa ad una polifonia nella quale quattro o più voci formano, con la loro ferrea coordinazione, una sola voce, un solo discorso." (Casella)
        Ovviamente, semplificando al massimo, il termine POLIFONIA è riferito alla compresenza di più voci, l'aggettivo MONODICA è riferito invece proprio a questa capacità di ottenere da più voci una sola voce, un solo discorso.
        Se guardi all'architettura delle composizioni bachiane troverai un riscontro concreto di quanto scritto da Casella.

  3. ma prima di tutto il clavicembalo non ha un suono così breve 3 sec meno del pianoforte e comunque allora come la mettiamo con l'organo? bach componeva molto anche all'organo ma mi vuoi dire che quei pezzi non avevano abbellimenti? (sai l'organo non smette di suonare)
    gli abbellimenti avevano solo un fine estetico non diciamo cavolate…

    • Riccardo Bach suonava anche l'organo ma alcuni pezzi erano PRETTAMENTE per cembalo…esempio, Invenzione a due voci n.4 .. battuta n.29 c'è un mordente (che in realtà altro non è che un trillo), che dura 5 battute!! Era un trucco solo per far continuare il suono oppure era voluto? Credo proprio sia la prima!

      Ovviamente molti di questi erano a scopo estetico.. mi trilli come quelli che ti ho riportato nell'esempio sono fuori discussione che siano per un fattore estetico..chiedi a chi è più informato di me..!

      • fossi in te eviterei affermazioni così drastiche!! ti ha mai sfiorato il pensiero che forse tenere una nota per così tanto tempo risulta fastidioso mentre il trillo lo rende più piacevole??? beh provalo all'organo e poi vedi!

        inoltre giusto le Invenzioni sono per TASTIERA e non prettamente per cembalo!

        mi sa che devi studiare ancora tanto!!! ti consiglio di iniziare con le basi! per bach studia il Badura-Skoda, il Keller, il testo di A. Basso, insomma i fondamentali… e poi usa e consiglia le versioni urtext

  4. scusa Christian ma quali sono queste scuole/correnti di pensiero che citi? sai citare alcuni esponenti? quali fonti usi?
    perché io un'affernazione del tipo <<…i sostenitori di alcune correnti di pensiero suonano Bach senza gli abbellimenti. “Ora che c’è il pianoforte, che non ha bisogno di questi “escamotage” è inutile suonare gli abbellimenti!”>> non la ho mai sentita…
    anche la storia del non-legato mi pare buttata un po' male…almeno io sul mio buon Badura-Skoda – Interpretare Bach su strumenti a tastiera leggo le cose un po' diversamente…anche su tempo, ornamenti, ecc…

    • Le correnti di pensiero nascono quando non si ha la certezza su una data cosa. Infatti tutt'ora non si ha la certezza sul come suonare Bach. Tu vedi che Bach lo eseguono tutti allo stesso modo? C'è chi usa in "non legato" sempre e c'è chi lo usa solo in alcune parti, ecco le principali correnti. La fonte che ho usato per questa affermazione? LA REALTA'

      Per quanto riguarda << … i sostenitori di alcune correnti di pensiero suonano Bach senza gli abbellimenti. “Ora che c’è il pianoforte, che non ha bisogno di questi “escamotage” è inutile suonare gli abbellimenti … >> beh se non l'hai mai sentita sinceramente non è un problema mio =) .. magari se qualche volta ti fidassi di quello che scrivo.. comunque vai a pagine 220 del libro " Quello che ogni pianista deve sapere" e lo troverai scritto nell'ultimo capoverso.

      Sul non legato c'è parecchio da dire…era solo un accenno…ti pregherei di non fare polemiche quando si può evitare..

      Grazie,

      Christian

      • christian, il testo di Finizio è della metà del secolo scorso e spesso si basa su pubblicazioni di inizio secolo scorso… era pensato come un aiuto agli studenti dell'8 anno (una sorta di dispensa…) per la raccolta delle nozioni da sapere per l'esame di cultura musicale….non certo come studio approfondito come quelli che si vedono oggi e credo nessuno lo citerebbe più ormai in bibliografia…

        Presenta diversi errori storici, ovviamente non tutti imputabili all'autore quanto invece alla stato della ricerca musicologica, e affermazioni spesso libere e non supportate da fonti attendibili…ecco perché bisogna saper valutare le fonti…per evitare incomprensioni chiarite da studi più recenti.

      • è da molto che non suono 5 anni almeno ed ora mi è ritornata la voglia…… Non sapevo ci fosse un libro che ogni pianista dovrebbe conoscere!!!
        Quale sarebbe…. devo recuperare il tempo perduto 😉
        Grazie proprio un bel sito 😀

    • Ciao Gianni, ma l'ho scritto precisamente nell'articolo.. hanno 200 anni di differenza se intendiamo che Bach è del Barocco e Chopin è del Romanticismo, ma a conti fatti sono 60 anni..

      ciao

          • l'ho letto su un libro su bach negli anni 70/80 hanno trovato delle incisioni credo tipo quelle che facevano vedere nei film del pianoforti che suonavano da soli non uguali ovvio dice che sono a manovella con delle incisioni del 1760 circa di opere di bach per organo credo e sono nettamente più veloci di come vengono eseguite ora…

          • veramente io mi riferivo proprio al Badura-Skoda e non mi pare proprio che tenga conto di presunti rulli ritrovati…e mi pare che la sua discussione sul tema sia molto più variegata e non porti certo a tale conclusione… peraltro mai asserita!!!

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