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Polacca Op.26 No.1 – Chopin (Spartito)

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Polacca Op.26 No.1 - Chopin (Spartito), 5.0 out of 5 based on 284 ratings

Le Polacche di Chopin sono un qualcosa di straordinario. Sono una più bella dell’altra e ognuna ha una sua precisa caratteristica (un po’ come nelle sonate di Beethoven). Ogni Polacca, per essere eseguita, deve prima essere capita e compresa. Veramente qui l’esecutore non può solamente prendere in considerazione solo lo spartito per poter eseguire questi brani, ma deve veramente lavorare di immaginazione.

Ho letto qualche settimana fa su “Noi, Pianisti” di Lachert, che il metodo migliore per poter dare una buona carica interpretativa ad un pezzo è quello di ascoltare gli altri. Molti però saltano questo passaggio. Lo saltano perchè ascoltando gli altri pensano di imitarli. Certo, questo accade quando ascoltiamo una sola esecuzione. Ma se ne ascoltiamo 20, potremmo riuscire a prendere le parti migliori da queste, e creare così un’interpretazione composta da passaggi ben studiati e interpretati. Ovviamente nulla ci vieta di metterci del nostro.

Per esempio, nella Polacca che sto studiando Op.26 n.1 , ha l’introduzione difficilissima dal punto di vista interpretativo. Il mio maestro mi ha raccontato che quando ai tempi la studiava lui, la sua insegnante lo faceva stare per ore ed ore sempre a ripetere questo solito passaggio, in modo tale da trovare, solo alla fine della lezione, il giusto aspetto interpretativo. Tuttavia, io ritengo che l’allievo non debba per forza eseguire un brano secondo i gusti del maestro. Egli può dare delle dritte, ma non può imporre un’interpretazione propria, non sentita dall’allievo. Questo significa anche sopprimere l’immaginazione dell’allievo.

Il mio insegnante invece mi aveva dato solo le giuste dritte, e poi il lavoraccio me lo sono fatto io a casa. 20 minuti abbondanti solo per l’introduzione. Scommetto che a furia di parlare dell’introduzione, ti sia venuta voglia di ascoltarla 😀 Bastano i primi 5 secondi di ogni video. E’ davvero curioso notare le varie interpretazioni:

In questo video abbiamo sentito un’introduzione col pedale abbassato, il trentaduesimo velocissimo con l’accento sulla seconda nota (ottavo col doppio punto).

Lasciando perdere la pessima esecuzione (a presto rifarò il video che nel frattempo il pezzo è un po’ maturato 🙂 ) l’introduzione questa volta è differente: introduzione senza pedale, accento sulla prima nota e tempo dell’introduzione non troppo veloce.

Introduzione molto inquadrata, mi piace molto. Anche qui accompagnata dal pedale, ma per il resto abbastanza simile alla mia.. mi ha copiato! 😀 😀 ihih

Sembrerebbe che qui siamo nel pieno di un concorso pianistico. Lo stile questa volta sembra molto scivolato, il pedale è molto presente e i trentaduesimi si appoggiano agli ottavi col doppio punto in maniera molto particolare. Davvero interessante…

Luca Pieruccioni invece ci mostra un introduzione molto agitata che poi si rilassa subito dopo..Anche qui, molto pedale…

L’introduzione di Alexandra mi colpisce molto. Tende molto ad evidenziare il fraseggio e quindi a suddividere le note a due a due, sollevando proprio in maniera vistosa la mano destra.

Alessandro Drago invece suona questa introduzione in maniera molto legata. E’ bellissimo vedere come affonda e dita all’interno dei tasti. E’ assolutamente padrone della tastiera. Poco l’uso del pedale.

Questa è una delle interpretazioni che capisco meno. Forse perchè non riesco a vdere il movimento delle mani. In ogni modo anche questo è un altro modo di suonare quest’introduzione… L’interpretazione che segue inizia a 30 secondi, perciò ti consiglio di mandare avanti 😀

Incredibile. Un’altra idea sull’esecuzione di questo finale. L’accento è assolutamente sulla prima nota, in questo modo si mette in evidenza il tema: Do# – Si – La – Sol# – Fa##

Insomma di interpretazioni come puoi ben notare ce ne possono essere moltissime, quasi infinite. E per ora ci siamo solo soffermati sull’introduzione. Immaginati di fare questo lavoro su tutto il brano? Si diventa matti 🙂 . Però, per stimolare l’immaginazione questo lavoro è necessario. Qui di seguito segue il download dello spartito..

scarica spartito pianoforte

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7 COMMENTI

  1. Si, vero, ma di questa Op 26 N 1 mai nessuno ha scritto o pensato quello che e` chiaro a sentirsi. E` come due innamorati che parlano: uno e` triste (il momento del calare del ritmo) e un altro rincuora l`altro (il momento incalzante) e poi c`e` tanto di romanza. Sembra una storia d`amore. Io i soldati e la guerra propio non ce li vedo! Non ci sono.
    Mentre vedo una fanfara nell Op.53 (eroica) che tutto e`tranne che una storia d`amore.
    Poi non daccordo nel costante accorpamento dell Andande Spianato seguito dalla Polacca Brillante. Io non le unirei. Tu cosa ne pensi?

  2. Ciao, volevo farti una domanda.
    Io non sono in grado di eseguire questo capolavoro, ma lo conosco come nessuno a livello di ascolto, poiche` da oltre 10 anni e` da considerarsi la mia musica preferita.
    Di recente le sta facendo compagnia sul primo posto del podio Ballade N.1 e Nocturne Op.47 n.2.
    Tuttavia io non capisco delle cose.
    Dedicata a un maestro di pianoforte. Uno addirittura interpretava questa musica come marcia di soldati.
    Io non capisco. Per me questa musica e`una storia d`amore travolgente dall`inizio alla fine. Il massimo della passione e del sentimento. E conosco tutte le musiche di Chopin (da anni non ascolto altro che la sua discografia.
    Tu cosa ne pensi?
    Riguardo all`interprestazione (specie l`inizio) preferisco quella di Arseny Tarasevich-Nikolaev.

    • Il bello della musica, mio caro viandante 🙂 . Pensa che nei Preludi di Debussy, i titoli dei brani sono scritti alla fine, in modo tale da non influenzare l’esecutore. Insomma, ognuno ci vede un po’ quello che vuole 🙂

      • Grazie viandante_errante. Hai raggiunto il numero massimo di caratteri in un commento 🙂 🙂

        regola: questo è un blog non stiamo a scuola a fare il tema 🙂 🙂

        • Ciao Pisnit155 o Studiante191, noi apprezziamo molto la tua attività sul nostro sito ma non permettiamo che nessuno offenda nessuno. Siamo tutti esseri umani e tutti possiamo sbagliare. E’ buona norma essere “stretti” nei commenti e sui post nei vari forum, ma non è una regola.
          Perciò sono benvenuti commenti con chiarimenti, dubbi, aggiunte a quanto scritto nell’articolo, risposte ad altri commenti. Ma ti prego di evitare commenti tipo questo che hai appena pubblicato, altrimenti dovremo prendere provvedimenti.

          Grazie.

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