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Pietro Lussu, Northern Lights (2011 Albóre, distr. Egea distribution)

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Pietro Lussu, Northern Lights (2011 Albóre, distr. Egea distribution), 5.0 out of 5 based on 283 ratings

Pietro Lussu, Northern Lights (2011, Albóre, distr. Egea distribution)

Essenziale, di quella essenzialità che cattura l’attenzione, ferma per un istante l’orecchio sul particolare, ci avvisa che ogni dettaglio è necessario. Sembra quasi una metafora della contemporaneità la musica di “Northern Lights”.  Pietro Lussu (pianoforte), Vincenzo Florio (contrabbasso) e Marco Valeri (batteria) sono il trio jazz contemporaneo, l’espressione del nostro tempo musicale, vario, complesso, attento ad ogni movimento esterno, pronto alla interiorizzazione e alla successiva sintesi contenutistica.

Enfasi ritmica, sia nella sezione basso-batteria che nella specificità del pianoforte di Pietro Lussu, che qui si afferma in veste di leader, un suono costruito sulla peculiarità timbrica di ognuno dei tre strumenti, una voce forte e autorevole, indipendente. Già dalla title-track, “Northern lights” la sensazione è quella di aprire una porta e trovarvi dentro quel ritmo, qualcosa che ci ha preceduto in quella stanza e che procede con ostinazione, qualcosa di ciclico su cui il pianoforte di Pietro Lussu all’improvviso ci parla spiazzandoci, libera l’immaginazione, crea.

“Freak-E” ci destabilizza inizialmente, con quella batteria quasi sfilacciata rispetto al pianoforte, come voci isolate di persone che camminino parallele senza guardarsi, ma è su questo tessuto che fiorisce l’improvvisazione autentica del Fender Rhodes, irruzione a sorpresa, guida che conduce alla sostanziale unità del finale del brano, così centrale in questo cd da essere ripreso, stavolta al piano, come capitolo finale, coda di tutto il lavoro. Libertà. Varietà. Il passaggio a “Naboo” ci catapulta in un’atmosfera altra, un clima disteso, quasi una sosta. Ancora il pianoforte di Pietro Lussu non abbandona la sua intensa ritmicità, ma qui, con un suono ancora nuovo, cristallino, trasparente, morbido, crea qualcosa di molto vicino a una prospettiva di romanticismo.

Oltre a questi brani originali, il trio di Pietro Lussu registra anche “Dakota Song” di Jim Pepper, racchiusa in un notevole lavoro di lungo fraseggio originale e fluido con naturalezza. Altra perla è la “Afro-Centric” di Joe Henderson, in cui il ritorno del Fender Rhodes ci fa gettare lo sguardo sul jazz-funk, o ancora la “Pent-Up House” di Sonny Rollins.
Con questo lavoro Lussu conferma la sua dimensione di musicista raffinato, moderno e internazionale.

1. Northern Lights/2. Freak-E/3. Naboo/4. She Knows The Ropes/5. Dakota Song/6. Afro-Centric/7. Pent-Up House/8. Freak-E II

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1 commento

  1. Il primo pensiero corre ad Alessandro Giachero, poi la variazione si discosta verso uno standard più tranquillo, che offre spazio alle altre sonorità del gruppo, nel complesso una esibizione interessante, attuale e non priva di spunti piacevoli, un ringraziamento a Paola che ci accompagna, sempre con competenza, alla scoperta di nuove esperienze musicali.

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