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Pianoforti Fazioli: Il Massimo Della Qualità

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Pianoforti Fazioli: Il Massimo Della Qualità, 5.0 out of 5 based on 284 ratings

L’altro giorno, il 31 maggio, mi sono recato al Conservatorio di Milano per fare delle fotocopie di alcuni spartiti di Scarlatti nell’immensa biblioteca. Dato che ero arrivato un po’ in anticipo e per le fotocopie bisognava aspettare, ho deciso, sotto consiglio di Davide, di andare a visitare il negozio di pianoforti Fazioli che si trova proprio a due passi dal conservatorio. Appena entrato in negozio, vengo accolto calorosamente, e subito mi viene proposto di accomodarmi su qualche gioiello. Così mi siedo subito sul modello F212… Inizio a suonare le prime note e… le note sembrano acqua corrente che scorreva fluida in un torrente, il suono ero molto opaco, proprio come lo adoro io; ho provato sensazioni indescrivibili! Poi ho provato il modello F156, che sarebbe un quarto di coda. A dir la verità li ho sempre sottovalutati, ma dopo aver suonato questo modello della Fazioli, devo ricredermi! Personalmente ritengo che come qualità di suono, non abbia nulla da invidiare ad un gran coda della Yamaha. Ne sono rimasto impressionato!! Accanto c’era un’altro pianoforte, credo sia stato lungo 183cm, Bianco! Il Pianoforte bianco ha sempre il suo fascino. Appena schiacciai i primi tasti, mi resi subito conto che era un modello adatto per il Jazz, il Rock e il Blues: il suono era molto brillante, azzarderei “metallico”, ma come sempre molto gradevole. Ed infine, girandomi a sinistra vedo “un’astronave” da 3m , bello lucente, che irradiava tutto il negozio. Era lui, il gran coda da concerto!! Sopra questo strumento, che personalmente ritengo che sia il miglior strumento che un pianista possa mai desiderare, qualsiasi nota, accordo, scala, arpeggio, anche se suonata in modo scorretto, risultava una favola! La tastiera è panna, morbida ma scattante e reattiva, non lascia vuoti, ed il suono è di uno bellezza impossibile da descrivere a parole, credimi. Tra l’altro sono stato anche fortunato a trovarlo perchè era appena tornato dopo che il conservatorio lo aveva affittato per qualche serata! Insomma, suonare su questo pianoforte (ma anche su tutti gli altri), è stato davvero un sogno. Ho provato diversi pianoforti a coda, di ogni dimensione e di ogni marca, ma questo, a parer mio, è il migliore e non ha nulla a invidiare agli Steinway.

Sul Fazioli…

La tavola armonica dei pianoforti Fazioli è costruita con l’abete rosso della Val di Fiemme. Regolarità, uniformità, leggerezza ed elasticità, sono le caratteristiche di questo legno. Da questo stesso legno proviene quello per costruire gli Stradivari. I pianoforti Fazioli vengono distribuiti attraversi una rete di rivenditori qualificati e preparati per l’assistenza più sofisticata. Inoltre, lo staff dei rivenditori segue con cadenza periodica dei corsi di aggiornamento tenuti nella fabbrica Fazioli di Salice. Ovviamente l’attenzione per lo strumento continua anche durante i viaggi, con uno speciale sistema di imballo, munito di indicatori antishock ed anticapovolgimento.

Modello Gran Coda

Andiamo ora a descrivere il modello F 308 (quella “f” non sta per Ferrari anche se lo è a tutti gli effetti 😀 ). I tasti bianchi sono in materiale composito, antiriflesso e antiscivolo. I tasti neri sono in legno di ebano. Tastiera meccanica (Renner, la migliore) e martelliera costruita secondo specifiche Fazioli. I Pedali sono 4! I tre classici dei pianoforti più il pedale Fazioli. Questo nuovo pedale ha la funzione di diminuire il volume del suono senza modificarne il timbro e allo stesso tempo rende più facile l’esecuzione dei glissando e dei pianissimo, passaggi rapidi e legati. La finitura è in verniciatura in poliestere nero lucido brillante. Le finiture sono inoltre personalizzabili. Infatti è possibile realizzare finiture in varie essenze proposte dal cliente.

Pareri e Considerazioni Personali

Avevo sempre sentito parlare bene di questi pianoforti ma mai avevo avuto l’onore di suonarne uno. Da quando questo è stato possibile, il mio target di “pianoforte buoni” è diminuito considerevolmente. Avendo toccato letteralmente le stelle con questi pianoforti, anche il gran coda della Yamaha che ho utilizzato l’altro ieri mi sembra superfluo.

Ritengo che sia la marca migliore in assoluto, e che questi pianoforti hanno le migliori prestazioni in assoluto. Non capisco perchè noi italiani, che abbiamo la fortuna di avere questo potente marchio, non gli diamo abbastanza valore. Tutti noi pianisti dovremmo essere fieri di avere un gioiello della tecnologia come questo proprio qui in Italia, ed è ormai risaputo che sempre più grandi interpreti fanno uno dei pianoforti Fazioli per le loro esibizioni. Visita il sito Fazioli.com

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14 COMMENTI

  1. Per essere un autodidatta é un pò scarsino, ma vedrai col tempo andrai migliorando.
    Se fossi un allievo allora sarebbe un disastro totale: tutto fuori tempo e note sbagliate a go go!,
    una vera porcheria!
    Ma visto che immagino sei un autodidatta bravo e continua ,ma scegliti brani piú facili: questo é un po`difficile per uno che deve essere al primo anno di studio da autodidatta.
    Auguri e non te la prendere non tutti sono portati per il piano!

    • E dai non buttare così giù questa esibizione. Si tratta di arte, ricordiamocelo sempre, può trasmettere o no emozioni, ma giudicarla porcheria è davvero troppo.
      Figuriamoci per uno come me che affronta l’argomento pianoforte con poca teoria e molta pratica (provate a visitare il mio blog), avendo sviluppato molto di più lo studio ad orecchio che teorico. Immagino di rappresentare Satana, per i puristi visitatori e commentatori di questo bellissimo sito.
      Un caro saluto a tutti.

      Domenico D’Erasmo.

  2. Spero di provarne uno al più presto, Pordenone non è poi così lontano da dove abito…..
    Sono in fase di acquistare un buon piano anche se il prezzo del Fazioli, anche se il più piccolo il F156 costa sui 66.000 euro!!!

  3. Il bosendorfer imperial se lo mangia a colazione il Fazioli :). Cmqe il Fazioli non è molto trascurato, al concorso Chopin dell'anno scorso c'erano diversi partecipanti che lo usavano,tra i quali la nostra Irene Veneziano. P.S. Ma quanta confusione fai nell'improvviso di Schubert!! Sentiti l'interpretazione di Dinu Lipatti !!!

    • Ciao Lore! Grazie per il tuo parere ! Beh, avresti dovuto provare a suonare tu su quel pianoforte e poi mi dirai! Aveva la tastiera sfondata e essendo l'aula grandissima il suono rimbombava troppo (credo che si vede dal video che il pedale viene continuamente rinnovato!!)!

      Ps. i grandi lo fanno con pochissimo pedale, quasi nullo! Purtroppo non ho ancora la tecnica per permettermi di ometterlo!

    • intervengo a proposito di Schubert: sono rimasto colpito da come si può trasformare un pezzo così bello in un tritello di note assurdo. Non ci sono tempi, non ci sono accenti, ho l'impressione che l'esecutore l'abbia preso per uno studio sulla velocità. Non è così. Non sono un pianista ma conosco quel pezzo nota per nota per averlo sentito allo sfinimento nell'esecuzione di Brendel.

  4. Io son sempre stato un gran sostenitore dello Steinway, ma dopo aver sentito il confronto quasi quasi mi sa che preferisco il suono del Fazioli… Mi piacerebbe proprio sedermi su uno di quei mostri… Ho provato un solo gran coda in vita mia, ed è stato un sogno.
    L'unico insignificante dettaglio : il prezzo…. Ma non del pianoforte, più che altro della casa da comprare PER FARCELO STARE… 🙂
    Grazie per la testimonianza!

    PS. Complimenti per il saggio, bellissima interpretazione
    PPS. Hai visto il mega commento che ti ho messo al post "Esercizi di Tecnica" di qualche giorno fa? 🙂

    • IHih è a dir poco magnifico il suono che emerge da questi strumenti! Li dovrai provare senz'altro Bruno!

      Grazie per i complimenti ma l'audio si sente parecchio male, e non solo nella registrazione!

      Si l'ho visto ma non ho ancora avuto modo di risponderti! 🙂

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