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Un pianoforte per Shakespeare

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Un pianoforte per Shakespeare, 5.0 out of 5 based on 85 ratings

Un pianoforte per Shakespeare

Auditorium_Niemeyer_Ravello

Il progetto è stato presentato in prima assoluta al Ravello Festival lo scorso 17 maggio. Ideato dal pianista Giovanni Bellucci, lo spettacolo ha come co-protagonista l’attore Giancarlo Giannini e nasce con l’intento di celebrare i 450 anni dalla nascita di William Shakespeare.

Il pianoforte di Giovanni Bellucci sulle musiche di Beethoven, Byrd, Busoni, Liszt, Chopin, Mendelssohn ha dialogato con i testi di Shakespeare recitati da Giancarlo Giannini.

La Sonata detta “La Tempesta” di Beethoven,” – dice Bellucci nell’intervista rilasciata al Festival – “il misterioso Notturno in Sol minore composto da Chopin dopo aver assistito alla rappresentazione teatrale di “Amleto”, i fuochi d’artificio lisztiani della Parafrasi sul “Sogno di una notte di mezza estate” di Mendelssohn, una serie di spettacolari variazioni sulla celeberrima Marcia Nuziale, alla luce delle letture shakespeariane di un grande artista come Giannini: mi è sembrato questo il modo migliore per ricreare l’originaria ambientazione espressiva di tanti capolavori sonori, nel tentativo di riviverne l’intensità primordiale, la scaturigine dell’ispirazione creativa. Chissà che questo connubio di parole e suoni non riesca anche, subliminally, a generare una sorta di interferenza ottica che, come in un sogno (…di una notte di mezza estate), faccia apparire accanto a noi, per novanta minuti, l’ologramma di William Shakespeare”. È lo stesso Giannini a sottolineare la complessità del progetto “Bellucci – ha affermato l’attore  è un pianista straordinario che “parla” con il pianoforte. Questo mi ha colpito e convinto a collaborare; ma, visto che la voce è uno strumento molto più limitato rispetto al pianoforte, lo spettacolo sarà sicuramente una sfida per me”.

Ravello_Festival2014

 

Il progetto è una lettura trasversale tra musica e teatro che offre una lettura diversa di Schakespeare “perché esiste un panorama musicale” conclude Bellucci nell’intervista – “ispirato al grande drammaturgo inglese non vasto ma molto interessante che va selezionato e riscoperto. Un progetto in cui i personaggi e la musicalità possono essere accostati da un filo senza soluzione di continuità, come fosse un percorso di due amici che si incontrano, recitano e suonano…”

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